Ischia, meraviglioso sguardo intorno all’Isola Verde

15 gennaio, 2014 alle 11:39
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Ischia, da qualsiasi parte la si guardi, dalla terra ferma verso il mare o dall’isola stessa, girando lo sguardo tutt’intorno non sfugge la sua alta vetta: Monte Epomeo, vulcano spento, in un paesaggio delimitato dalla costa frastagliata, ricca di promontori, punte e piccole rade. Rigogliosa è l’Isola Verde, la cui origine vulcanica è motivo di fertilità, ma anche di sviluppo turistico-termale. E così Ischia è la capitale del benessere del Mediterraneo. Con un carattere ben definito, aspra, sincera, verde e selvaggia, è celebrata da poeti in ogni tempo ed è la più grande delle isole partenopee. Sorgenti termali e fumarole, la vocazione balneare e il clima mite ne hanno favorito il forte sviluppo turistico, rendendola di grande richiamo per buona parte dell’anno.
Dove fino al secolo scorso gli abitanti si dedicavano esclusivamente all’agricoltura, alla pesca e al commercio del vino, oggi è il turismo, che ha stravolto usanze e costumi, cambiando la vita degli isolani, riscoprendoli eccellenti padroni di casa. [charme-gallery]Tipica la vegetazione mediterranea, specialmente nei tratti ripidi tra pini e castagneti, circondati da una esplosione di colori e profumi, prepotente nell’ascesa al Monte Epomeo, la vetta più alta dell’isola, passeggiata tra le più famose e irrinunciabile punto di vista dai suoi 788 metri di altezza. Nel visitare l’isola non si prescinde da questa bellezza, anche se per raggiungere la vetta è necessario un po’ di sforzo fisico, salendo a piedi verso la sommità del monte, dal comune di Serrara Fontana
(www.infoischiaprocida.it)
Si raggiunge percorrendo la strada che si stacca dalla Statale all’uscita da Fontana e si dirige lungo l’orrido di Curtodonni. Dopo circa un chilometro e mezzo si abbandona la strada, per seguire una mulattiera che in breve giunge a un ripiano dove sono l’Eremo e la Chiesadi S. Nicola, scavati nel tufo verde, lì dove una cappella era già nel quattrocento, mentre la costruzione di chiesa ed eremo risalgono al 1754, quando il Capitano del Castello di Ischia, Giuseppe D’Argouth, scampato alla morte in maniera miracolosa dopo aver chiesto l’intercessione di San Nicola, decise di ritirarvisi a vita monastica. Da qui, immersi in un paesaggio bucolico, si giunge alla vetta poco distante, dove uno scenario mozzafiato, indimenticabile, si apre allo sguardo. Epomeo, d’altronde, in greco significa guarda intorno, proprio a sottolineare lo spettacolo non ostacolato da nessun lato.[charme-gallery] Il percorso per giungervi da Fontana richiede circa un’ora e trenta di cammino, ma si è ampiamente ripagati. Da qui l’isola si percepisce appieno, ben visibile con il suo contorno merlettato che spicca negli intensi e variegati blu del mare. Si ammira Lacco Ameno, con il suo caratteristico Fungo, il porto di Ischia, e poi la penisola di Sant’Angelo,la Guardiola, Punta Imperatore, Forio con le cupole delle sue chiese.
Senza contare che il panorama ha un raggio di più di 100 chilometri, lasciando intravedere Ventotene, le isole Pontine, la costa del Circeo i Lattari e la costa Sorrentina, tra la punta Campanella, Capri e i monti del Cilento e naturalmente Napoli con il suo Vesuvio. Ideale organizzare l’ascensione prima dell’alba, magari pernottando a Fontana, ammirando dalla vetta tutte le luci e i fari dell’isola e del golfo, e assistere al magico spettacolo dell’alba, dell’aurora e del sorgere del sole in un paesaggio mediterraneo che rimarrà per sempre indelebile nella memoria. Tanta pace e solitudine da riconciliare gli animi con l’immenso universo.

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