Nei teschi dell’antica Roma la storia delle migrazioni sulle coste italiane

Forte flusso di liberti e manovali verso l'Urbe tra il primo e il terzo secolo dopo Cristo. Lo rivela l'analisi dei resti rinvenuti a Velia, Castel Malnome e alla foce del Tevere

22 giugno, 2017 alle 16:31
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Una straordinaria veduta panoramica dell'area archeologica di Velia

I teschi che riemergono dalle sepolture dell’antica Roma svelano le migrazioni che hanno ridefinito le coste del Centro e Sud Italia: qui le varie comunità presentavano caratteristiche fisiche ben distinte e riconducibili ad etnie diverse, mentre nei dintorni dell’Urbe il continuo flusso di schiavi liberati e manovali aveva reso la popolazione più eterogenea.

LO STUDIO DEL NORTH CAROLINA E DELLA CALIFORNIA
Lo dimostra uno studio pubblicato su International Journal of Osteoarchaeology dagli antropologi delle università del North Carolina e della California. I ricercatori hanno usato le più avanzate tecniche forensi per esaminare 73 teschi risalenti al periodo compreso fra il primo e il terzo secolo dopo Cristo: 27 teschi sono stati recuperati sull’Isola Sacra (vicino alla foce del Tevere), 26 sono stati trovati a Velia (l’attuale Ascea, centro turistico cilentano a poche decine di chilometri da Salerno) e 20 sono stati rinvenuti a Castel Malnome, alla periferia di Roma.

Scavi di Velia, la celebre Porta Rosa

I RESTI TROVATI A VELIA APPARTENEVANO A MERCANTI
I resti di Isola Sacra e Velia appartenevano a mercanti e artigiani, mentre quelli di Castel Malnome erano di manovali. Ogni teschio è stato esaminato facendo misurazioni in corrispondenza di 25 punti differenti grazie ad una speciale penna elettronica (chiamata “digitizer“) che registra le coordinate di ogni punto: i dati raccolti hanno permesso di analizzare la forma secondo l’innovativo approccio della “morfometria geometrica“.

Resti umani rinvenuti in una sepoltura di epoca romana

SCOPERTE SIGNIFICATIVE DIFFERENZE NEI CRANI
“Abbiamo scoperto significative differenze nei crani delle varie comunità costiere, sebbene i soggetti fossero paragonabili per classe sociale ed impiego”, spiega l’antropologa Ann Ross. “Ciò potrebbe essere dovuto al fatto che l’area intorno a Velia aveva una popolazione piu’ di origine greca che indigena”, aggiunge la coordinatrice dello studio, Samantha Hens. Inoltre, i resti di Velia e Isola Sacra hanno più somiglianze con quelli di Castel Malnome che fra di loro. “Questo indica l’estrema eterogeneità della popolazione vicino Roma, e l’influsso di liberti e manovali per i lavori manuali nell’area”, conclude Hens.

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