Da generazioni con le mani in pasta

1 settembre, 2007 alle 17:30
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Cosa sarebbe la tradizione culinaria italiana, apprezzata in tutto il mondo, se non fosse colorata di “bianco”? E’ proprio la farina dunque – materia prima a volte quasi snobbata, poiché considerata appannaggio dei poveri – il soffio vitale della nostra cucina, il magico ingrediente per far “leccare i baffi”,con primi piatti e pizze di ogni specie, ai buongustai di tutto il mondo. E dove avrebbe potuto sorgere una delle più forti realtà aziendali di questo settore, se non nel golfo partenopeo, “patria degli spaghetti, della pizza e del mandolino”?Correva il 1924 quando Carmine Caputo, di ritorno dagli Stati Uniti, fondò un molino ed un pastificio a Capua, dove aveva preso moglie. Purtroppo, di lì a poco morì, lasciando le redini della neonata azienda nelle mani di Antimo Caputo senior che, all’epoca, aveva solo 21 anni. Dotato di una naturale capacità imprenditoriale, nel 1939, Antimo intuì i vantaggi della vicinanza alle fonti di approvvigionamento delle materie prime, nella fattispecie il porto di Napoli, ed acquistò il molino a San Giovanni a Teduccio, ancora sede dell’impianto di produzione. In quel periodo, Antimo e sua moglie Maddalena, donna forte e volitiva, misero le basi per la crescita dell’azienda, sviluppando rapporti personali con i clienti, basati sul rispetto delle esigenze del singolo impastatore ed ispirandosi alla filosofia “spiccia”, ma efficace, di prediligere chi cerca di conoscere e comprendere qualità e caratteristiche del prodotto, prima del suo costo.[charme-gallery] Negli anni, la famiglia Caputo ha saputo trovare al suo interno idee ed energie per migliorare sempre di più l’azienda, attualmente condotta da Carmine ed Eugenio, direttore tecnico, e dal figlio Antimo, responsabile commerciale e marketing. “Generalmente la farina” ha spiegato Antimo Caputo jr., attuale Presidente del Gruppo giovani Imprenditori di Napoli, “è considerata una materia prima indifferenziata. In realtà ne esistono di diversi tipi destinati ad una varietà di alimenti, come pasta fresca, pizza e gnocchi, che vanno obbligatoriamente ad uniformarsi a differenti tipi di cottura e condizioni climatiche. Il nostro fiore all’occhiello è la farina studiata apposta per la pizza napoletana, che ci ha permesso non solo di divenire partner delle maggiori Associazioni di Categoria per Pizzaioli (Associazione Pizzaioli Napoletani e Vera Pizza Napoletana), ma di espanderci e di farci conoscere in tutto il mondo, da Tokio a NewYork, grazie anche ad un efficientissimo laboratorio interno che seleziona il grano ed apporta controlli qualitativi, partita per partita”.
Da un ridente borgo di campagna all’intero pianeta, dunque, un viaggio negli antichi sapori della Campania, “cavalcato” in quasi un secolo di duro e tenace lavoro dalla famiglia Caputo che dell’attaccamento al proprio mestiere e del desiderio di affermare e diffondere ovunque le antiche e nobili tradizioni partenopee, ne ha fatto l’unica ragione di vita.

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