Pizza patrimonio Unesco, petizione avviata: già raccolte 80mila firme

12 dicembre, 2014 alle 13:24
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Da Ilary Blasi a Jimmy Ghione di “Striscia la notizia“, da Roberto Maroni a Pif e Vittorio Sgarbi. Ma anche il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino e l’attrice Luciana Littizzetto, insieme con i ministri Gianluca Galletti e Stefania Giannini. Sono tanti i vip del mondo dello spettacolo ed i politici, che hanno firmato la petizione per far diventare la vera pizza napoletana patrimonio dell’Unesco. La classica Margherita, ”uno dei prodotti gastronomici più conosciuti al mondo e uno dei più importanti simboli del Belpaese, merita questo prestigioso riconoscimento, anche per i tanti posti di lavoro che assicura il settore”, dice Alfonso Pecoraro Scanio, l’ex ministro delle Politiche Agricole del governo Amato, promotore dell’iniziativa che ha già raggiunto quota 80mila firme, raccolte sulla piattaforma web change.org, dalla Coldiretti nei mercati di campagna Amica e in molte pizzerie, in Italia e all’estero. Nel 2011 era stata presentata una pratica alla sede centrale di Parigi per inserire “l’arte della pizza” nella “lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità”, ma poi tutto si è arenato. L’obiettivo, ora, è ottenere che nel marzo prossimo finalmente l’Italia candidi “l’arte della pizza”, così che, fin dal 2016, si possa ottenere l’ambita decisione internazionale.

Per il metodo di lavorazione e per gli ingredienti tradizionali la pizza è ”certamente un prodotto salutare e tipicamente mediterraneo”, spiega l’ex leader dei Verdi, che nel 2000, da ministro avviò le procedure per il riconoscimento da parte della Ue del più celebre dei “dischi di farina” made in Naples come specialità tradizionale garantita (STG). E dopo anni, nel 2010, arrivò il riconoscimento. Il 19 dicembre le prime 80mila firme della petizione saranno presentate nel capoluogo campano, in una conferenza stampa che sarà ospitata nei locali della pizzeria “Rosso Pomodoro” di via Partenope. La pizza Margherita è nata a Napoli nel 1889, grazie all’estro ed all’inventiva del pizzaiolo napoletano Raffaele Esposito. L’impasto e lo speciale condimento fu creato in occasione della visita alla città della regina Margherita, allora sovrana d’Italia insieme al Re Umberto I. Esposito creò per quell’evento tre pizze molto diverse tra loro, ma la regina apprezzò particolarmente quella più semplice, con la mozzarella, il pomodoro passato, l’olio e le foglie di basilico. Una pizza…tricolore che da quel momento in poi fu ribattezzata “Margherita” proprio in onore della sovrana.

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