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	<title>Art Archivio - Charme</title>
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	<description>Tutto il bello e il buono di Napoli e della Campania</description>
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		<title>(Italiano) Riaprono gli scavi di Ercolano: ticket solo online a 11,50 euro. Ammessi 15 visitatori ogni quarto d&#8217;ora</title>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2020 14:19:54 +0000</pubDate>
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<p>Dopo 85 giorni di chiusura, gli Scavi di Ercolano ritornano ad accogliere i visitatori in carne ed ossa: si riparte il 2 giugno con orario 10,30-19.30 (ultimo ingresso ore 18,00) fino ad ottobre; chiusura il martedì, giorno nel quale si farà la sanificazione periodica. Ridotti i ticket di ingresso: biglietto singolo a 10 euro; giovani tra i 18 e 25 anni 2 euro. Ma i biglietti sono acquistabili esclusivamente on line<strong>, </strong>a partire da lunedì 1 giugno dalle ore 12.00, sul sito <strong><a href="http://www.ticketone.it/"> www.ticketone.it</a></strong>, con un costo aggiuntivo di 1,50 euro per diritti di prevendita. Attraverso entrambi gli ingressi di Corso Resina e Viale dei Papiri Ercolanesi, i visitatori potranno accedere per fasce orarie di 15 minuti con un numero massimo di ingressi di 15 persone, compresi bambini e ragazzi. Previsto così l’afflusso massimo di 60 persone distribuite in ogni ora, pari ad un massimo di 480 ingressi giornalieri.</p>
<p>Il servizio informazioni verrà svolto presso un desk esterno. Aperto anche il bookshop e completamente rinnovato il servizio audio guide che offre l’app scaricabile fal sito <a href="http://www.ercolano.beniculturali.it/"><strong>www.ercolano.beniculturali.it</strong>. </a>Al check point ci sarà il controllo della temperatura corporea e della mascherina. Una volta varcato il controllo biglietti, i visitatori potranno accedere al Padiglione della Barca dove è esposta la barca scoperta sull’antica spiaggia e una serie di oggetti che legano a filo doppio Ercolano con il mare; il percorso porta poi all’Antiquarium, con l’esposizione permanente &#8220;<em>SplendOri. Il lusso negli ornamenti a Ercolano&#8221;</em> con circa 200 oggetti preziosi appartenuti agli antichi ercolanesi (leggi <a href="https://www.charmenapoli.it/arte/mostre/splendori-mostra-parco-archeologico-di-ercolano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>qui</strong></a>); nell’area archeologica si accederà attraverso la Galleria Martusciello e da qui, attraverso un percorso circolare, si potrà visitare l’intero scavo, modulando liberamente la durata complessiva della visita con l’ausilio delle indicazioni fornite dal personale di vigilanza e della segnaletica. Saranno permesse anche visite con guida turistica. Per la seconda fase sono già tracciati i primi passi verso una direzione che vedrà i servizi sempre più digitalizzati.</p>
<p><em>“Il Parco ritorna a vivere – </em>dichiara il direttore <strong>Francesco Sirano</strong><em> – ritorniamo ad accogliere i nostri visitatori con gioia ma senza dimenticare il dolore e le incertezze che questi mesi ci hanno portato. Siamo convinti che con il nostro servizio il sito UNESCO di Ercolano contribuirà alla ripresa e al rilancio del nostro territorio e delle iniziative culturali a livello nazionale e internazionale. Sicurezza, flessibilità, fiducia e entusiasmo nel garantire una concreta esperienza di conoscenza sono i nostri punti di riferimento in questa nuova sfida. </em><em>I nostri visitatori potranno godere del sito secondo i ritmi rilassati che esso ha sempre consentito e nell’atmosfera incredibile che questo scrigno di conoscenza e di sensazioni unico può offrire&#8221;. </em></p>
<p><em>&#8220;Con la tariffa agevolata </em>&#8211; spiega &#8211; <em>abbiamo pensato ad una accoglienza che gradualmente ritorni alla normalità, abbiamo ritoccato il costo nella consapevolezza che la conformazione del Parco ci permette di offrire una visita gratificante praticamente invariata rispetto</em><em>  </em><em>a quella dei mesi scorsi. Siamo anche pronti a lanciare un <strong>abbonamento al prezzo di 13 Euro</strong> in promozione sino all’inizio dell’orario invernale, costo equivalente a quello del biglietto preCOVID19, che permetterà per un anno solare dall’acquisto di accedere al sito ogni volta che si vorrà, alle mostre e a tutte le iniziative che abbiamo riprogrammato tra 2020 e 2021. Saremo vigili nel rispettare e far rispettare tutte le norme che tutelano la sicurezza di chiunque varchi i cancelli del Parco e fedeli al simbolo di Ercole, eroe della città, resilienti ci rialzeremo, assieme al territorio intero, per riconquistare progressivamente spazi e tempi del passato”.​</em></p>
