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Reggia di Caserta, quando l’arte dialoga con la lirica

Pittura e musica s'intrecciano negli appartementi storici del palazzo vanvitelliano dando vita a un suggestivo percorso espositivo
di Lello Scarpato
18 marzo 2013

Arte e lirica a braccetto in un suggestivo percorso che si snoderà nelle stanze della reggia vanvitelliana. Dal 28 marzo al 3 giugno prossimi gli appartamenti storici del palazzo reale di Caserta ospiteranno la mostra “MeMus – Terrae Motus”, organizzata dalla Soprintendenza, in collaborazione con MeMus (Museo e Archivio Storico del Teatro di San Carlo) e con Civita. La mostra vuole valorizzare la collezione “Terrae Motus”, legata alla Reggia fin dal 1992 per volontà del collezionista Lucio Amelio, facendola dialogare per la prima volta con “Arte all’Opera, Opera ad Arte”, la mostra con cui il primo ottobre 2011 è stato inaugurato il MeMus, Museo e Archivio Storico del Teatro di San Carlo, a cura di Laura Valente, Giusi Giustino, Nicola Rubertelli e Giulia Minoli. fate prestognam-ceroli-ultima-cenaJulian-SchnabelKeith_Haringreggia_casertaAlle importanti opere di Kiefer, Ontani, Paladino, Paolini e Rauschenberg, si affiancano i preziosi manufatti realizzati dagli stessi artisti per la messa in scena di rappresentazioni al Massimo partenopeo, poi successivamente esposte nell’ambito della mostra “Arte all’Opera” negli spazi del MeMus, lo spazio museale del Lirico di Napoli sito nel Palazzo Reale, all’interno del quale sono raccolte foto di scena, bozzetti, costumi e altri suggestivi elementi di scenografie. Così “West Go Ho” (1986) di Robert Rauschenberg dialoga con i “neapolitan gluts” realizzati dall’artista americano da poco scomparso, per “Lateral Pass” di Trisha Brown (San Carlo, stagione 1986-1987); le invenzioni di Luigi Ontani per “Garibaldi en Sicile” di Marcello Panni (stagione 2004-2005) si misurano con l’opera casertana “Fofo non ha fifa” (1986); l’olio e terracotta su tela di Anselm Kiefer, “Et la terre tremble ancore” (1982) si confronta con i costumi e le scene realizzati per “Elektra” di Strauss (stagione 2003-2004). E, ancora: “Re Uccisi dal decadere della forza” (1981) di Mimmo Paladino “parla” alle scenografie realizzate per il “Tancredi” di Gioacchino Rossini, rappresentato al Lirico di Napoli nel 2002 per la regia di Toni Servillo. Infine, quanto ideato da Giulio Paolini per i titoli wagneriani “Die Walkure” (stagione 2004-2005) e “Parsifal” (stagione 2007-2008), si raffronta con due opere dello stesso artista presenti nella collezione casertana: un intellettualistico “Senza titolo” (1966) e una istallazione di gusto decisamente neoclassico, “L’altra figura” (1986). La mostra “MeMus – Terrae Motus” ospita inoltre le foto di scena di Luciano Romano, artista napoletano che dal 1985 è testimone delle produzioni del Teatro di San Carlo. Lungo il percorso anche una suggestiva selezione di immagini video tratte da “Elektra”, “Die Walkure” e “Tancredi” realizzate da Studio Azzurro e presenti nella galleria 3d di MeMus.reggia-di-caserta-fontanaTerraeMotusterrae-motus_-032-luciano-fabrovesuvio_A