Opere di porcellana fatte con cura infinita

1 settembre, 2007 alle 15:07
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Piccoli bouquet o interi cesti di fiori. Margherite, girasoli, calle e fiori di campo. E poi rose, tante rose: grandi e ricche di petali o piccoli e delicati boccioli. Questi i pezzi forti di Ceramiche Artistiche Napoletane, un’azienda che da trent’anni lavora magistralmente la porcellana secondo la tradizione artigiana di Capodimonte, il cui stile è famoso in tutto il mondo. Che si tratti di pezzi unici o di intere serie, la porcellana qui viene sempre lavorata secondo il precetto di Antonio Riccio, capostipite dell’azienda, che fin dall’esordio ha puntato su due valori: la qualità e la tradizione nella lavorazione. Da sempre, tutto viene prodotto dalle mani esperte di sapienti artigiani, che profondono infinita cura nei più piccoli dettagli, per realizzare oggetti unici, perfetti, seguendo i canoni della tradizione borbonica. Fino a qualche anno fa, con questi oggetti, si festeggiavano – come bomboniere di ricordo – battesimi, comunioni, cresime e matrimoni. [charme-gallery]Una recente moda, non solo napoletana, rende oggi onore anche a eventi prima considerati di minor rilievo: lauree, maggiore età e poi l’arrivo agli “anta”. E così, fioccano sempre più bomboniere caratterizzate da soggetti e colori più moderni e sempre nuovi. Per rimanere al passo con i tempi, anche Ceramiche Artistiche Napoletane ha allargato il ventaglio della propria produzione di bomboniere. I classici fiorellini, un tempo assoluti dominatori della scena, adesso si trovano affiancati da conchiglie, da idee nuove ed originali – la Vespa 50 special, la vecchia Cinquecento, la moderna Smart– o da tutto l’occorrente per il bebè, dal triciclo al cavallino a dondolo. Per un regalo originale, impossibile non pensare ai grandi cesti di fiori in porcellana – un fantastico insieme di petali, foglie, boccioli e vimini (ovviamente tutto in porcellana) – o agli originali quadri ancora in porcellana, che associano all’indubbio valore estetico il fascino della tradizione artigianale che a Capodimonte ebbe origine al tempo dei Borbone e che ancora sopravvive, vincendo il passar del tempo.

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