Giovanna II d’Angiò, la leggenda della regina mantide

1 febbraio, 2014 alle 10:34
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Poco più di sei secoli fa, era il 2 febbraio del 1435, moriva a Napoli Giovanna d’Angiò. Appartenente al ramo dei d’Angiò-Durazzo, la bella e intrigante nobildonna divenne regina di Napoli alla morte del fratello Ladislao, nel 1414, con il nome di Giovanna II. Seppe barcamenarsi tra Luigi III d’Angiò e Alfonso quinto d’Aragona, che alla fine prevalse nella sua successione al trono di Partenope.

Giovanna era nata a Zara, sulla costa dalmata del mar Adriatico il 25 giugno del 1373. Ebbe numerosi amanti e la tradizione popolare la trasformò in una sorta di mantide che si disfaceva degli spasimanti (spesso scelti fra i giovani popolani di bell’aspetto), dopo folli notti d’amore, facendoli sparire in mortali trabocchetti. Per secoli si è narrato, infatti, che la lussuriosa regina disponesse, all’interno di Castel Nuovo (il Maschio Angioino), di una botola segreta. Gli amanti, una volta soddisfatte le sue voglie, venivano scaraventati in questo pozzo e qui divorati da un famelico coccodrillo che, a sentire la voce del popolo, la bella sovrana si era portato dietro dall’Africa fino dentro i sotterranei del maniero.

Storia incredibile, che si affianca a quella che vuole la regina artefice della distruzione del borgo pugliese di Satriano, solo perché gli abitanti di questo piccolo centro di origine longobarda avevano osato rapire una sua dama di corte (ma un’altra versione vuole che la distruzione del villaggio fosse stata decisa per il diniego di un giovane baronetto del posto a corrispondere le grazie amorose di Giovanna).

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Forse proprio perché macabre e inquietanti, questa ed altre leggende hanno finito con l’accrescere la popolarità e la curiosità verso Giovanna I (Napoli, ca. 1327 – Muro Lucano, 12 maggio 1382) e Giovanna II di Napoli, che spesso vengono associate e confuse, ma che  furono chiamate entrambe a governare un regno al centro delle contese in un momento storico fra i più difficili e tormentati della storia di Napoli.

La tomba di Giovanna II d’Angiò-Durazzo si trova all’interno della monumentale basilica della Santissima Annunziata Maggiore di Napoli, parte di un più vasto complesso costituito in origine, oltre che dalla chiesa, anche da un convento, da un ospedale, da un ospizio per i trovatelli (i cosiddetti “esposti”) e da un “ricovero” per le ragazze povere oppure prive di famiglia.

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