Storia di vini, storia di cuore

1 giugno, 2007 alle 21:34
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Di cuore, ce n’è tanto. E c’è quel bel tocco di fortuna che giammai va presa a calci. Non va omesso un sano (guai non lo fosse) campanilismo. Né il fine e raffinato senso del gusto. E neppure quella certa arte impressa a chiare lettere sui geni dei discendenti. Che storia! Storia di una passione ereditata. E di una scommessa nata avendo la vittoria come unico risultato. Un trionfo che da tre lustri si palesa sulle tavole. E allieta ugole. E scalda ventri. Anno 1991. Un’annata niente male in fatto di piogge. La stagione fu ottimale per compiere la “puntata”. Non rimaneva che osare. Tre cavalli vincenti. Tre terre fertili da far fruttare al meglio. Altrettanti vitigni e loro chicchi da gustare ben oltre il cesto da frutta. Campi Flegrei, Penisola Sorrentina, Agro Aversano. La storia elenca un bel po’ d’aneddoti sui nettari che per secoli sono nati grazie a queste terre. Storia che s’è rischiato di veder smarrita. L’uva, nella regione felix, non s’è mai smesso di coltivarla. Ma perché divenisse vino, per tanto ci ha pensato il suo stesso coltivatore diretto o l’appassionato che qui faceva il pieno di grappoli per poi pigiarli coi nudi e propri piedi. Artigiani di professione o d’occasione. Fortunati che soli gustavano il nettare della vecchia Campania fertile e felice. Anno 1991. Annata niente male. La puntata fu compiuta. Fu la prima vendemmia produttiva delle neonate cantine “Grotta del Sole”. Rividero la luce la Falangina dei Campi Flegrei, il Gragnano Penisola Sorrentina, l’Asprinio d’Aversa, il Lacrima Christi del Vesuvio, il Greco di Tufo. Succhi d’uva dei vitigni coltivati nella penisola che abbraccia Sorrento e si lascia abbracciare dal mare, o sui campi che si distendono attorno Caserta, che per costume e tradizione si radunano sotto la nomenclatura di “Terra di Lavoro”.[charme-gallery] E altrove, soprattutto altrove, sulle colline dei Campi flegrei. E’ a Quarto che s’erge la roccaforte dell’azienda Grotta del Sole, voluta e fondata dalla famiglia Martusciello, stirpe che il vino, il suo gusto, la sua produzione, ce l’ha nei geni. Eredi dell’arte dei genitori, dei nonni e dei loro padri. Qui, su questi colli, la vite cresce senza bisogno che sia protetta. Perché qui, dove il terreno è vulcanico e sabbioso, non attecchisce né si riproduce la famigerata filossera, parassita d’importazione Usa. E i vitigni, che non sono innestati sui “piedi americani”, fruttano uva di qualità eccelsa. Fortunato chi adopera queste terre. Buona sorte che giammai va presa a calci. Fortuna. Cuore. E sano campanilismo. Sono puteolani, i componenti della famiglia Martusciello. Amano le terre che li hanno visti crescere. Venerano i loro sapori. E la scommessa l’hanno vinta. Fin dagli anni immediatamente successivi a quell’annata. E’ nel 1993 che pervennero le attestazioni doc (denominazione d’origine controllata) per i vini di casa Martusciello. E pervenne il giusto moto d’orgoglio. Francesco Martusciello, che sovrintende alla gestione della cantina, adopera un tono nostalgico e fiero: “Era il primo riconoscimento per un lavoro svolto con passione da tutti noi”. Tutti loro, tutti i membri della famiglia Martusciello. Guarda orgoglioso alle origini, il patron dell’azienda. Mentre punta al futuro, a esportare l’opera delle cantine di famiglia, che “mirano al prodotto, alla sua qualità”. Al bando i numeri, “soprattutto oggi – sottolinea Martusciello – epoca in cui la gente siede meno a tavola, ma quando lo fa, pretende…”. Pretende il gusto, pretende i sapori. “Si mangia meglio, si beve meglio”. E si produce altrimenti. Col cuore. Perché di cuore, ce n’è tanto.

Cantine Grotta del Sole
Via Spinelli, 2
80010 – Quarto (Na)
tel. +39.081.8762566
www.grottadelsole.it

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