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<div class="PlainText"><strong>Scavi di Ercolano</strong> <br />
facebook: <a href="https://it-it.facebook.com/parcoarcheologicodiercolano">https://it-it.facebook.com/parcoarcheologicodiercolano</a><br />
<a href="http://www.ercolano.beniculturali.it">www.ercolano.beniculturali.it</a></div>
</div>
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		<title>(Italiano) Il Museo Archeologico riparte: 3 percorsi, ticket a 8 euro e prenotazione obbligatoria</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/en/news/museo-archeologico-riparte-3-percorsi-ticket-a-8-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2020 07:55:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Museums]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Archeologico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sorry, this entry is only available in Italiano. Da martedì 2 giugno, il Museo Archeologico Nazionale riapre i battenti al pubblico. Prenotazione obbligatoria per fasce orarie e tre percorsi differenziati. Fino al 31 dicembre, il prezzo del biglietto si riduce a 8 euro. Restyling per le Sale degli Affreschi e dal 12 giugno al via [&#8230;]</p>
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<h3>Da martedì 2 giugno, il Museo Archeologico Nazionale riapre i battenti al pubblico. Prenotazione obbligatoria per fasce orarie e tre percorsi differenziati. Fino al 31 dicembre, il prezzo del biglietto si riduce a 8 euro. Restyling per le Sale degli Affreschi e dal 12 giugno al via la mostra “Gli Etruschi e il Mann”</p>
</h3>
<p>Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli riapre con tre opzioni di percorso e prenotazione obbligatoria, da effettuare, a partire dal 29 maggio, tramite i siti web <strong><a href="http://www.museoarcheologiconapoli.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.museoarcheologiconapoli.it</a></strong> e <strong><a href="http://www.coopculture.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.coopculture.it</a></strong>. Il visitatore potrà scegliere, in una specifica fascia oraria, fra tre itinerari: il <strong>Percorso Classico</strong> (Collezione Farnese, Mosaici e Gabinetto Segreto, Collezione Oggetti della vita quotidiana nelle città vesuviane, Tempio di Iside e Sale degli Affreschi); le <strong>Nuove Collezioni</strong> (Sezione Egizia ed Epigrafica, Magna Grecia, Preistoria e Protostoria); le <strong>Mostre Temporanee</strong> (“<strong>Gli Etruschi e il Mann</strong>”, in programma dal prossimo 12 giugno; “<strong>Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo</strong>”, in proroga sino al 21 giugno; “Lascaux 3.0”, visitabile fino al 2 luglio; “<strong>Capire il cambiamento climatico</strong>”, in calendario sino al 31agosto). Previa disponibilità di posti nell’orario prescelto, il visitatore avrà modo anche di sommare tutte le opzioni di tour museale.</p>
<p> “Il Mann ricomincia dai cittadini, dalla comunità dei nostri abbonati, dal territorio, dagli operatori della cultura &#8211; commenta il direttore del Museo Archeologico, <strong style="font-family: Verdana, Geneva, sans-serif; font-size: 15px; color: #222222;">Paolo Giulierini</strong><span style="font-family: Verdana, Geneva, sans-serif; font-size: 15px; color: #222222;"> -. Ricomincia da dove ci eravamo lasciati, dalle Università, da chi sta lavorando per far ripartire le scuole e le attività per l’infanzia. Per più di ottanta giorni il portone del Museo è rimasto chiuso, ma non ci siamo mai fermati, la nostra bellezza e la nostra identità hanno viaggiato, sia pur virtualmente, per il mondo. Con emozione ci prepariamo ora alla riapertura nella simbolica data del 2 giugno, con una proposta di fruizione in assoluta sicurezza, ingressi scontati e una offerta più ricca, a partire dagli “Etruschi e il Mann”, una accoglienza speciale per le famiglie. Sarà un piacere per noi salutare i visitatori di q.uesta prima giornata con un piccolo omaggio. Voglio ricordare che chi sceglierà l’abbonamento, ad un costo davvero simbolico, potrà organizzarsi al meglio per godere di tutti i percorsi, in più volte. Ci siamo, quindi. Guardiamo ai prossimi mesi con ottimismo e grande responsabilità. Il passato lo abbiamo subito e affrontato. Il finale però, adesso, lo scegliamo noi. Vi aspettiamo”.</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-29689 alignright" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/affresco-eracle-e-onfale-300x232.jpg" alt="" width="300" height="232" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/affresco-eracle-e-onfale-300x232.jpg 300w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/affresco-eracle-e-onfale-768x594.jpg 768w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/affresco-eracle-e-onfale-696x539.jpg 696w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/affresco-eracle-e-onfale-543x420.jpg 543w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/affresco-eracle-e-onfale.