Strozzapreti con fiori di zucchine, parmigiano invecchiato, provola e speck. A Procida, gusto d’oste della domenica

12 maggio, 2016 alle 10:03
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Storicette. Si, così le abbiamo definite le ricette che riceviamo e pubblichiamo tel quel dal nostro amico procidano Gian Luca Costagliola. Perché le abbiamo dato il nome di storicette? Semplice. Perché oltre ad essere in sostanza ricette di un appassionato della cucina e della tavola della sua isola, sono anche un racconto che accompagna il lettore a condividere con il protagonista scrittore (Gian Luca) i momenti, le emozioni e gli stati d’animo che lo hanno portato a cucinare questo o quel piatto.

Comun denominatore di tutto, la passione. Quella che traspare dalla scrittura e che con la quale si descrivono scelta dei prodotti, loro approvvigionamento e successiva mise en place. Anche in questa occasione, l’elaborazione del piatto è stata domenicale e tutto quindi è riportato a quella giornata. Ma passiamo alla ricetta.

“Oggi è la festa della mamma e la sfida si farà certamente dura in cucina!! E’ anche domenica, e questo è sicuro,  come sicuro è che posso dedicarmi alla mia passione per la cucina. Tutto questo per me, è bellissimo e rilassante. Ma come ho scritto è anche la festa della mamma!!!! E udite udite, mia suocera a casa della quale pranzo spesso di domenica, ha invitato anche o persino (fate voi) i miei genitori a pranzo. Giustamente penserete voi, ma non è stato così per me. E allora, qual è il problema penserete voi. Qual è il dilemma, l’arcano imbarazzo. Ve lo spiego subito.

Partiamo da mia moglie (mamma di quel gioiello di mia figlia)..(tutta suo padre). E’ noto in tutta l’isola, e forse anche in terraferma, che lei e la cucina elaborata, condita e golosa sono due “entità” completamente all’opposto, e quindi per il pranzo domenicale e familiare, dovrò preparare qualcosa che sia non solo buona e allo stesso tempo che  non sia nemmeno molto calorica e complicata. E continuiamo a spiegare la question. E per fare questo, dobbiamo considerare la padrona di casa, mia Suocera (mamma di mia moglie e con la S maiuscola per rispetto). Come me, suocerao meravigliao, ama cucinare e ha tutti i libri di cucina degli ultimi tempi, dal paleozoico a ieri sera alle 24,00, e ogni giorno, non essendo sufficiente lo scritto, segue dai due ai tre programmi di cucina per la parte video.

Da questo ne consegue che per riscontrare anche la sua di approvazione dovrò preparare qualcosa di nuovo. State iniziando a capire il dramma umano? Ma non è finita qui. Ultima, ma solo per ordine di invito, mia madre (mamma del sottoscritto, nonchè moglie di mio padre) che è una brava cuoca, non molto esigente a dire il vero, ma che si accompagna (ovviamente) al già citato tra parentesi mio padre che invece è di gusti, a definirli benevolmente e per amore, molto particolari e tradizionali (non sbagliate se state pensando che è un vero simpatico rompipalle, almeno a tavola). Anche di quest’ultima causale, come capirete dovrò tenerne debito conto. E quindi dovrò cucinare qualcosa che rispecchi la cucina isolana.La voglia di mollare è tanta. Anche l’ultimo highlander chef ne sarebbe tentato.

Ma poi arriva lei, mia figlia, mia motivazione, a prescindere che mi dice:”Papà per la festa di mamma prepariamo insieme qualcosa di buono, qualcosa che però va bene anche per nonnina piccola (91 anni) perché anche lei è la mamma di nonna, che a sua volta è mamma di mamma?”. Ok ci sono dentro, non posso battere in ritirata o cercare scusanti del tipo che sono stato improvvisamente chiamato ad Hollywood per esser protagonista in uno degli film di Fast & Furious. Non posso deludere il mio gioiello e almeno un dettaglio a mio favore c’è. La nonnina piccola, mangia di tutto. Penso per tutta la mattinata e poi mi viene in aiuto l’orticello di casa che stamattina offre delle zucchine piccole e con dei bellissimi fiori come anche con del basilico dalle foglioline piccole e di un profumo intenso.

Poi ricordo anche di avere dell’ottimo speck e del parmigiano invecchiato 30 anni che è uno spettacolo. La provola la compro dal fornitore di fiducia. Già in mente il piatto è pronto. Ora deve essere solo cucinato e poi fotografato per vedere se gli amici di Charme vogliono pubblicarne la ricetta nel loro seguitissimo, bellissimo, interessantissimo (sono stato sufficientemente ruffiano secondo voi?) sito web, oppure se gli amici di Casa Lerario , il mio agriturismo di fiducia in quel di Melizzano, lo adottino tra i piatti proposti ai loro ospiti.

Ingredienti (per le dosi fate voi a seconda di quanto vi piace mangiare): pasta corta di grano duro  (strozzapreti),  provola affumicata, fiori di zucca e zucchine , cipolla,  speck,  parmigiano invecchiato grattugiato , basilico fresco, olio extravergine di oliva,  sale e pepe.

Preparazione.

Pulire i fiori di zucca dai quali va eliminato il pistillo. Dopo averli asciugati molto accuratamente altrimenti scoppietteranno durante la frittura, immergerli nell’olio bollente (precedentemente aromatizzato con delle foglioline di basilico fresco) e farli appassire su fiamma molto vivace per pochissimi secondi aggiungendo anche  un po’ di pepe. Lasciateli poi riposare. Invece, le zucchine tagliate a dadini, vanno soffritte insieme alla cipolla e lo speck  a sfoglie, per il tempo necessario per far si che siano entrambe belle dorate.

Cuocere la pasta in abbondante acqua salata e scolarla molto al dente conservando sempre un po’ di acqua di cottura. Unire tutto insieme e passare in padella  per alcuni minuti aggiungendo un po’ dell’acqua di cottura della pasta e la provola affumicata tagliata a cubetti.  Prima di servire aggiungere il parmigiano invecchiato grattugiato impiattando con foglioline intere di basilico e magari un fiore di zucchina cotto in pastella per decorazione.E mi raccomando alla fine un bel caffè fatto con la moka e…auguri a tutte le mamme sempre

Buon appetito da Gian Luca Costagliola da Procida.”