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Pozzuoli, ripartono i lavori sulla rocca del Rione Terra

Incontro tra Regione e Comune: sbloccati 33 milioni per il restyling dell'acropoli flegrea. La ristrutturazione sarà ultimata entro la fine del 2015, ma ad aprile potrebbe già riaprire i battenti lo storico Duomo costruito sui resti del Tempio di Augusto
di Lello Scarpato
1 febbraio 2014

Ripartono i lavori al Rione Terra di Pozzuoli. Sbloccati, in un incontro svoltosi ieri tra il governatore della Campania, Stefano Caldoro, e il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, i 33 milioni di euro stanziati dalla Regione per completare i lavori di ristrutturazione della storica acropoli puteolana, abbandonata nel marzo del 1970 a seguito di uno dei frequenti sciami bradisismici che interessarono la plurisecolare storia di Pozzuoli.

La rocca del Rione Terra, uno dei pochi luoghi al mondo protagonista delle varie evoluzioni storiche (dagli anni della colonizzazione greco-romana fino all’epoca moderna), subì anche i danni del terremoto del 1980 e quelli del bradisismo degli anni Ottanta. Circostanze, queste, che ne decretarono la completa rovina. Ma ora, finalmente, i lavori già avviati negli scorsi anni (e poi fermati) per riportare il Centro Storico al suo antico splendore, potrebbero subire una favorevole impennata. Entro due settimane, infatti, tutti i lavoratori del Consorzio Rione Terra saranno richiamati in servizio per completare innanzitutto la Cattedrale che, si spera, potrà essere ultimata entro il mese di aprile.

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La speranza, tuttavia, è quella di completare in tempi rapidi tutte le principali insulae del Rione, in modo da consegnare ed aprire al pubblico il quartiere flegreo per il dicembre 2015.

Puteoli era una città molto importante in epoca romana perché, per secoli, prima della nascita di Ostia, rappresentò il maggiore e principale porto dell’Urbe. Il Rione Terra ne costituiva appunto il cuore, il primo nucleo abitativo.

Abitato fin dal II secolo a.C., fu innalzato su una piccola altura. Una posizione strategica da cui era possibile controllare gli arrivi di eventuali nemici sia dal mare che da terra. Nelle sue viscere si celano testimonianze archeologiche di immenso valore, tra cui i resti del Tempio di Augusto, sulle cui mura fu innalzata la Cattedrale, quelli di un antico Decumano e le mura di un vasto complesso termale.