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Pompei, carabinieri ritrovano tre affreschi rubati nel 1957

I capolavori risalgono al I secolo a.C. ed erano destinati a essere venduti all'asta. Si trovavano negli Usa e appartenevano alla collezione privata di un magnate americano deceduto. I militari del Tpc recuperano anche tre preziosi volumi del 1600
di Lello Scarpato
26 maggio 2015

Recuperati in Usa dai carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (Tpc) in collaborazione con l’Ice tre splendidi affreschi del I secolo a.C. razziati nel 1957 dai locali della Soprintendenza di Pompei. Appartenevano, secondo quanto si apprende, alla collezione privata di un magnate americano deceduto e dovevano andare in asta. I tre affreschi raffigurano una giovane donna con amorino sulla spalla, una figura maschile e una figura femminile con oinochoe (vaso greco a forma di brocca). Nel 1957 erano stati rubati dall’ufficio Scavi della Soprintendenza Archeologica di Pompei insieme con altri tre affreschi poi recuperati dai carabinieri dei beni culturali, nel corso degli anni, in Europa e negli Stati Uniti. Si tratta di un affresco con un pavone, ritrovato in Svizzera, di un ritratto di Dioniso che era finito in Gran Bretagna e infine di una Ministra sacrificante recuperata negli Usa.

Oltre ai tre affreschi, i carabinieri hanno recuperato negli Usa anche tre preziosi volumi del 1600 (uno del 1601, un secondo del 1616 e un terzo del 1671) trafugati dalla Biblioteca Storica Nazionale dell’Agricoltura presso il ministero delle Politiche agricole. Il ritrovamento dei libri è avvenuto nell’ambito delle indagini sui furti alla biblioteca napoletana dei GirolaminiAffresco raffigurante una figura maschileFigura femminile con oinochoeGiovane donna con amorino sulla spalla