Da 50 anni il paradiso dei dolci

1 giugno, 2007 alle 20:42
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Carraturo. Un’istituzione nella tradizione pasticciera napoletana, ma anche una parola magica, che esprime un di punto di riferimento e d’incontro trendy, a la pàge, per intere generazioni di napoletani che per anni si sono dati appuntamento qui, da Carraturo appunto. Il segreto di tanto successo? “L’entusiasmo, la passione per questo mestiere, che ci è stata tramandata dai nostri avi”, spiega Elvira Carraturo, anima della nuova sede in via Arangio Ruiz, a un centinaio di metri dalla rinnovata stazione ferroviaria di Mergellina a Napoli. Tutto cominciò cinquant’anni fa quando Vittorio, coltivando la tradizione familiare e stregato dall’amore per le sfogliatelle ricce e frolle, nel febbraio del 1955, iniziò l’attività di pasticciere: una mission, che si è sviluppata negli anni, arricchendosi sempre di nuovi contenuti, senza mai trascurare gli elementi che fanno diventare grandi le iniziative: il coraggio e la grande determinazione nel puntare al massimo risultato insieme con la estrema cura nel selezionare e utilizzare, per la confezione dei prodotti, solo ingredienti di prima qualità. Ma, dal punto di vista del cliente, i veri protagonisti dell’azienda Carraturo sono i dolci. Un Eden di bontà, idoneo a gratificare i palati anche più esigenti. Cominciamo dalle primedonne: le sfogliatelle, capaci di far sognare anche i più irriducibili fanatici della dieta.[charme-gallery] E che dire poi delle pastiere e dei babà, altri cavalli di battaglia? E ancora, delle altre specialità come la Torta Primavera, a base di panna e fragoline, e il Rotolone di frutti di bosco? Delizie, delizie. delizie. Il vastissimo assortimento di pasticceria mignon, dalle cassatine alle teste di moro, ai bignè alla crema chantilly, alle zuppette, ai cannoli siciliani completano un panorama di colori e sapori che assomiglia al paradiso del gusto. Molto curata anche la gelateria: spumoni, gelati, cornetti, bacetti, coviglie, torte-gelato, semifreddi, e, dulcis in fundo, la delizia di ricotta e pere, preparata secondo un’antica e ben custodita ricetta, ben lontana da quella di ispirazione amalfitana. Allora, golosi e non, l’appuntamento è da “Vittorio Carraturo” a via Arangio Ruiz per perpetuare un rito di casa al corso Garibaldi 59: “sfogliatella riccia e frolla, spolverata di zucchero a velo, bicchier d’acqua e caffè”.

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