Arte / Itinerari / Il metrò più bello del mondo

Arte e storia accompagnano ai binari

Tra reperti archeologici, mosaici e opere di artisti contemporanei la subway di Partenope porta i viaggiatori nelle viscere della terra
di Giuliana Covella
25 marzo 2013

Alcune riproducono figure angelicate di donna, come la “Beatrice” di Karim Rashid nella stazione Università. Altre richiamano battaglie del recente passato partenopeo come i “Combattenti” di Marisa Albanese a Quattro Giornate. Altre ancora rimandano ai classici della letteratura come il volto di Pasolini a Materdei o alle agorà ellenistiche come i neon contornati da un blu elettrico a Vanvitelli. Sono tante (entro il 2015 almeno quindici). Sono belle. Luminose, spaziose e avveniristiche. Con i dipinti, le sculture, i mosaici, le foto e le installazioni direttamente commissionati ad artisti del calibro di Jannis Kounellis, Joseph Kosuth, Mimmo Paladino, Sol Lewitt, Enzo Cucchi, Mario Merz, Renato Barisani, Mimmo Rotella. Eccole le Stazioni del Metrò, l’unico realizzato con tante espressioni dell’arte, veri e propri musei che s’introducono nelle viscere della terra per accompagnare i passeggeri alle rotaie o, viceversa, portarli alla luce della città già permeati dalla brezza e dai sospiri culturali che solo Napoli è in grado di offrire. Gli spazi interni ed esterni delle stazioni del metrò neapolitano hanno accolto più di 180 opere di 90 tra i più prestigiosi autori contemporanei e sono così diventate uno degli esempi più interessanti di museo decentrato, distribuito sull’intera area urbana, un museo che non è spazio chiuso, luogo di concentrazione delle opere d’arte, ma percorso espositivo aperto, per una fruizione dinamica del manufatto artistico o dei reperti storici ritrovati durante i lavori. La realizzazione delle stesse stazioni, affidata ad architetti di fama internazionale, come Gae Aulenti, Alessandro Mendini, Karim Rashid, Vittorio Magnago Lampugnani e Oscar Tousquets Blanca, ha rappresentato un momento di forte restyling del tessuto urbano circostante. Una filosofia che è alla base della costruzione di questi luoghi simbolo del singolare intreccio tra antico e moderno. Delle sedici stazioni della Linea 1, nove sono note come le Stazioni dell’Arte. Ad esse nel 2007 si sono aggiunte le quattro nuove Stazioni dell’Arte della Linea 6. Tra le stazioni che hanno inaugurato il “ciclo dell’arte”, quella di Salvator Rosa, progettata dall’Atelier Mendini e dotata di due uscite a notevole distanza l’una dall’altra, contrassegnate da due guglie colorate in vetro e acciaio. La presenza delle opere d’arte è distribuita su una grande varietà di spazi aperti, che fanno corona a quelli interni, dialoga con le architetture storiche di un ponte romano e di una cappella neoclassica e si spinge fino a proiettarsi a distanza, con mosaici e dipinti murali, sulle pareti degli edifici circostanti e a occupare, presso la seconda uscita, lo slargo stradale in una zona ad alta densità abitativa e di grande traffico veicolare. Stazione Toledo, opera di Oscar Tusquet BlancaStazione Toledo, opera di William kentridgeStazione Università, opera di Karim RashidStazione Vanvitelli, la banchinaStazione Salvator Rosa, opera di Perino&VeleTargata Atelier Mendini è anche la stazione Materdei: l’area circostante, completamente riqualificata, chiusa al traffico, arricchita di spazi verdi e nuovi arredi urbani, è stata popolata dalle inaspettate creature di un mondo fantastico che sembrano risalire in superficie dagli spazi sotterranei. Anche il progetto di Gae Aulenti per la stazione Dante ha riguardato la risistemazione urbanistica della piazza sovrastante, che ha rispettato l’impianto urbanistico settecentesco. La pavimentazione in pietra etnea a lastre e cubetti segue il