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Le procedure organizzative garantiranno la sicurezza del pubblico: il biglietto sarà esclusivamente digitale; all’ingresso del Museo Archeologico, una telecamera termica consentirà la rilevazione della temperatura corporea, indicando come soglia limite per l’ingresso i 37.5 gradi; all’interno dell’edificio, sarà indispensabile indossare dispositivi di protezione individuale; nell’itinerario di visita, saranno allestiti pannelli informativi e indicatori per il distanziamento; in alcuni punti degli ambienti, presenti dispenser con gel disinfettante. <br />
I titolari di abbonamento OpenMann dovranno prenotare ogni accesso al Museo. Dal 2 giugno, per chi attiverà un’offerta OpenMann, le tessere annuali saranno esclusivamente vendibili online e disponibili in formato elettronico.</p>
<p>Dal 2 giugno al 31 dicembre, i ticket per accedere al Museo saranno sensibilmente ridotti. Le tariffe praticate, senza alcun onere aggiuntivo per la prenotazione obbligatoria saranno le seguenti: biglietto intero <strong>8 euro;</strong> biglietto due adulti over 25 anni <strong>12 euro</strong>; biglietto ridotto <strong>4 euro</strong>; biglietto per cittadini Ue dai 18 ai 25 anni non compiuti <strong>2 euro</strong>.<br />
Anche l’abbonamento OpenMann diventerà sempre più conveniente: l’opzione adulti costerà 10 euro, le card Young (18-25 anni) e Academy (per studenti di qualsiasi corso di laurea e scuola di specializzazione, senza limiti di età) prevedranno un prezzo di <strong>5 euro</strong>, la card Family (due adulti over 25) sarà acquistabile a <strong>16 euro</strong>. <br />
Per i titolari di tessera in corso di validità, sarà garantito un recupero di tre mesi per compensare la mancata fruizione del Museo nel periodo di chiusura: questa dilazione temporale sarà registrata dal sistema in automatico. </p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-29690 alignleft" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/Etruschi.-Piccolo-calderone.-Tomba-Bernardini-300x285.jpg" alt="" width="300" height="285" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/Etruschi.-Piccolo-calderone.-Tomba-Bernardini-300x285.jpg 300w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/Etruschi.-Piccolo-calderone.-Tomba-Bernardini-800x759.jpg 800w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/Etruschi.-Piccolo-calderone.-Tomba-Bernardini-768x729.jpg 768w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/Etruschi.-Piccolo-calderone.-Tomba-Bernardini-1536x1457.jpg 1536w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/Etruschi.-Piccolo-calderone.-Tomba-Bernardini-696x660.jpg 696w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/Etruschi.-Piccolo-calderone.-Tomba-Bernardini-1068x1013.jpg 1068w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/Etruschi.-Piccolo-calderone.-Tomba-Bernardini-443x420.jpg 443w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/Etruschi.-Piccolo-calderone.-Tomba-Bernardini.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Alla riapertura sarà terminato e godibile il restyling delle <strong>Sale degli Affreschi</strong>: anche questa sezione ha richiesto un aggiornamento dei pannelli e delle didascalie, per conseguire una maggiore essenzialità di comunicazione e coordinarsi con la nuova immagine grafica del Museo Archeologico. All’interno delle sale, si sono rese necessarie modifiche dovute allo spostamento di alcuni affreschi, da collocare nella futura sezione dedicata alla Scultura campana, al piano terra dell’ala occidentale del Museo, per ricomporre i complessi figurativi di alcuni edifici pubblici di Pompei ed Ercolano. In sostituzione di queste opere, sono stati selezionati dai depositi tre affreschi da Ercolano: nello specifico, due con prospetti architettonici e un altro con il mito Fedra e Ippolito. Per la sala 78, sono stati scelti sei “ritratti”, con espressivi volti di giovani e donne, nonché i busti di Ercole e di Ercole e Onfale.</p>
<p><em>Nelle foto, dall&#8217;alto: 1) l&#8217;intonaco dipinto con Ercole e Onfale, novità nelle selezione degli Affreschi; 2) il piccolo calderone in argento dorato (VII sec. a.C.) da Palestrina- Tomba Bernardini, presente nell&#8217;exxhibit sugli Etruschi</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/en/news/museo-archeologico-riparte-3-percorsi-ticket-a-8-euro/">(Italiano) Il Museo Archeologico riparte: 3 percorsi, ticket a 8 euro e prenotazione obbligatoria</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it/en">Charme</a>.</p>
