Storia e tradizione del “ceppo di Sant’Antonio”

16 gennaio, 2014 alle 12:55
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C’è chi lo chiama “focarazzo”. Chi più semplicemente falò.
Per molti è il “ceppo di Sant’Antonio”, una delle tradizioni più antiche della Campania, utilizzata, in passato, anche per “bruciare” gli abeti natalizi al termine delle feste. In realtà si tratta di una ricorrenza vecchia di secoli.
Retaggio del passato. Frutto dell’eredità degli antichi romani e poi utilizzata, con l’avvento del Cristianesimo, per celebrare la figura di  Sant’Antonio Abate, patrono degli animali domestici.
Usanza vuole che nella notte del 17 gennaio, le principali piazze e i luoghi di ritrovo dei piccoli centri dell’entroterra si popolino di gente accalcata attorno ai fuochi di grandi e suggestivi falò. Si tratta di  una liturgia nata millenni fa per segnare simbolicamente l’inizio di un nuovo periodo dell’anno.
Con il trascorrere degli anni questo culto popolare non si è mai perso, anzi è andato via via arricchendosi dotandosi di sempre più nuovi particolari. Come appunto il “focarazzo” degli alberi di Natale. Fino ad entrare di prepotenza nei programmi festivi stilati dalle municipalità della Terra Felix. Tra queste ricordiamo l’evento promosso dal Comune di Parete, in provincia di Caserta dove venerdì 17 gennaio nel verde della villa comunale, si terrà il “Falò di Sant’Antonio”.

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Nel corso della serata per i  visitatori sono in programma tante golose degustazioni, a base di polenta e castagne cotte al momento. Il tutto accompagnato dal coinvolgente ritmo della musica popolare.
A prendere parte ai festeggiamenti in onore del più celebre degli Abati saranno anche gli abitanti di Trentola Ducenta, altro centro del Casertano, con un ricco programma.
Nella giornata di venerdì 17, nell’area dell’ex Alifana per tutta la sera si andrà avanti con  canti e  balli ad opera del  gruppo folkloristico “ Via del Popolo”, ma tante sorprese sono in  serbo per i buongustai che potranno assaggiare le ottime pietanze genuine preparate direttamente sul posto, annaffiate da litri di buon vino.
Un’occasione da non perdere per chi sente forte il legame con la terra e le origini. Valori, questi, sentiti anche dalla Pro Loco del paese di Recale (siamo sempre a Caserta) che ha organizzato, per la ricorrenza, una “due giorni” di festeggiamenti senza sosta. Si parte il  17 gennaio, con la messa nella chiesa di Santa Maria Assunta.
Poi, a seguire, il tipico valzer di fuochi per salutare l’alba del giorno di festa.
Si prosegue poi domenica 19, con la tradizionale benedizione degli animali, la vendita all’asta dei beni in natura e lo spettacolo dell’associazione “Radici di Marcianise” che proporrà al pubblico antichi e rari canti legati al territorio. Per concludere: gran finale con i colori e le luci dei fuochi pirotecnici preparati dai fuochisti di Macerata Campania, che rischiareranno l’orizzonte  accompagnati dal ritmo trascinante delle “tammorre” suonate in piazza.

“Ceppo di Sant’Antonio”

Venerdì 17 gennaio 2014

Parete (Caserta) , Villa Comunale a partire dalle 19:00
Trentola Ducenta (Caserta), Zona Fiera Via Ex Alifana

Venerdì 17  e domenica 19 gennaio 2014
Recale (Caserta) Chiesa di Santa Maria Assunta