News / Un intervento congiunto

Pompei, patto per gli Scavi tra Soprintendenza e Università

L'accordo con l'ateneo federiciano di Napoli prevede interventi di disboscamento e messa in sicurezza dei terreni in pendio, nonché restauro e valorizzazione di alcune domus nella zona nord occidentale del sito archeologico compresa tra la Regio VI e la necropoli di Porta Ercolano
di Nicola Piscopo
31 marzo 2015

Soprintendenza speciale per Pompei, Ercolano e Stabia e Università Federico II di Napoli insieme per la progettazione di un intervento congiunto finalizzato all’indagine, allo studio e al restauro dell’area nord occidentale esterna alla cinta muraria degli scavi di Pompei. La zona archeologica in questione è quella compresa tra la Regio VI e la necropoli di Porta Ercolano. L’area individuata per l’intervento soffre da tempo dell’impatto infestante della vegetazione che pregiudica gravemente la conservazione dei monumenti. Equipes multidisciplinari collaboreranno al disboscamento e alla messa in sicurezza dei terreni in pendio, nonché al restauro ed alla valorizzazione delle domus presenti nell’area, tutte di grande rilievo per la città sepolta dalla furia del Vesuvio nell’eruzione del 79 d.C., ma finora poco conosciute. Sarà, inoltre, condotta un’indagine archeologica sperimentale sui cosiddetti cumuli borbonici depositati nell’area, nel corso degli sterri settecenteschi e probabilmente ricchi di materiali che all’epoca erano ritenuti di scarto.