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		<title>(Italiano) Al Museo Archeologico 200 reperti etruschi mai visti prima</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/en/news/museo-archeologico-200-reperti-etruschi-mai-visti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2020 16:06:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Exhibition]]></category>
		<category><![CDATA[Museums]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Archeologico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sorry, this entry is only available in Italiano. Lunedì 16 marzo al Museo Archeologico Nazionale di Napoli si apre la mostra &#8220;Gli Etruschi e il Mann&#8221;, a cura di Paolo Giulierini e Valentino Nizzo. L&#8217;esposizione resterà aperta sino al 31 ottobre mostrando seicento reperti, di cui almeno duecento opera saranno visibili per la prima volta. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/en/news/museo-archeologico-200-reperti-etruschi-mai-visti/">(Italiano) Al Museo Archeologico 200 reperti etruschi mai visti prima</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it/en">Charme</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-en">Sorry, this entry is only available in <a href="https://www.charmenapoli.it/it/category/arte/feed/" class="qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it" title="Italiano">Italiano</a>.</p>
<p>Lunedì 16 marzo al <strong>Museo Archeologico Nazionale di Napoli</strong> si apre la mostra <strong>&#8220;Gli Etruschi e il Mann&#8221;</strong>, a cura di Paolo Giulierini e Valentino Nizzo. L&#8217;esposizione resterà aperta sino al <strong>31 ottobre</strong> mostrando seicento reperti, di cui almeno duecento opera saranno visibili per la prima volta. L&#8217;exhibit nasce anche dalla rete scientifica stabilita con il <strong>Parco Archeologico di Pompei</strong>, dove è stata ospitata la prima tappa del percorso.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-29626 alignright" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/03/affibbiaglio.-tomba-artiaco-104.cuma_.--300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/03/affibbiaglio.-tomba-artiaco-104.cuma_.--300x200.jpg 300w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/03/affibbiaglio.-tomba-artiaco-104.cuma_.--800x534.jpg 800w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/03/affibbiaglio.-tomba-artiaco-104.cuma_.--768x512.jpg 768w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/03/affibbiaglio.-tomba-artiaco-104.cuma_.--696x464.jpg 696w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/03/affibbiaglio.-tomba-artiaco-104.cuma_.--1068x712.jpg 1068w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/03/affibbiaglio.-tomba-artiaco-104.cuma_.--630x420.jpg 630w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/03/affibbiaglio.-tomba-artiaco-104.cuma_.-.jpg 1180w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />L’esposizione abbraccia un arco temporale di circa sei secoli (X- IV sec. a.C.) e definisce un percorso di indagine che, sulle orme degli Etruschi, cerca di ricostruire le fondamenta storiche di questa popolazione, la cui grandezza derivava anche dal controllo delle risorse di due fertilissime pianure (quella padana nel Nord e quella campana nel Sud). ​<br />
La mostra &#8211; organizzata da Electa &#8211; è arricchita anche da un prestito del <strong>Museo Etrusco di Villa Giulia</strong>: il corredo della celebre Tomba Bernardini di Palestrina che per la prima volta è esposto accanto alla Tomba Artiaco 104, in  una sorta di ideale congiunzione tra l&#8217;area etrusco-laziale e quella campana. </p>
<p><em>Nelle foto: l&#8217;affibbiaglio a spranghe (VIII sec. a.C., Tomba di Artiaco 104) e in alto l&#8217;affibbiaglio dalla Tomba Bernardini di Palestrina (VII sec. a. C.)</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/en/news/museo-archeologico-200-reperti-etruschi-mai-visti/">(Italiano) Al Museo Archeologico 200 reperti etruschi mai visti prima</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it/en">Charme</a>.</p>
