Fettuccine ricce all’uovo con crema di asparagi e piselli. Da Procida sapori di terra!!

29 marzo, 2016 alle 13:35
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fettuccine asparagi piselli procida

Procida continua ad essere, miniera inesauribile di ricette nuove e di fantasie culinarie dall’indubbio gusto. E per questo pubblichiamo ancora tel quel, una ricetta ricevuta dal nostro amico Gianluca, isolano doc e cuoco casalingo davvero speciale.

Le ricette della cucina campana.

“Chi è di Procida sicuramente conoscerà il significato della parola “campone”. Per chi non lo sapesse e chi non fosse isolano, cercherò di spiegarlo. Dicasi “campone” quella attività goliardica propria dell’età giovanile, avente come fine la sottrazione di piselli e fave da orti di proprietà di amici e parenti (e solo questi) allo scopo poi di mangiarli creando un’occasione di raduno amicale o familiare, accompagnati da caciotta stagionate, pancetta tesa, qualche bicchiere di vino e la conseguente tanta allegria. E come dire “io faccio una festa, e tu porti da mangiare inconsapevolmente”.

Per riuscire in questo sport, la camponata, bisogna essere lesti virgulti, saper agire al buio e cosa importantissima esser già amici dei cani da guardia degli orti ai quali si va a far visita. Per iniziare questa attività si consiglia di far pratica negli orti dei parenti più prossimi, di nonni, zii e parenti stretti, per poi passare a campi e terra degli amici più cari. Ma questo quando l’esperienza e la capacità di correre e saltare è sufficiente a qualsiasi tipo di fuga. Il ricordo di quei sapori, mi ha fatto decidere di cucinare qualcosa con uno di questi ingredienti, i piselli, presenti negli orti della nostra isola insieme agli asparagi selvatici che si possono ancora trovare qualche giornate di pioggia.

Li ho mangiati da solo con i miei cari poiché il mio grande amico Sergio ancora una volta ha preferito, non essere ospite procidano, ma andare in giro per Napoli e dintorni con la sua amata macchina fotografica a fermare il tempo in scatti da fine amatore delle nostre terre. Le sue immagini, riscaldano il cuore. Ammiro e rispetto la sua passione ma secondo me, il rifiuto all’invito, nasconde la paura inconscia di sfidare la mia cucina, visto che poi toccherà a lui  cimentarsi ai fornelli e magari invitarmi in quel di Napoli a provare qualcuno dei suoi visto che è anche un abile maestro di cucina. Ciao Sergio, comunque ti vogliamo bene, per questo ti invitiamo (perché non vieni mai).

Vediamo ora gli ingredienti e la preparazione.

Ingredienti per 4 persone: 400 gr di fettuccine ricce all’uovo, un mazzetto di asparagi selvatici, 350 gr di piselli, 50 gr di mandorle, 100 gr di parmigiano grattugiato, mezzo bicchiere di vino bianco, olio extravergine di oliva, besciamella fresca già preparata, pepe nero in grani da macinare, sale qb

Tagliare gli asparagi in due e a fare a pezzettini la parte inferiore lasciando così la parte superiore integra anche per la decorazione del piatto finale. Mettere questa parte alta degli asparagi  e i piselli in una padella ( io uso sempre quella di alluminio), dove abbiamo scaldato l’olio con l’aggiunta di un po’ di pepe nero in grani macinato e cuocere per una ventina di minuti sfumando con dell’ottimo vino bianco (quello di Procida che si trova sfuso dai fruttivendoli dell’isola è buonissimo).

Terminata la cottura levare alcune delle punte degli asparagi e una parte dei piselli e conservarli per l’impiattamento. Mettere il restante degli asparagi (la parte inferiore tagliata a pezzettini) e dei piselli in un frullatore insieme a metà del parmigiano, grattugiato fresco, alle mandorle e la besciamella che avete preparato prima. Quando il composto risulta  omogeneo versarlo nella padella e aggiungere la pasta appena scolata , sempre molto al dente, e completare la cottura aggiungendo altra parte del parmigiano. Comporre il piatto con le punte d’asparagi e i piselli stipati per l’impiattamento, e servire caldo.

Buon appetito da Procida.

P.S.
Ciao Nonno se da lassù potrai leggere questa ricetta volevo dirti che i piselli e le fave dal tuo orto spesso sparivano per colpa mia. Ma tanto lo sapevi già. Li mangiavi anche tu cucinati poco dopo dalla mamma.”