La storia vince a cavallo delle onde

19 gennaio, 2013 alle 18:08
171

Evento che narra di traffici con l’Oriente e ospedali per stranieri. Fondachi lontani, opulenti commerci e furiose battaglie combattute per il dominio del Mediterraneo. Una mission che un tempo animò gli armi potenti delle Repubbliche marinare: Genova, Pisa, Venezia ed Amalfi. Luoghi sospesi nel tempo, carichi di un fascino inimitabile. Ricchi di storie in cui risplendono i ricordi di glorie vissute sulla cresta dell’onda. Gli stessi che riecheggiano tra i vicoli, le casupole e i fiordi della più antica delle città di mare d’Italia: quella di Amalfi. Teatro, nelle scorse settimane, della 57esima edizione della Regata delle Antiche Repubbliche vinta proprio dall’agguerrito galeone campano che al fotofinish ha sconfitto i lagunari. Una gara dal fascino unico, organizzata nello specchio d’acqua che bagna le pendici dell’incantevole Costiera. Vissuta all’ombra di Capo Vettica, quasi a far da cornice a un paesaggio mozzafiato, con il Monte Aureo sullo sfondo e la Torre dello Ziro, l’ex monastero di San Lorenzo del Piano, il rione Capo di Croce e la torre di San Francesco a fungere da muti spettatori dei fasti che un tempo animarono la roccaforte cara ai duchi di Bisanzio. Perché, oggi come mille anni fa, anche se delle passate e spietate lotte è rimasto solo un ardente entusiasmo sportivo, la storia di Amalfi, Genova, Pisa e Venezia non smette di incantare quanti si accingono a sfogliare il grande libro della Storia. Perché le gesta delle quattro Repubbliche Marinare furono e sono state il contributo alla costruzione della migliore civiltà del Belpaese. [charme-gallery]Amalfi, ovviamente, non fa eccezione rispettando in pieno quello che fu il suo luccicante passato: solcare i mari, non solo per finalità commerciali, ma anche con l’intento di creare una fitta rete di contatti e ramificare in altri territori una presenza che dieci secoli fa era costante da un angolo all’altro del Mare Nostrum. E quale migliore occasione di una gara di voga all’insegna della rievocazione? Eccolo, dunque, lo spirito della contesa: un tuffo nel passato attraverso il quale la magnificenza di un tempo torna a rivedere la luce sottoforma di moderni armi remieri che duellano sul filo dell’onda. Nell’edizione dello scorso 3 giugno, il teatro della Regata delle antiche Repubbliche Marinare è stato, infatti, il mare terso e cristallino che bagna la città delle cartiere, i cui commerci, nel IX secolo d.C., erano in piena espansione e raggiungevano i lontani territori dell’Italia meridionale fino alla Sicilia e ai porti dell’Africa del Nord, ormai da tempo preda degli arabi. Vestita a festa e imbandierata con i vessilli delle quattro città, l’antica Repubblica della costa di Salerno, che fu capace, da sola, di tenere testa a Longobardi e musulmani, fornendo il primo codice marittimo di navigazione al mondo (le Tavole amalfitane), ha saputo regalare emozioni uniche, legando il suo struggente passato a un presente fatto di mare, ma anche di sole, arte e turismo.[charme-gallery]Perché la gara tra Pisa, Venezia, Amalfi e Genova non è andata in scena solo in acqua, ma ha avuto il suo straordinario corollario anche a terra, grazie alla magia dei figuranti. Si tratta del bellissimo corteo storico che precede, di norma, la sfida dei galeoni, attraverso il quale ogni Repubblica Marinara rivive in pieno il suo passato, proponendo episodi e personaggi che ne segnarono la vita sociale. Uno spettacolo nello spettacolo, partito da Trani e poi sbarcato all’ombra dell’imponente Duomo di Amalfi, tra le stradine piene di vita della millenaria città. Una rappresentazione scenica capace di rievocare il sapore delle istituzioni dei fondachi in Oriente, quello dei trionfi che accoglievano un console o un navarca particolarmente intrepido nella sua missione. Ma anche l’accanita lotta per l’egemonia dei traffici e della marineria che spesso contrapponeva proprio una Repubblica ad un’altra. Non a caso Amalfi, nel 1137, indebolita da una grave inondazione, fu saccheggiata dai Pisani e poi annessa al regno normanno di Sicilia. E Pisa stessa cadde per mano di Genova nella battaglia navale della Meloria (1284). Destino, quello dei toscani, poi toccato in dote ai liguri travolti, nel 1805, dall’ondata napoleonica e quindi associati al Regno di Sardegna. Infine Venezia, lo stato più potente del Nord Italia fino al 1797, quando Napoleone lo invase conquistandolo, fino alla definitiva caduta nel 1848 quando la Serenissima finì nell’orbita del regno austriaco. [charme-gallery]Episodi lontani. Che sembrano celati dalle nebbie del tempo. Ma che in parte ritornano grazie alle sfilate dei figuranti e alle scene che precedono e accompagnano la Regata Storica. Ecco dunque rivivere il matrimonio del potere celebrato nel 976 ad Amalfi tra il figlio del duca Mansone I, Giovanni I detto Petrella, e Regale della corte Salernitana. E poi Pisa che rievoca la figura dell’eroina Kinsica dei Sismondi che salvò la città dagli arabi. Genova, invece, rende il suo tributo alle gesta di Guglielmo Embriaco detto Testa di Maglio mentre Venezia, la più forte e longeva delle potenze, con Caterina Corsaro Regina di Cipro ricorda il suo trionfo sui mori. Perché la sfida tra Amalfi, Genova, Pisa e Venezia, oltre che celebrazione ed evento sportivo assieme, si pone innanzitutto come rassegna di meraviglie. Ed è servita quest’anno per lanciare la candidatura della città campana a Capitale Europea della Cultura insieme con l’intero territorio della luccicante Costiera.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here