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		<title>(Italiano) Il Museo Archeologico riapre la sezione Preistoria e Protostoria con 3 mila reperti</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/en/news/museo-archeologico-preistoria-protostoria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Feb 2020 15:54:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Museums]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Archeologico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sorry, this entry is only available in Italiano. La sezione Preistoria e Protostoria del Museo Archeologico Nazionale di Napoli era chiusa da oltre vent’anni. Otto sale, tre livelli, oltre mille metri quadrati di esposizione permanente. Dal Paleolitico Inferiore all’Età del Ferro. Il racconto di 450 mila anni fa. Il Museo Archeologico riapre la sezione Preistoria [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/en/news/museo-archeologico-preistoria-protostoria/">(Italiano) Il Museo Archeologico riapre la sezione Preistoria e Protostoria con 3 mila reperti</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it/en">Charme</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-en">Sorry, this entry is only available in <a href="https://www.charmenapoli.it/it/category/arte/feed/" class="qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it" title="Italiano">Italiano</a>.</p>
<h4>La sezione Preistoria e Protostoria del Museo Archeologico Nazionale di Napoli era chiusa da oltre vent’anni. Otto sale, tre livelli, oltre mille metri quadrati di esposizione permanente. Dal Paleolitico Inferiore all’Età del Ferro. Il racconto di 450 mila anni fa.</h4>
<p>Il Museo Archeologico riapre la sezione Preistoria e Protostoria con 3 mila reperti, di cui nuovi manufatti in mostra . Tre livelli per seguire le grandi tappe della vita dell’uomo, dalla <strong>Preistoria</strong> alla <strong>Protostoria</strong>: si procede a ritroso, partendo dal piano più alto, che racchiude i reperti dal Paleolitico Inferiore all’Eneolitico; si passa attraverso uno spazio intermedio, che racconta l’Età del Bronzo; allo “stadio” ancora più basso, focus espositivo sull’Età del Bronzo medio e finale e sulla prima Età del Ferro.</p>
<p>La riapertura della sezione “Preistoria e Protostoria”, non più fruibile nel Museo Archeologico<br />
Nazionale di Napoli dalla fine del secolo scorso, è un viaggio in cui i millenni appaiono come piccole tessere di un mosaico: il trascorrere di un amplissimo lasso temporale, da 450mila anni fa sino al VII sec. a.C., è scandito da circa 3.000 reperti, che testimoniano le evoluzioni dell’intelligenza e, dunque, dell’abilità umana in otto sale, per un’esposizione permanente di oltre 1.000 mq: gli ambienti che ospitano la sezione restano quelli dell’allestimento del 1995. Dalla Preistoria e Protostoria si dipanerà, poi, l’itinerario che porterà all’inaugurazione della sezione su Cuma (dicembre 2021) ed a quella su<br />
Neapolis (dicembre 2022).</p>
<p>&#8220;Un racconto nuovo per il cammino più antico dell’uomo &#8211; commenta il direttore del Mann, <strong>Paolo Giulierini</strong> -: con la riapertura della sezione Preistoria e Protostoria ritroviamo, dopo un quarto di secolo, il senso di una collezione identitaria del nostro Museo. Grazie ad un imponente e meticoloso lavoro di riallestimento e valorizzazione dei preziosi reperti campani e meridionali, per il visitatore da oggi sarà più facile orientarsi tra le ere, comprendere l’evoluzione umana ma anche approfondire la conoscenza del nostro territorio e immaginare quando nel Paleolitico, per fare solo un esempio, l’isola di Capri, tutt’uno con la terra, era abitata da ippopotami e rinoceronti. Quella della Preistoria vogliamo sia una sezione viva: dal prossimo aprile, ospiterà la sua prima mostra site specific, dedicata al maestro del fumetto francese <strong>Moebius</strong>, in collaborazione con <strong>Comicon</strong>. Perché, così come nell’arte (da Cézanne a Pablo Picasso a Paul Klee, da Joan Miró fino a Keith Haring), c’è tanta preistoria anche nella cultura contemporanea e nel nostro immaginario ‘pop’. Basti pensare alla scena iniziale di ‘2001 Odissea nello spazio’ di Stanley Kubrik, all’osso scagliato dall’ominide primitivo sulle note di Also sprach Zarathustra; all’uomo del futuro di Breadbury che, escursionista nella preistoria, provoca l’effetto farfalla; e ancora, ai cartoon della nostra infanzia, dagli Antenati all’Era Glaciale e i Croods, ma anche al ‘Il più grande uomo scimmia del Pleistocene’ di Roy Lewis, e a tanto cinema da ‘Nel mondo perduto’ a ‘Jurassik park’. Ad ognuno quindi le sue suggestioni &#8211; conclude Giulierini -, con l’ invito per il pubblico di ogni età a ritrovarle e a riflettere sulle origini dell’uomo in percorso scientifico chiaro e coinvolgente. La storia prima della storia torna quindi nelle sale del Museo Archeologico di Napoli e ad accompagnare questa tappa importante nella sua crescita continua fino al 31 maggio, in esclusiva italiana, l’exhibition <strong>Lascaux 3.0</strong>”.</p>
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		<title>Gesù Nuovo Church is the most beloved basilica in Naples, battered by legends, enhanced by the Baroque</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2020 18:20:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Churches]]></category>
