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Gli inglesi celebrano Napoli: “Una bellissima ribelle”

Dopo un breve soggiorno sulle sponde del Golfo, Ondine Cohane, corrispondente del The Guardian, promuove il capoluogo campano: “E’ una città in crescita. In cui si avverte un forte brusio creativo”. La giornalista britannica trova fiorente sia la cultura moderna che quella antica di Partenope
di Lello Scarpato
30 aprile 2014

Napoli seduce gli inglesi! E così, dopo quello del nostro portale, che ogni giorno canta bellezze e virtù della città di Partenope, l’antica Capitale del Regno delle Due Sicilie incassa anche l’elogio del prestigioso “The Guardian”. Sabato scorso, il noto quotidiano britannico ha dedicato un lusinghiero articolo al capoluogo campano, attraverso la penna della corrispondente della sezione viaggi, Ondine Cohane, giunta sulle sponde del Golfo per un breve soggiorno. Ebbene, nel suo pezzo intitolato “Vedi Napoli e poi… troverai una città che sta risorgendo”, la cronista inglese ha dipinto Partenope come “una città in crescita”, in cui, ha sottolineato ancora, si avverte una sorta di “brusio creativo”.

La giornalista del The Guardian, che ha trovato “fiorente sia la cultura moderna che quella antica” di Napoli, era già stata in città in passato. E in un precedente articolo non era stata molto tenera con la culla della pizza di cui, pur sottolineando “l’innegabile fascino e la bellezza” aveva rimarcato scene e situazioni “che sembravano tipiche di Rio o di Città del Messico più che dell’Italia”. Immagini che per la giornalista britannica erano apparse in netto “contrasto con la più ordinata Toscana”.

La reggia museo di CapodimonteMuseo di Capodimonte, particolare della Flagellazione di CaravaggioNapoli vista da PosillipoNapoli, il lungomareSua maestà la pizza!

Questa volta, però, la musica è cambiata. E la Cohane non ha potuto fare a meno di riconoscerlo registrando “un notevole cambiamento” tra il prima e il dopo, ed un “ritrovato senso civico”. Per poi tributare un riconoscimento anche al sindaco Luigi de Magistris “diventato un simbolo per gli innovatori”. “Le restrizioni al traffico sul lungomare e nel Centro Storico – ha scritto la Cohane –  hanno reso più facile la circolazione, mentre l’impegno del sindaco nel riciclo dei rifiuti ha inciso sul problema spazzatura”.

La giornalista ha poi indugiato sulle bellezze artistiche di cui è dotata Napoli, descrivendone, come rapita ed entusiasta, le meraviglie antiche e moderne. E così spazio ai tesori del Museo di Capodimonte, dove, ha sottolineato la giornalista, è possibile ammirare “capolavori come la flagellazione di Caravaggio, la Danae ed Eros di Tiziano e la Parabola dei ciechi di Breughel il Vecchio“. Ma anche alle mostre del Madre ed alle meraviglie del Metrò dell’arte tra cui è stata citata la straordinaria fermata Toledo (progettata dall’architetto catalano Oscar Tusquets Blanca), definita semplicemente “sbalorditiva” dalla corrispondente del The Guardian.

Un  accenno, poi, è andato anche alla galleria artistica di Lia Rumma, in via Vammella, ai locali più noti e gettonati del Lungomare ed alla giovialità del ristoratori che invitano i clienti a gustare “il pescato del giorno”. L’attrazione principale, però, ha chiosato la cronista britannica, rimane “la commistione tra vecchio e nuovo” di una città definita come “ribelle ma sempre bellissima”.

Il museo Madre di NapoliMetrò dell'arte, gli interni della stazione ToledoMetrò dell'arte, scale mobili della stazione ToledoNapoli, lo sfarzo dei saloni del museo di CapodimonteNapoli, il Maschio Angioino