Nella Galleria Borbonica rivive il dramma dei bombardamenti

11 marzo, 2014 alle 16:00
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Noi Vivi, spettacolo in Galleria

Tornano gli anni terribili della Seconda Guerra Mondiale. Ma solo a teatro! E a qualche decina di metri di profondità. Lì, nel sottosuolo di Napoli, palcoscenico improvvisato di una tragedia realmente vissuta sulla propria pelle, oltre mezzo secolo fa, da migliaia e migliaia di napoletani. L’Associazione Culturale NarteA presenta “Noi Vivi”, un nuovo spettacolo itinerante, con la regia di Febo Quercia (direttore artiostico di NarteA) ed Antimo Casertano, realizzato appositamente per catapultare gli ospiti in un particolare momento storico che farà rivivere la drammatica epoca dell’ultimo, terrificante conflitto. Quasi una macchina del tempo che nella giornata di sabato, 15 marzo, scaraventerà il visitatore nei mesi che precedettero le “Quattro giornate di Napoli”. Un’istantanea sui fatti del 1942-43 “ambientata” nella suggestiva location della Galleria Borbonica.

Quelli che tornano in auge, nello spettacolo itinerante inscenato da NarteA, sono gli anni in cui la metropoli del Golfo era preda dei bombardieri alleati: falchi d’acciaio che, vanamente contrastati dai caccia e dalla contraerea italiana, rovesciavano dal cielo tonnellate e tonnellate di ordigni su case, stabilimenti e strutture portuali di Partenope.

In quegli istanti l’affanno aumenta, la paura si impossessa dei cittadini. Il sibilo che fanno gli ordigni quando piombano a terra da migliaia e migliaia di metri d’altezza ordigni è micidiale: la morte cala dal cielo come una falce sinistra. E’ un istante: ovunque si sentono deflagrare  le bombe. Muri che crollano, palazzi che si sbriciolano come castelli di carta, in una nube di polvere e calcinacci:  le macerie ostacolano strade e vicoli.

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Non c’è tempo per pensare! Bisogna fuggire, raccogliere velocemente in un lenzuolo le cose più “utili” e trovare rifugio nell’unico posto di tutta la città in cui ci si può ancora salvare: il ventre di Partenope, cunicoli e grotte di tufo scavati nelle viscere dell’antica colonia greco-romana. E allora si corre. Ci si accalca e si scende nel sottosuolo. La fila per scampare ai bombardamenti appare interminabile. Tutti cercano di aggrapparsi al grembo materno della Napoli di “sotto”: le cavità tufacee, un tempo utilizzate come cisterne d’acqua, oggi trasformate in ricoveri antiaerei. Ormai questo sembra l’unico luogo in cui la speranza di non perdere il respiro può rimanere accesa.

La luce fievole delle lampadine a 12 volt sono quelle del Ricovero, ma illuminano a malapena i volti degli sfollati. Stanchi e infreddoliti si cerca una coperta, un soccorso, uno sguardo o un volto familiare. Un attimo e la sirena suona di nuovo: la paura torna, il tempo non ha più lancette, il giorno e la notte si confondono. Nasce allora l’esigenza di crearsi una “nuova” quotidianità, di sentirsi ancora umani! Nel tempo i bombardamenti hanno cancellato ogni cosa, ma non la memoria e la speranza di risalire in superficie per gridare al cielo e agli attori di quella assurda Guerra: “Noi Vivi”!.

Noi Vivi
15 marzo 2014 ore 19.00 e 21.00
Galleria Borbonica, Vico del Grottone 4 – Napoli
prenotazione obbligatoria
339.7020849 – 334.6227785.
quota di partecipazione: € 15,00
www.nartea.com
info@nartea.com

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