		<category><![CDATA[Routes]]></category>
		<category><![CDATA[Centro storico di Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa del Gesù Nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[itinerari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gesù Nuovo building was born as the home of the unfortunate Sanseverino family, the Jesuit Fathers bought the building to transform it into a church thanks to the donations of Isabella Feltre della Rovere. Among the most visited places of worship, it houses the chapel dedicated to the doctor Giuseppe Moscati, sanctified in 1987 Among [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4><em>Gesù Nuovo building was born as the home of the unfortunate Sanseverino family, the Jesuit Fathers bought the building to transform it into a church thanks to the donations of Isabella Feltre della Rovere. Among the most visited places of worship, it houses the chapel dedicated to the doctor Giuseppe Moscati, sanctified in 1987</em></h4>
<p>Among the five hundred and more churches in Naples, the church of Gesù Nuovo, in the middle of Spaccanapoli, is among the most loved and frequented by the Neapolitans. Its façade, which was printed on ten thousand old Italian lira papers, is one of the very rare examples of diamond point ashlar, an architectural technique used to give majesty to the building.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-29586 alignright" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/02/deicimila-lire-con-bugnato-Chiesa-del-Gesù-Nuovo-in-piazza-del-Gesù-281x300.jpg" alt="" width="175" height="186" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/02/deicimila-lire-con-bugnato-Chiesa-del-Gesù-Nuovo-in-piazza-del-Gesù-281x300.jpg 281w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/02/deicimila-lire-con-bugnato-Chiesa-del-Gesù-Nuovo-in-piazza-del-Gesù-394x420.jpg 394w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/02/deicimila-lire-con-bugnato-Chiesa-del-Gesù-Nuovo-in-piazza-del-Gesù.jpg 640w" sizes="(max-width: 175px) 100vw, 175px" />But the facade of the Gesù Nuovo has a very particular story to tell. Its ashlars, wanted by Novello da San Lucano, have strange signs carved in the piperno extracted from the quarries of Soccavo. For years, these markings have been believed to be alchemical symbols that quarrymen would imprint on the stone to provide positive energy. A legend, perhaps developed in the 1700s, when alchemy was popular in Naples, wants that during the construction of Palazzo Sanseverino the marked stones were placed on the façade in the wrong order, causing an effect contrary to that desired by the quarrymen. The positive energy turned into negative energy. This is why, according to this belief, the misfortunes of the Sanseverino family and all the collapses, fires and other vicissitudes of the Church of the Gesù Nuovo over the centuries happened.</p>
<p>This is the legend. Then, in 2010, the art historian Vincenzo De Pasquale discovered that the symbols were nothing more than letters of the Aramaic alphabet, the language spoken by Jesus. With the help of the Hungarian musicologists Csar Dors and Lòrnt Réz, he came to the conclusion that the imposing facade of the church was none other than a great musical score of Gregorian chants. After that study, the letters were turned into music and the songs hidden there, for over five hundred years, were played and recorded on a CD, but there are still those who, among the experts of occultism, want read only alchemical symbols in the facade of the Gesù Nuovo.</p>
<p>The church of Gesù Nuovo, also referred to as the Trinità Maggiore, is perhaps the most explicit example of the particular Neapolitan baroque, even if the origins of the basilica are older than that artistic period and date back to 1470, when the architect Novello da San Lucano built, in the space now occupied by the church, the sumptuous Neapolitan residence of the Prince of Salerno, Roberto Sanseverino.</p>
<p>That was the period in which the artistic and cultural ties between Naples and Florence were particularly close and Renaissance influences began to make their way into the Neapolitan area.</p>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-29585 aligncenter" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/02/Chiesa_del_Gesù_Nuovo_Napoli-6-300x200.jpg" alt="" width="423" height="282" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/02/Chiesa_del_Gesù_Nuovo_Napoli-6-300x200.jpg 300w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/02/Chiesa_del_Gesù_Nuovo_Napoli-6-630x420.jpg 630w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/02/Chiesa_del_Gesù_Nuovo_Napoli-6.jpg 640w" sizes="(max-width: 423px) 100vw, 423px" />The story goes that the Sanseverino family&#8217;s assets were seized and sequestered several times, for a series of events related to the conspiracy of the barons and to heinous made of blood. The last to have possession, but also to lose them permanently, was Ferrante Sanseverino, who died in poverty, during his exile in France, in Orange, in 1568. All the family assets, including the palace in Piazza del Gesù, became part of the treasury and were sold to various families of the Neapolitan nobility. The Jesuit Fathers, however, obtained from Philip II the preference in buying the building of Piazza del Gesù to transform it into the church around which to build the Parthenopean Jesuit insula.</p>
