All’Expo 2015, un pranzo tipico dell’antica Pompei

24 giugno, 2015 alle 21:12
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Mensa tipica antica Pompei

Dalle bietole al garum con olive e capperi, alla frittata di formaggio e pesce salato, passando per maialino lesso farcito, uova sode in salsa e braciole all’ostiense. Dulcis in fundo, Cassata Oplontis, datteri fritti e mostaccioli con vino cotto. Il tutto innaffiato da Coda di Volpe, Fiano di Avellino, Greco di Tufo, Taurasi e Lacryma Christi.

Venerdì 26 giugno, il Padiglione Zero dell’Expo di Milano ospiterà un gustoso e genuino pranzo tipico della Pompei di duemila anni fa, grazie all’evento archeo-enogastronomico “A tavola con gli Antichi Romani – mens sana in corpore sano”.

La degustazione, che ha già ricevuto più di 5.000 adesioni, sarà curata da Gian Marco Carli, giovane “archeo-chef” del ristorante “Il Principe” di Pompei e rientra nell’ambito del convegno dal tema “Le origini della dieta Mediterranea”, con la partecipazione di Rita Mulas, ricercatrice, promotrice di progetti alimentazione e salute.

Uno stuzzicante salto indietro nel tempo per rivivere almeno per qualche ora la quotidianità “a tavola” degli antichi romani, la cui vita era regolata dal sole: si alzavano presto, facevano una robusta colazione (lentacolum) a base di pane, formaggio, frutta secca e miele; verso mezzogiorno facevano uno spuntino leggero (Prandium) e dopo essersi recati alle terme verso le tre o le quattro del pomeriggio iniziavano a cenare (Coena), si stendevano sui letti tricliniari e, appoggiato il gomito sui cuscini, davano inizio al Convivium che si apriva con abbondanti antipasti (Gustatio) cui facevano seguito i piatti forti (mensa prima) e, a chiusura, il dessert (Mensa secunda) in genere a base di frutta e dolci.

Gli schiavi addetti  al banchetto servivano, il Cellarius (il nostro sommelier) soprintendeva alle bevande facendo portare l’aperitivo, il Mulsum (vino con miele e spezie), e poi i vini che accompagnavano la Mensa Prima  venivano filtrati e conditi con spezie (Vino conditum) e diluiti con acqua, e, dulcis in fundo, sul dessert vino passito (Vino passum). Nel corso di un banchetto venivano offerti agli ospiti intrattenimenti di vario genere: musiche, danze, esibizioni di giocolieri ed acrobati, declamazioni di componimenti poetici.

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