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Gioco delle Risonanze negli Scavi di Pompei

Taglio del nastro per l'innovativa installazione d'arte sonora del Centro Ricerche Musicali realizzata nell'ambito dei lavori di restauro della "Palestra Grande" riaperta al pubblico, questa mattina, alla presenza del ministro Franceschini
di Roccandrea Iascone
3 agosto 2015

Taglio del nastro, questa mattina, alla presenza del ministro Dario Franceschini, per il “Gioco delle Risonanze“, la nuova istallazione sonora d’arte site specific per la Palestra Grande degli Scavi di Pompei (lato sud), progettata da Michelangelo Lupone e Laura Bianchini e realizzata dal Crm – Centro Ricerche Musicali di Roma. L’installazione, commissionata nel 2009 dal Crm, è stata realizzata nell’ambito degli ampi lavori di restauro della Palestra Grande degli Scavi di Pompei, che chiusi al pubblico dal 2008, hanno riaperto oggi i battenti al pubblico in una proposta di visita originale che offre la possibilità di godere degli spazi del grande edificio com’era nel suo aspetto originario e al contempo di fruire della stessa quale area espositiva utilizzata per allestimenti permanenti, oltre che temporanei.

Gli straordinari affreschi del complesso di Moregine, finora esibiti in mostre internazionali, trovano nel portico meridionale della palestra la loro definitiva e prestigiosa collocazione. Qui il Crm – da quasi trent’anni centro all’avanguardia in Italia per la ricerca, la creazione, la diffusione musicale e scientifica con particolari progetti volti a valorizzare, attraverso forme musicali innovative, luoghi d’arte, archeologici e ambienti urbani – ha realizzato una suggestiva installazione sonora dal titolo “Gioco delle Risonanze”, un luogo di esperienza sensoriale, un ambiente immersivo e interattivo in grado di adattare e sviluppare la forma musicale in relazione alla presenza del fruitore e allo scorrere del tempo. Tutte le componenti espressive dell’installazione sono correlate e integrano l’ascolto e la visione, proponendo una lettura artistica del sito e degli affreschi di Moregine: “La musica poggia la propria forza comunicativa sul corpo immateriale delle sue forme espressive e questo permette di erigerla spesso e giustamente ad emblema interculturale – spiega Michelangelo Lupone, ideatore della musica dell’installazione e dei Planofoni impiegati -. Se essa viene concepita per entrare in rapporto creativo con il pubblico, se le regole del suo divenire entrano in un rapporto costruttivo con l’ambiente, se la sua stessa forma si rinnova con il trascorrere del tempo, è possibile pensare che la musica possa divenire uno ‘spazio’ attualizzato dell’espressione, un ‘tempo’ di condivisione degli affetti”.

Il “Gioco delle Risonanze” si presenta come un luogo accogliente, che stimola le forme temporali dell’immaginario; un ambiente non invasivo che consente al fruitore di acquisire la memoria acustica del sito con un coerente disegno sonoro che ne esalta le geometrie e i volumi architettonici, uno spazio percettivo in grado di sollecitare nel fruitore una partecipazione emozionale. La musica proviene dai materiali stessi che compongono lo spazio: sono Planofoni in acciaio corten e Planofoni in acciaio inox, sistemi vibranti, costituiti da pannelli di diversi materiali e forme, ideati da Lupone e realizzati dal Crm. Si tratta di tecnologie non convenzionali, che diffondono il suono con specifiche dipendenti dalla struttura della materia, dalle geometrie del design, dagli orientamenti e dalle curvature delle superfici, dai volumi plastici occupati. I Planofoni permettono di dare al suono le caratteristiche timbriche del materiale utilizzato e consentono, attraverso un’irradiazione puntuale su tutta la superficie, di disegnare lo spazio acustico in relazione allo spazio architettonico. In questo modo la forma musicale si modifica ed evolve per la presenza del fruitore e in rapporto allo scorrere del tempo: ad ogni cambio di stagione si rinnova mutando alcune peculiarità timbriche e ritmiche.

La forma musicale prevede tre diverse aree d’intervento. La prima area: “l’Ambiente” è caratterizzata da grandi pareti in corten poste alla sinistra e alla destra degli affreschi di Moregine. In essa viene realizzata una partitura musicale che utilizza la vibrazione leggera delle lastre di acciaio contigue, per disegnare traiettorie del suono lungo le superfici ed ottenere risonanze che si fondono con l’ambiente circostante. La seconda e la terza area, rispettivamente “l’Uomo” e “Gli Strumenti del suo lavoro”, sono ricavate negli spazi che separano gli affreschi. Si tratta di due ambienti connotati dalla presenza di “Planofoni'” in acciaio inox sospesi al soffitto, disegnati dal compositore, la cui partitura musicale si sviluppa rispettivamente sulla voce e sui suoni degli strumenti di lavoro, articolati in polifonie che sfruttano la radiazione multidimensionale del Planofono e realizzano una particolare spazializzazione del suono che avvolge completamente il visitatore. Quadriportico della Palestra Grande di PompeiGli Scavi di PompeiI portici della Palestra Grande di PompeiIl ministro Franceschini negli Scavi di PompeiLa Palestra Grande di Pompei