<p>In 1551, it was the founder of the Society of Jesus, Saint Ignatius of Loyola, under the pressure of  Pope Julius II, who sent twelve confreres to Naples to found the Neapolitan Province of the Society of Jesus. After the initial difficulties, the Jesuit patrol succeeded in doing a good job, also acquiring the buildings surrounding Palazzo Sanseverino and realizing, besides the Church, also the school, which took the name of Neapolitan College, and the so-called Casa Professa, a place destined for the care of the souls of the faithful. The church designed by the able Jesuit architect Father Giuseppe Valeriano, was called Gesù Nuovo to distinguish it from another city temple dedicated to Christ, the Church of the Gesù, later destroyed by fire and rebuilt from scratch.</p>
<p>The Neapolitan noblewoman, wife of Bernardino Sanseverino of Bisignano, Isabella Feltre della Rovere, who was in fact considered by the Jesuits to be the founder of the Basilica, paid a large part of the huge capital required for the construction of the Church.</p>
<p>Impressive is the large quantity of precious marbles, statues, decorations, frescoes and paintings that were added throughout the 1600s to the already majestic interiors of the Gesù Nuovo, with the involvement of the best artists of the time. Cosimo Fanzago shaped a large part of the structure, his work lasted just under sixty years; Francesco Solimena contributed with his gigantic fresco on the counter-façade which depicts the expulsion of Elidoro from the Temple. But in the realization of the New Jesus, as we see it today, took part artists like Giovanni Merliano da Nola, Belisario Corenzio, Paolo De Matteis, Massimo Stanzione, Luca Giordano, Pietro Bernini, Fabrizio Santafede, Jusepe de Ribera, nicknamed Spagnoletto, Giovan Bernardino Azzolino and others, up to the artists who, in 1854, created the splendid high altar, in the center of which stands the colossal statue of the Virgin, which rests on a large globe of blue color and is surrounded by six columns of alabaster, work by Antonio Busciolano. The latter was a pupil of Tito Angelini and author of numerous sculptures in the churches and squares of Naples.</p>
<p>On several occasions, over the years, the Jesuits have lost the guidance and control of the Church of Gesù Nuovo. In 1776 when the Minister of State of Ferdinand IV, Bernardo Tanucci banned the Society of Jesus from the Kingdom of Naples, the Basilica was entrusted to the Reformed Franciscans, who changed its name to Greater Trinity. For this reason, the road from Piazza del Gesù to Via Medina is still called Calata Trinità Maggiore. Shortly after their entry, the Franciscans left the church due to the collapse of the central dome and the cult building remained closed for about thirty years. Then, it was entrusted to the Friars Minimi and only in 1821 it returned to the possession of the Jesuits who, obviously, call it back Church of the Gesù Nuovo. Even today, however, after some two hundred years, many Neapolitans continue to call it Basilica of the Greater Trinity.</p>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-29587 aligncenter" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/02/Chiesa_del_Gesù_Nuovo_Napoli-Giuseppe-Moscati-5-300x200.jpg" alt="" width="413" height="275" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/02/Chiesa_del_Gesù_Nuovo_Napoli-Giuseppe-Moscati-5-300x200.jpg 300w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/02/Chiesa_del_Gesù_Nuovo_Napoli-Giuseppe-Moscati-5-630x420.jpg 630w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/02/Chiesa_del_Gesù_Nuovo_Napoli-Giuseppe-Moscati-5.jpg 640w" sizes="(max-width: 413px) 100vw, 413px" />The second chapel on the right of the Church, called the Visitazione, is particularly dear to the Neapolitans, because it is dedicated to the doctor San Giuseppe Moscati. On the altar there is a painting by Massimo Stanzione on the Visitation, and the polychrome marble decorations are by Cosimo Fanzago. In the dome on the opposite bay, it is possible to see what remains of some frescoes by Luca Giordano. The angels in the niches are made by Andrea Falcone.</p>
