Procida con Apostoli incappucciati e Processione dei misteri (prima parte)

25 marzo, 2015 alle 11:31
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chiaiolella procida

L’isola di Procida è da sempre luogo che ha affascinato uomini di cultura, artisti di ogni genere, liberi pensatori, filosofi e studiosi. Qui hanno dimorato e ne sono rimasti affascinati personaggi come Elsa Morante, Cesare Brandi e Toti Scialoja.

La Morante qui ha ambientato il suo più celebre romanzo “L’isola di Arturo”, e la definì uno dei posti più belli che avesse mai visitato. In questi anni  la piccola perla del golfo si è posta ancor più al centro dell’attenzione grazie anche al vasto pubblico internazionale conquistato diventando set naturale di pellicole come “Il Postino” e “Il talento di Mr Ripley”, solo per citarne alcune.

Ma vediamo ora cosa accade sull’isola durante la Settimana Santa. Il giovedì Santo si svolgono il tradizionale rito della Lavanda dei Piedi mentre il venerdì è il turno  della suggestiva Processione degli Apostoli Incappucciati.  I protagonisti di entrambi gli eventi sono gli uomini dell’Arciconfraternita dei Bianchi. Si comincia quindi con la Lavanda dei Piedi di dodici arciconfratelli, che dopo aver indossato il tradizionale abito (detta “veste”) attraversano le strade del paese incappucciati, con una corona di spine sul capo e portando anche una croce. Prima della processione però, i dodici apostoli incappucciati effettuano il rito dell’Ultima cena nell’ex chiesa di San Giacomo (già sede dell’Arciconfraternita) con una tavola imbandita con pane azzimo, agnello e vino. Durante il cenacolo il padre spirituale benedice il pane che poi viene distribuito a tutti i fedeli presenti.

Nella notte tra il giovedì ed il venerdì Santo comincia la veglia alla statua del Cristo morto, opera in legno intagliata e dipinta realizzata nel 1728 da Carmine Lantriceni un detenuto dell’antico carcere di Procida. Quest’opera durante tutto l’anno è conservata nella chiesa di San Tommaso d’Aquino sede della Congrega dei Turchini. Nei giorni che precedono la veglia le donne dell’isola, secondo un rituale antichissimo, preparano la statua del Cristo utilizzando dei caratteristici oli profumati. (segue – parte seconda)

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