Seconda Guerra Mondiale, svolta sull’identificazione dei resti del soldato inglese morto a Salerno durante Avalanche

Uno dei due corpi trovati a marzo dall’associazione Salerno 1943 sulla collina di Giovi potrebbe appartenere a un capitano del Battalion The Leicestershire Regiment. Lo rivela un bracciale

6 settembre, 2017 alle 17:01
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Soldati inglesi a Salerno

Forse ad una svolta l’identificazione dei resti di uno dei due soldati inglesi ritrovati dall’associazione Salerno 1943 lo scorso 1 marzo sulle colline di Giovi a Salerno, da Pierpaolo Irpino, Vincenzo Pellegrino e Matteo Pierro. Un ulteriore ritrovamento sul campo, permetterebbe di restringere la ricerca almeno per uno dei dispersi. Infatti, a pochi metri di distanza dalla zona dove sono stati rinvenuti i resti umani, è stato recuperato un braccialetto d’argento con l’incisione: “121662 R. Donald Brown Pres“. Ma chi era il proprietario del braccialetto? Dalle informazioni presenti negli archivi britannici i ricercatori hanno scoperto che Robert Donald Brown nacque nel 1925 a Galashiels, nello Selkirkshire.

PRESE PARTE ALLO SBARCO DI SALERNO
Nel maggio 1943 venne aggregato al 2/5th Battalion The Leicestershire Regiment in Tunisia. Con questo reparto prese parte allo sbarco di Salerno (operazione Avalanche) con il grado di capitano (o temporary Major). Al comando della sua compagnia, il 16 settembre 1943, prese parte al tentativo di conquista delle colline di Giovi. In questa occasione si persero le sue tracce. Il 21 febbraio 1946 gli venne conferita alla memoria la Distinguished Service Order (DSO), una decorazione militare del Regno Unito e del Commonwealth assegnata agli ufficiali delle forze armate distintisi durante il servizio in tempo di guerra.

IL CORPO DEL CAPITANO BROWN NON FU MAI RITROVATO
“Il corpo del capitano Brown – raccontano i membri dell’associazione – non è stato mai ritrovato. Il suo nome è ricordato nel memoriale del cimitero di guerra del Commonwealth di Cassino e sulla lapide dei caduti in guerra della Merchiston Castle School. Suo padre, anche lui nei KOSB, cadde nella prima guerra mondiale ed è commemorato sullo stesso memoriale. Nel 1946 la vedova di Donald, che lo aveva sposato nel 1935, sposò suo fratello Charles, egli stesso ferito gravemente in guerra ed ex prigioniero dei giapponesi. Il ritrovamento del suo braccialetto insieme a quello dei resti umani recuperati a marzo potrebbe finalmente far avere a Donald una degna sepoltura”.

INFORMATI I FAMILIARI DEL DISPERSO
Al riguardo il presidente di Salerno 1943, Luigi Fortunato, precisa: “Non vogliamo alimentare infondate speranze nei familiari del capitano Brown ma è lecito supporre che quando i tedeschi hanno riconquistato la postazione si siano sbarazzati del corpo dell’ufficiale nemico. Di questa nostra ipotesi abbiamo informato Sue Raftree, del MOD Casualty Centre, per permettergli di restringere la ricerca sui familiari dei dispersi che questo ufficio ha già avviato da alcuni mesi. Speriamo che gli esami del Dna possano fornire una risposta positiva. In ogni caso, saremmo lieti di far riavere ai familiari di Donald il braccialetto del loro congiunto”.

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