Dai Decumani al Vomero, meraviglie da scoprire a piedi – Quarto Tour

21 gennaio, 2015 alle 09:34
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Castel dell'Ovo Napoli

Ci sono percorsi che andrebbero fatti a piedi. Anche se la strada è in salita. A piedi, esatto. Perché solo lontani dal volante e con le scarpe ben salde sul selciato è possibile assaporare tutte le “meraviglie” che Napoli offre: panorami da mille e una notte, monumenti di struggente bellezza, gallerie museali cariche di preziosi, palazzi grondanti storia. Non ci credete? Allora significa che non vi siete mai goduti il classico “grand tour” che dai vicoli dei Decumani, passando per piazza Municipio, la Riviera di Chiaja e il Museo Nazionale, vi conduce dritti dritti sulle balze della Collina del Vomero, in un misto tra storia e shopping. E allora forza, armi e bagagli: si parte!  Benvenuti nell’itinerario proposto da “Charme” . In totale sono ben cinque tour!! Questo è il quarto percorso guidato che vi suggeriamo di fare. Questa volta, vi racconteremo quanta storia e bellezza legano il mare alla città.

Lungomare e Riviera di Chiaia

Partendo da piazza Plebiscito ci si può anche lasciarsi rapire dalla brezza marina, costeggiando il borgo Santa Lucia, entrando così dritti dritti nella straordinaria visuale del Lungomare di Napoli.  Sì, perché la costa di Neapolis è proprio dietro l’angolo. E da piazza Plebiscito sembra quasi di toccare le onde con un dito. Il Lungomare, dunque, oggi liberato dalle auto per buona parte e ricco di un’ampia offerta di ristorazione. Qui si staglia, tra l’azzurro del cielo e il blu del mare, una delle sue figure più leggendarie: Castel dell’Ovo, il maniero costruito sull’isolotto di Megaride dove, nel VII secolo a.C., sbarcarono i Cumani che sul Monte Echia fondarono poi la città. Una rocca che trae il nome da un’antica leggenda: la tradizione tramanda, infatti, che il poeta Virgilio pose nei sotterranei del maniero un uovo magico nascosto in un’anfora, chiusa in una gabbia di ferro, a sua volta appesa a una trave. Alla rottura dell’uovo, narra la leggenda, tutta la città sarebbe sprofondata.

Ai piedi del castello, ecco il Borgo Marinari, da sempre abitato da pescatori, oggi dedalo di viuzze ricche di caratteristici localini e della giovane movida notturna. Sul lato opposto, il primo sguardo cade sulla curva disegnata da via Caracciolo. Poche centinaia di metri più in là, ecco troneggiare i lussureggianti giardini della Villa Comunale di Chiaja, l’area di spiaggia convertita in “passeggio urbano”, tra il 1778 e il 1780 dall’architetto Vanvitelli, per volontà di Ferdinando IV di Borbone.

Di fronte all’ingresso del Castello dell’Ovo si apre via Santa Lucia, ampia e storica strada con edifici imponenti tra cui spicca la chiesa di Santa Maria alla Catena. Al suo interno riposano le spoglie del pittore Jusepe de Ribera, detto lo “Spagnoletto”, e dell’ammiraglio Francesco Caracciolo, condannato a morte da lord Nelson. Camminando a ritroso, eccoci nuovamente in piazza Plebiscito, crocevia del nostro tour. Fermiamoci per un istante e, con il mare alle spalle, proviamo ad alzare lo sguardo verso l’alto.

 

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