disegno delle architetture realizzate, infatti, nel settecento da Luigi Vanvitelli e gli accessi alla stazione, in cristallo trasparente e acciaio, sono progettati in modo da assicurare la visibilità dell’emiciclo storico da ogni lato. La stazione Quattro Giornate è opera del napoletano Domenico Orlacchio, che ha creato una felice continuità tra i segnali dell’arte disseminati all’interno della stazione e quelli preesistenti nella piazza. Il viaggiatore in uscita passa dall’incontro con la folta serie di opere lungo i percorsi interni alla visione della grande scultura metallica e dei due bronzi di atleti collocati all’aperto, tra le aiuole di giardini attrezzati con grosse panche e tavoli di legno. Lala, stazione della Linea 6 che si trova nel quartiere di Fuorigrotta, è stata progettata da Uberto Siola. Lo scalo inaugurato, insieme alla tratta, l’11 gennaio del 2007, asseconda completamente il perimetro circolare dell’omonimo largo e può contare interni decorati con opere di Castella, Campigotto e Dago. Con un’installazione tutta particolare, denominata Allucco, opera di Nanni Balestrini, dove sono esposte delle schegge di superficie specchiante prodotte con alcuni interventi grafici. Inaugurata a inizi 2007, la stazione Mostra è entrata in servizio il 4 febbraio dello stesso anno. La stazione, costruita anch’essa a Fuorigrotta, proprio nelle vicinanze dello stadio San Paolo e di alcune facoltà universitarie, presenta, nell’atrio d’ingresso, suggestive istantanee di Gabriele Basilico, in cui viene esaltata la pulizia delle architetture della vicina Mostra d’Oltremare. La hall principale accoglie anche tre mosaici realizzati da Costantino Buccolieri su bozzetto di Mario Sironi, mentre nei tre corridoi che conducono al piano binari spicca, insieme ad altre opere firmate da Merz, Sironi e Pisani, il cosiddetto “Monumento a G. P.”, in cui l’autore Gianni Pisani commenta il tema del suicidio d’artista. Disegnata da Gae Aulenti nel 1999, la stazione Museo ha aperto i battenti nel 2001 a pochi passi da piazza Cavour. Il padiglione esterno è in calcestruzzo, vetro e acciaio ed è stato dipinto col rosso pompeiano. All’interno vi sono ospitate copie di opere custodite nel vicino Museo Archeologico Nazionale come l’Ercole Farnese, la copia della Testa di Cavallo donata da Lorenzo de’ Medici a Diomede Carafa e le fotografie di Mimmo Jodice che accompagnano il passeggero nel corridoio di collegamento con i treni della Linea 2. Entrata in servizio il 4 febbraio 2007, la fermata di piazzale Augusto, posta nei pressi del viale omonimo e del largo Veniero, ospita le opere di Bruno, Scognamiglio e Crespo. Nei corridoi che conducono al piano binari in direzione ovest, la stazione può sfoggiare eleganti rilievi in ceramica mentre in una delle passatoie è presente una serie di light box intestati alla vita del fisico toscano Galileo Galilei. L’altro corridoio di accesso alle banchine è interamente occupato dall’installazione di Botto&Bruno che intende esprimere il disagio giovanile, urbano e sociale che si vive nelle periferie. Stazione Materdei, opera di Sol Le WittStazione Quattro Giornate, opera di  Marisa Albanese, i CombattentiStazione Rione Alto, installazioni di Bianco&ValenteStazione Vanvitelli, installazione di Mario MerzStazione Toledo, opera di Oscar Tusquet BlancaLa stazione Università in piazza Bovio è, invece, caratterizzata da colori e pannelli molto suggestivi che catturano l’attenzione dei pendolari. A cominciare dal piano delle obliteratrici dove spiccano le particolari sculture disegnate da Rashid, di cui la più suggestiva è Synapsi, che ricorda il reticolo neurale del cervello. Balzano all’occhio anche le due colonne nere modellate come un profilo umano continuo, definito conversational profile. Il soggetto