Ecco Tappo’st. E i tappi corona delle bottiglie diventano pop art

23 maggio, 2014 alle 15:28
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Luigi Masecchia

Il genio al servizio della pop art: tappi corona piegati, rielaborati, saldati e ricomposti con maestria, fino a formare veri e propri capolavori. Quadri, ma anche sculture tridimensionali in cui prorompono trame colorate, i mille volti di Marylin Monroe, la sagoma di una scatola di pelati (rielaborazione di una celebre opera di Andy Warhol), la porta di un frigorifero, i tre lati in movimento del cubo di Rubik, il logo del Comune di Napoli (donato al sindaco Luigi de Magistris). E poi: uno squarcio di colori che grida vendetta, quello della “Terra dei Fuochi”. E i toni gialli, rossi e azzurrognoli di una esplosione.

Immagini fortemente evocative, dal chiaro valore simbolico. Rappresentate con i tappi d’acciaio delle bibite, assemblati in maniera originale su apposite sagome dall’artista napoletano Luigi Masecchia: è lui, infatti, il protagonista della mostra di arte contemporanea “Tappo’st” – che in dialetto partenopeo suona più o meno come “tutto a posto” – allestita a Nocera Superiore (SA) nel suggestivo scenario di Villa de Ruggiero. Una stupenda residenza nobiliare ottocentesca trasformata in museo dalla Provincia di Salerno, ed oggi teatro del vernissage “Cef in mostra”, realizzato in collaborazione con la gallerista Antonella Ferraro.

L’esposizione, in perfetto stile pop art, rientra nel novero delle iniziative previste per il Campania Eco Festival (giunto quest’anno alla quarta edizione), evento presieduto da Francesco Paolo Innamorato, che richiama l’attenzione dei cittadini sulla sostenibilità ambientale legata al rispetto e alla tutela del paesaggio e all’utilizzo dei materiali riciclabili.

“Tappo’st” nasce da un’idea del creativo partenopeo Masecchia (che ha esposto recentemente anche alla Florence Design week ed al Palazzo delle arti di Napoli città nella quale tornerà, dal 17 al 30 settembre, per esporre a Castel dell’Ovo nell’ambito di una mostra patrocinata da palazzo San Giacomo), ed è incentrato sul riutilizzo delle “chiusure” a corona di bibite, birra o acqua minerale in bottiglia, per realizzare opere di rilevante impatto visivo. “Tappo’st – spiega l’artista, classe 1975, diplomato all’Istituto d’Arte Boccioni di Napoli – è nato nel 2013. Punto di partenza del progetto è il concetto di up-cycling, vale a dire l’idea di un riuso che valorizza i materiali di recupero, fino a renderli più efficienti rispetto alla loro precedente incarnazione”.

I tappi impiegati per le varie composizioni provengono dai numerosi locali della movida napoletana (dall’area flegrea fino alla zona stabiese). Ma molti arrivano anche da Londra e Parigi, tramite amici che tornano dai viaggi. “In dieci mesi – rivela Luigi – ne sono stati raccolti un milione e 200mila di cui circa 60mila utilizzati per il vernissage”. Nelle sue mani, quelle “chiusure” si trasformano in “veicolo di potenzialità, storie da raccontare”. Insomma: creatività nel rispetto dell’ambiente. Filosofia del recupero. Riutilizzo. In una sola frase: “E’ l’arte che si pone al servizio del comune sentire”. Perché, conclude Masecchia: “green economy e riciclo sono temi molto sentiti, di cui si discute molto. E proprio per questo ci piace pensare che un progetto come Tappo’st sia partito da Napoli, la città troppe volte messa in ginocchio dall’emergenza  rifiuti”.

Campania Eco Festival
Cef in Mostra
Tappo’st di Luigi Masecchia
Villa De Ruggiero, Nocera Superiore (Salerno) fino al 5 giugno 2014

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