“Mito e natura” a Expo: viaggio nell’arte dalla Grecia a Pompei

1 luglio, 2015 alle 15:42
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Mito e natura, un viaggio dalla Grecia antica a Pompei, è al centro dell’omonima mostra, ideata in occasione di Expo, che si apre il 31 luglio prossimo a Milano negli ambienti di Palazzo Reale. Fino al 10 gennaio 2016, 200 opere d’arte greca, magnogreca e romana raccontano un aspetto poco noto del mondo classico, quello della rappresentazione della natura e l’azione dell’uomo sulla realtà naturale e sull’ambiente. Le opere provengono da musei italiani e internazionali quali l’archeologico di Atene, il Kunsthistoriches Museum di Vienna, il British Museum di Londra e il Louvre di Parigi. Il progetto espositivo è promosso dal Comune di Milano, insieme agli atenei di Milano e Salerno, il Museo Archeologico di Napoli e la Soprintendenza Speciale per Pompei, Ercolano e Stabia, organizzato con la casa editrice Electa. Tra i reperti visibili, il vaso della fine del VIII secolo a.C. dal museo di Ischia, decorato con una scena di naufragio dipinta in maniera grandiosa e inquietante. Nella sezione “La natura coltivata dono degli dei”, la statua di Trittolemo dal museo di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) e le lastre votive (pinakes) di Locri, splendidi esempi di bassorilievi in terracotta di V e IV secolo a.C. rappresentano magnifiche raffigurazioni delle divinità della vite e del grano. I motivi naturalistici presenti sui vasi a figure rosse del IV secolo a.C. (eccezionali in mostra gli esemplari della collezione Intesa Sanpaolo e del Museo Archeologico Nazionale di Napoli) si tramandano fino ad epoca romana su vasi, dipinti, elementi architettonici e d’arredo, su argenterie e su rilievi marmorei come il notissimo Rilievo Grimani prestato dal Kunsthistorisches Museum di Vienna, con pecora e i suoi cuccioli in un ricco ambiente naturale. In mostra sarà anche esposto il celebratissimo “Vaso blu” (I sec. d.C.) da Pompei ora al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, un prezioso reperto lavorato nella stupefacente tecnica del vetro-cammeo, con scene di amorini vendemmianti in bianco su fondo blu. L’opera, ottenuta eccezionalmente per l’esposizione, ritornerà a Napoli dotata di una nuova vetrina antisismica e antisfondamento grazie al supporto di Fondazione Bracco. Nell’ultima sezione, sono radunati spettacolari esemplari di pittura illusionistica di giardini che specialmente nel I secolo d.C. decoravano le domus romane, affiancati a oggetti d’arredo, come piccole sculture e puteali che ornavano gli spazi verdi ed erano riprodotti nelle pitture. Molti anche gli affreschi notissimi o meno noti (alcuni restaurati per l’occasione) che, assieme ad alcune celebri pitture con scene di ville e paesaggi marini, documentano il tono lussuoso delle dimore campane. Tra questi, straordinariamente ben conservati, sono gli affreschi della Casa del Bracciale d’oro da Pompei.

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