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Eccellenze Campane, connubio a stelle e strisce nel cuore di Milano

Il polo agroalimentare di Napoli, partner ufficiale del Padiglione Usa, inaugura la sua presenza a Expo con una cena in stile Campania al James Beard Restaurant in Galleria
di Nicola Piscopo
21 luglio 2015

Eccellenze Campane, il polo agroalimentare di Napoli e dintorni, sbarca a Milano nel segno degli usa con una tre giorni votata all’eccellenza della “terra del Buono“. Partner ufficiale del Padiglione Usa a Expo 2015, il polo ha inaugurato la sua presenza all’esposizione mondiale meneghina con una cena campana al James Beard Restaurant, il ristorante americano aperto in Galleria Vittorio Emanuele e visitato dalla stessa Michelle Obama nella sua visita a Milano di un mese fa. Qui, per una sera, l’America ha potuto incontrare i gusti squisiti di una cena campana preparata nel segno della tradizione con uno sguardo al futuro, secondo lo spirito e lo stile proprio di Slow Food e dei suoi presidi. Gli chef Antonio Tubelli e Sal De Riso hanno incantato con una “passatina di pomodorino del Piennolo del Vesuvio” portata ad accompagnare una “marinata di calamaretti e pappacelle napoletane”, un “pacchero al pomodorino giallo e scaglie di Carmasciano”, un filetto di maiale casertano in salsa di nocciole di Giffoni. A chiudere, una delizia al limone sfusato di Amalfi e gelato a basilico. Entusiasta il commissario del padiglione Usa, ambasciatore Douglas T. Hickey. “La nostra collaborazione a Expo con Eccellenze Campane sta procedendo come meglio non potrebbe, ormai è vera amicizia personale, destinata a durare”. La tre giorni campana prosegue con uno showcooking dello chef Francesco Sposito alla Terrazza del Padiglione Usa, e tre evrnti a Piazza Irpinia, uno dei quali dedicato al teatro di Eduardo De Filippo. “Noi crediamo profondamente nei valori della tradizione e stiamo cercando di recuperarli al meglio – ha detto il presidente di Eccellenze Campane, Paolo Scudieri -. Crediamo anche nel business, e siamo convinti che attraverso la nostra straordinaria tradizione culinaria e alimentare si possano recuperare valori e nello stesso tempo distribuire ricchezza, nel segno del buon gusto”.