Peperoni aulive e chiapparelli, napoletani allo stato puro

16 novembre, 2015 alle 19:31
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peperoni olive capperi

Le ricette della cucina tipica napoletana.

Per questa volta dovete proprio non contare le calorie ma solo quante volte farete la scarpetta nel piatto nel quale vi saranno serviti. E attenti a quando li cucinate. Se avete le finestre o il balcone della cucina aperti e i vicini sentono il profumo di quello che state cucinando, aspettatevi ospiti a pranzo o cena che sia, a seconda dell’orario.

Ingredienti per 4 persone: 8 peperoni di medie dimensioni sia gialli che rossi, 1 spicchio d’aglio, olio evo, 150 gr olive nere di gaeta, 2 cucchiai di capperi grandi

Preparazione

La prima cosa che dovete decidere è che se vi piacciono con la buccia o senza (sono un po’ più facili da digerire così). Partiamo dal senza buccia. Togliere il gambo centrale e i semini dall’interno e lavarli accuratamente. Così, interi metterli al forno in una teglia con carta antiaderente, Devono cuocere per circa 20 minuti a 160/180° per permettervi poi, una volta estratti dal forno, di staccare comodamente la buccia esterna e di farli a pezzettini. Se vi piacciono tel quel invece (con la buccia), allora non dovete metterli al forno, ma dopo averli accuratamente asciugati, tagliateli a fettine, a rettangoli, insomma come più vi piace e li mettete in una pentola con l’olio di semi dove qualche istante prima avrete messo l’aglio schiacciato con il palmo della mano. Snocciolate le olive e sciacquate i capperi e uniteli ai peperoni dopo 5 minuti dell’inizio della cottura. Eliminate ora l’aglio. Lasciate andare a fuoco lento per una ventina di minuti massimo. Salate solo dopo aver provato la salatura che hanno dato i capperi. Non fateli proprio morbidi, morbidi. Perdono di consistenza. E prima di servire, prendetene una forchettata voi, potrebbero non rimanere la porzione una volta messi in tavola.

Come contorno vanno bene con qualsiasi carne come e con qualsiasi pesce al forno. Se poi li usate come condimento di un bel panino, accompagnato da un buon provolone o una provola, fatecelo sapere. Ci auto invitiamo a mangiare.

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