Arte / Il ventennale

Capolavori della pittura napoletana in mostra all’Accademia Gigante

La pittura partenopea tra l'800 e il '900. Dall'8 novembre all'8 dicembre, nei locali dell'associazione di via Corenzio, la straordinaria esposizione di tele e vedute realizzate dai maestri partenopei del pennello
di Lello Scarpato
20 ottobre 2014

E’ dedicata ai “percorsi dell’arte” solcati dalla pittura napoletana tra l’800 ed il 900, la mostra d’arte organizzata dall’Accademia Giacinto Gigante in occasione nel 20° anniversario di attività dell’associazione cultuale partenopea. Un percorso intrapreso con passione e determinazione da Alfredo Avitabile nel 1994 e proseguito in tutti questi anni, anche dopo la sua scomparsa, dal figlio Alfonso Maria Avitabile e dalle due storiche assistenti Margherita Balestrieri e Antonella Bocola.

L’esposizione pittorica aprirà i battenti il prossimo 8 novembre nella sede stessa dell’Accademia, in via Belisario Corenzio, a Napoli. E li terrà aperti fino all’8 dicembre. Sarà possibile ammirare i quadri in esposizione dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 alle 19 il sabato e la domenica.

Com’è noto ad esperti e appassionati, l’Arte Pittorica Napoletana conosce interessanti evoluzioni e cambiamenti significativi, proprio a cavallo tra il XIX ed il XX secolo percorrendo, in questa fase, nuove strade, talvolta impervie e faticose, pur di rinnovarsi e rigenerarsi per stare al passo con il resto dell’Europa.

La prestigiosa rassegna, che apre la stagione espositiva 2014/2015 dell’Accademia, ripercorre, dunque, proprio la proficua produzione artistica partenopea di quel periodo, partendo dai luminosi paesaggi ottocenteschi realizzati, rigorosamente “en plein air”, dai maestri della Scuola di Posillipo e successivamente dagli artisti della Scuola di Resina, nei quali il disegno delinea con vigore i contorni delle forme ed il colore, imbevuto di luce, declina le innumerevoli sfaccettature delle bellezze del Golfo e dei suoi dintorni.

Dipinto della Scuola di PosillipoDipinto della Scuola di ResinaGiacinto Gigante, rovine di Pompei0232-86Una tela della scuola di Resina

Eccezionale a tal proposito la presenza in mostra della bellissima veduta “Scavi di Pomei”, attribuita senza alcuna difficoltà al maestro Giacinto Gigante, sia per la tematica più volte eseguita, sia per l’inconfondibile tavolozza cromatica dal tocco magistrale. Risalta invece, per purezza e preziosità pittorica, “Lungo le rive dell’Oise” di Federico Rossano, che pur in terra d’oltralpe non dimentica i canoni naturalistici ed oggettivi della scuola porticese.

La Corrente Naturalistica è degnamente rappresentata nella rassegna dall’opera “Passeggiata” di Michele Cammarano, caratterizzata da un intenso realismo e dall’uso magistrale del chiaroscuro; mentre un raro e raffinato bozzetto di Domenico Morelli testimonia il filone storico-romantico. All’eredità dei maestri dell’Ottocento, attinge un folto gruppo di artisti attivi a Napoli tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX i quali, pagando lo scotto di vivere in una città che, da antica capitale del Regno delle due Sicilie, riveste un ruolo marginale nell’ambito di un nuovo regno lontano e ostile, rielaborano in maniera personale la lezione dei loro predecessori.

E’ da questo tentativo di rinnovamento che nascono le marine intrise di luce di Attilio Pratella, i paesaggi impressionistici di Giuseppe Casciaro e Vincenzo Caprile, le scene cittadine di C. Brancaccio, P. Scoppetta e V. Migliaro, uniche per eleganza delle forme e ricercatezza cromatica, i mercatini dal tratto febbrile di F. Di Marino, le scene dal tono colloquiale e popolare di G. Panza e le luminose marine di De Corsi. Negli stessi anni ed in quelli immediatamente successivi, sempre nel solco della pittura figurativa, operano nella città partenopea maestri che spogliano completamente i loro dipinti dalle ultime reminescenze ottocentesche per aprirsi, senza più alcuna remora, al nuovo secolo e all’Europa.

La pittura supera gli “angusti” limiti della raffigurazione della realtà per divenire espressione del mondo interiore dell’artista, scardinando così tutte le regole tradizionali: uso accademico del disegno, precisione quasi scientifica del chiaroscuro, verosimiglianza nelle scelte cromatiche, chiarezza nell’esposizione. Da tali scelte scaturiscono le opere innovative di Asturi, Cortiello, Notte, Vittorio e Villani. E’ certamente elemento di novità in questa rassegna, la presenza di una rara collezione di libri di arte e cultura napoletana, con edizioni ormai esaurite ed introvabili, che sicuramente potrà interessare il colto ed appassionato pubblico dell’Accademia.

La pittura napoletana tra Ottocento e Novecento
Accademia Giacinto Gigante
Via B. Corenzio, 31 Napoli
tel. +39.081.5568070
www.accademiagigante.it