raffigurato è proprio Rashid. Completano il viaggio artistico nelle viscere di tunnel e rotaie, le raffigurazioni di Dante e Beatrice sui gradini di accesso alle banchine. Decentrata rispetto alle altre è Rione Alto, che dispone di ingressi in via Semmola, via D’Antona e via Palermo. Il tratto dell’uscita in via Semmola è entrato nel circuito delle stazioni dell’arte poiché vi sono conservate installazioni di Antonio Tammaro e Achille Cevoli e altri artisti. Al suo interno, tra le scale e i marciapiedi mobili, spiccano i pannelli di Giuseppe Zevola, seguiti dalle stampe fotografiche di Katharina Sieverding e dai due light box di Bianco&Valente, stagliati sulla volta del tunnel d’accesso alla zona delle banchine. Una menzione speciale merita anche Mergellina, aperta al pubblico il 4 febbraio del 2007. La stazione è stata progettata dallo Studio Protec. E può vantare nell’atrio dello scalo (realizzato su progetto di Vittorio Magnago Lampugnani) un ampio vano sulle cui pareti fanno bella mostra di sé due mosaici firmati dall’artista Gerhard Merz. I cancelli sono stati prodotti da Alan Fletcher, che ha creato un motivo incrociando le parole “Mergellina” e “Metropolitana”, ritagliate nella superficie ferrea delle inferriate. Ultima nata è Toledo, inaugurata lo scorso 17 settembre nel cuore della city partenopea. Il progetto è firmato dall’architetto catalano Oscar Tousquet Blanca, mentre gli interni sono arricchiti da opere di William Kendridge, Bob Wilson e Achille Cevoli. Non a caso Toledo è inserita come punto di partenza di Metro Art Tour, il servizio di visite guidate gratuite offerto da Metronapoli ai turisti. Ben cinque piani per un percorso che segna, attraverso i colori, il passaggio dalla terra al mare, mentre uno spettacolare “cratere” collega la superficie con la grande hall situata 40 metri più in basso. Un ampio pannello realizzato dall’artista sud africano William Kentridge con figure dell’iconografia partenopea e della mitologia classica accoglie il visitatore all’ingresso. Restaurati e inglobati nell’architettura della stazione anche i resti della cinta muraria di epoca aragonese. Durante i lavori di scavo è tornato alla luce, inoltre, un campo arato del Neolitico (il calco è esposto nella mostra “Stazione Neapolis” al Museo) a testimoniare la presenza di insediamenti in quest’area fin dal IV millennio a. C. Scendendo verso le banchine s’incontrano i light box di Bob Wilson, che accompagnano il viaggiatore con il movimento delle onde marine, mentre il cantiere della metropolitana e la galleria sono protagonisti dell’installazione fotografica di Achille Cevoli. Prossime tappe le stazioni Municipio, Garibaldi e Duomo. Per l’estate del 2013, infatti, la Metropolitana napoletana arriverà a Garibaldi, la circolazione passerà a due binari e sarà possibile viaggiare dalla Stazione centrale a Piscinola, senza stop, cambi e soprattutto senza navetta, saltando solo le stazioni Municipio e Duomo, non ancora ultimate. Per quest’ultima bisognerà aspettare il 2015 perché il progetto, firmato dall’archistar Massimiliano Fuksas, è stato modificato per il ritrovamento dei resti di un tempio romano che saranno incorporati nel progetto. Per l’entrata in esercizio della spettacolare e tanto attesa stazione Municipio, progettata dall’architetto portoghese Alvaro Siza invece, la scadenza è fissata al 2014. Infine, la fermata Capodichino pensata dal londinese Richard Rogers in vetro e acciaio, sarà pronta entro i prossimi cinque anni e sarà riposizionata in funzione dell’eliminazione della stazione di Santa Maria del Pianto. Intanto,la Commissione europea ha dato il via definitivo al completamento della Linea 6 del metrò tratta Mostra-Municipio. Un progetto che prevede un investimento di 173 milioni di euro.