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La Metropolitana dell’arte di Napoli affascina New Delhi

Eugenio Viola, curator at large del Museo Madre, porta l'underground della città partenopea, "uno degli esempi più interessanti di museo decentrato distribuito sull'intera area urbana", in India dove si studia come replicare il modello napoletano di "Metroart"
di Lello Scarpato
31 ottobre 2014

La Metropolitana di Napoli, famosa per la sua vasta collezione d’arte, è stata oggetto di una conferenza all’Istituto italiano di Cultura di New Delhi, in India, tenuta ieri sera dal curatore e critico d’arte Eugenio Viola. Con circa 200 opere di 100 tra i più famosi artisti contemporanei del mondo, l’underground della città partenopea “è uno degli esempi più interessanti di museo decentrato e distribuito sull’intera area urbana”. La Stazione di Toledo, firmata dall’architetto catalano Oscar Tusquets Blanca e aperta un anno fa, con un mosaico ispirato al mare, è stata di recente definita la più bella d’Europa da un quotidiano britannico e dalla Cnn. La conferenza del napoletano Viola, Curator at Large del Madre (Museo d’Arte Contemporanea DonnaRegina) di Napoli, è stata seguita con attenzione da un pubblico di appassionati indiani di arte e di architettura. Da alcuni anni, New Delhi ha una nuova metropolitana considerata come un modello di efficienza e che trasporta in media circa due milioni di persone al giorno. Molti dei presenti erano interessati a capire come replicare l’esempio napoletano di “Metroart” in India compatibilmente con le limitazioni dovute alla sicurezza e soprattutto all’affollamento.