“Latte di mamma” a Castel dell’Ovo

2 ottobre, 2015 alle 20:18
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Latte di Mamma - Isotta Bellomunno

Provocante, sarcastica, forse anche sacrilega, ma profondamente lucida. Inaugura domani sabato 3 ottobre, alle 17, nella sala delle ex carceri di Castel dell’Ovo a Napoli, la mostra “Latte di mamma” dell’artista partenopea Isotta Bellomunno che, dopo il successo de “la bara barca” nelle acque del Golfo, torna a “stupire” il pubblico con un nuovo lavoro.

Disegni, fotografie, installazioni e performance attraverso le quali l’artista opera una trasposizione personale dell’essenza più intima e profonda del “femminile”, sviscerandolo tra religiosità, credenza popolare e mitologia.

“Latte di mamma – spiega la Bellomunno – è quel calore/nutrimento che ricerchiamo lungo tutta la vita, nello stesso modo con cui ci attacchiamo al seno materno nel momento della nascita. È l’unione fra animale e uomo che si tramuta nell’iconografia religiosa per ricordarci cosa cercare sotto forma del sacrale”.

Partendo dal tema di questo archetipo “materno”, Isotta riflette sulla presenza, non solo mistica, della percezione religiosa nella società contemporanea, in cui il consumo assume quasi una nuova forma di idolatria.

“Isotta – racconta la curatrice Chiara Reale – rappresenta una Maria lactans (la Madonna a seno nudo, simbolo della Madre di tutti i cristiani e della Chiesa con il suo potere di nutrimento spirituale) al cui seno, in questo caso bovino per riferimento a Iside, è attaccata una macchina per la mungitura da allevamento intensivo, un palese riferimento a una spiritualità e a un sentimento religioso assoggettato a risorsa economica e fonte di lucro. “Latte di mamma” – continua – non vuole essere solo uno strumento di denuncia sociale, o almeno non vuole esserlo sopra ad ogni cosa. In esso c’è soprattutto un forte elemento personale, la ricerca di un legame che si instaura prima di ogni altra cosa, il recupero della matericità, del contatto fisico prima che spirituale”.

La mostra, che sarà visitabile fino al 13 ottobre, gode del patrocinio morale dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli.

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