A Napoli l’arte barocca e i presepi brillano in collina

1 settembre, 2013 alle 21:54
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Su per la collina del Vomero, con una strepitosa vista sul golfo e su Napoli, la trecentesca Certosa di San Martino incanta per la straordinaria sintesi d’architettura e arte barocca napoletana. Fondata dal duca di Calabria Carlo d’Angiò (primogenito del sovrano angioino Roberto) e consacrata sotto il regno di Giovanna I, è tra i luoghi più incantevoli della città e deve la sua fama, non solo all’invidiabile posizione dominante ad un passo dal Belforte, oggi Castel Sant’Elmo, ma anche e soprattutto alla straordinaria ristrutturazione di Cosimo Fanzago che, nel corso dei Seicento, fece dell’antico convento dei certosini – realizzato a suo tempo in forme gotiche da Tino da Camaino e Atanasio Primario – uno dei più strepitosi complessi religiosi.

Tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Settecento, al rinnovamento della Certosa lavorarono i maggiori architetti e i migliori artisti del momento – pittori, scultori, maestri artigiani del marmo, del legno e delle arti minori in genere – tra cui Giovanni Antonio Dosio, Giovan Giacomo di Conforto e il Fanzago, Nicola Tagliacozzi Canale con Micco Spadaro, Giovanni Baglione, Belisario Corenzio, Jusepe de Ribera, Massimo Stanzione, Giovanni Lanfranco e, ancora, Andrea, Domenico Antonio e Lorenzo Vaccaro, Battistello Caracciolo Giuseppe Sanmartino, Francesco Solimena tanto per dirne alcuni. Furono loro, ciascuno nella propria epoca che ne arricchirono gli interni e gli esterni di opere d’arte, arredi, altari, pavimenti e decori in genere di assoluto prestigio[charme-gallery]

Tanto che nei secoli del grand tour la certosa era immancabile meta prediletta di letterati, viaggiatori ed eruditi che vi si recavano in cerca di quiete e riposo, d’ispirazione e, soprattutto, per soddisfare curiosità artistica e sete di conoscenza. Sontuosa la chiesa barocca con marmi, scultura e dipinti, notevolissimi il coro, la cappella e la sala del tesoro. Grandioso il piazzale d’accesso e il cortile d’onore. Maestoso il chiostro grande con un colonnato d’ordine dorico-toscano, una sequenza di statue lungo tutto il loggiato, il cimitero dei certosini e un bel pozzo al centro del giardino con alberi da frutto; e di gran fascino il chiostro piccolo, detto anche dei Procuratori, con il pavimento in cotto e maiolica decorato con motivi di volute e nastri opera di Giuseppe Massa.

E, ancora, il Quarto del Priore e i giardini divisi in tre ripiani: quello alto, che anticamente ospitava l’erbario della farmacia dei monaci certosini; quello intermedio che era anche l’orto del priore; quello inferiore tenuto a vigna e riservato alla passeggiata dei monaci. Un vero incanto, di cui si gode ogni volta che si ha voglia di una semplice passeggiata in un’atmosfera d’altra tempi piuttosto che di un tour al museo di cui è sede dal 1866: il Museo nazionale di San Martino che, con la sua varietà di raccolte e collezioni, espone i migliori presepi della scuola napoletana, armi e ricordi storici del Regno e delle sue varie epoche storiche, cimeli della società partenopea le cui vicende si ricostruiscono anche attraverso le sezioni dedicate al teatro, alle feste, ai costumi.

Certosa di San Martino
Piazzale San Martino, 5
Tel. 081.5586408

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