<p>But what recalls a large crowd of faithful, not only Neapolitans, are the tomb and the bronze statue of the doctor Giuseppe Moscati, proclaimed Blessed and then Saint by Pope John Paul II on 25 October 1987. Many are the miracles that the Church attributes to him, but many more are the testimonies of prodigious healings of his patients, cured in his study of Via Cisterna dell’ Olio, a hundred meters from the Basilica of the Gesù Nuovo. It was in this church that the Holy Doctor spent hours praying every morning, before starting his work. The chapel dedicated to him, the statue and the small museum with a series of photographs, personal objects and the precise reconstruction of his study, with the chair on which he died on April 12, 1927, are there not only for a case. People walk through Spaccanapoli making a stop in the chapel of Giuseppe Moscati to kiss the hand to his bronze statue and many slip cards with requests for graces for sick people under the other hand, which is next to his chest.</p>
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		<title>(Italiano) La paleolitica Grotta di Lascaux si visita al Museo Archeologico di Napoli</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Jan 2020 16:57:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sorry, this entry is only available in Italiano. Vivere l&#8217;era paleolitica grazie alla tecnologia in un&#8217;appassionante ritorno a un passato lontano 20 mila anni: al Museo Archeologico Nazionale di Napoli si è aperta l&#8217;esposizione internazionale “Lascaux 3.0”, che permette di scoprire il famoso complesso della Grotta di Lascaux,  un tesoro artistico risalente al Paleolitico superiore. [&#8230;]</p>
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<p>Vivere l&#8217;era paleolitica grazie alla tecnologia in un&#8217;appassionante ritorno a un passato lontano 20 mila anni: al <strong>Museo Archeologico Nazionale di Napoli</strong> si è aperta l&#8217;esposizione internazionale “<strong>Lascaux 3.0</strong>”, che permette di scoprire il famoso complesso della <strong>Grotta di Lascaux</strong>,  un tesoro artistico risalente al Paleolitico superiore. Essendo il sito preistorico interdetto alle visite dal 1963, è quindi fruibile soltanto attraverso la ricostruzione limitrofa al complesso e attraverso la versione espositiva  &#8211; itinerante nel mondo &#8211; che è quella in mostra al Mann, per la prima volta in Italia, fino al 31 maggio.</p>
<p>L&#8217;exhibit su Lascaux si collega al restyling della collezione del Mann su <strong>Preistoria e Protostoria</strong>, sezione che riaprirà al pubblico il 28 febbraio 2020. Nell&#8217;allestimento permanente del Museo Archeologico saranno restituiti alla fruizione circa 3 mila reperti, anche esposti per la prima volta dai depositi e presentati, nelle sale adiacenti alla Meridiana, in un percorso dal Paleolitico inferiore all&#8217;Età del Ferro.</p>
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		<title>(Italiano) Al Palazzo Reale di Napoli, intrecci di culture nelle grandi opere di Nagasawa</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/en/news/palazzo-reale-di-napoli-nagasawa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Dec 2019 12:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Exhibition]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sorry, this entry is only available in Italiano. A Palazzo Reale di Napoli si apre giovedì 12 dicembre e resterà aperta fino al 10 marzo 2020 o la mostra Hidetoshi Nagasawa. Sotto il cielo e sopra la terra, curata da Anna Imponente, direttore del Polo museale della Campania, realizzata con Paolo Mascilli Migliorini, direttore di [&#8230;]</p>
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<p>A <strong>Palazzo Reale di Napoli</strong> si apre giovedì 12 dicembre e resterà aperta fino al 10 marzo 2020 o la mostra <strong><em>Hidetoshi Nagasawa. Sotto il cielo e sopra la terra</em></strong>, curata da <strong>Anna Imponente</strong>, direttore del Polo museale della Campania, realizzata con <strong>Paolo Mascilli Migliorini</strong>, direttore di Palazzo Reale in collaborazione con la <strong>Fondazione CAMUSAC-Cassino Museo D’Arte Contemporanea di Cassino</strong>, diretta da <strong>Bruno Corà</strong>, con il contributo di <strong>Ryoma Nagasawa</strong>.</p>
<p>Dopo l’installazione dello scorso anno di <strong>Uemon Ikeda</strong>, che con il suo fragile filo rosso creò una struttura aerea che ha avviluppato l’architettura dell’edificio, il <strong>Palazzo Reale di Napoli</strong> incontra nuovamente l’arte orientale con una mostra dedicata al grande artista giapponese <strong>Hidetoshi Nagasawa</strong> (Tonei, Manciuria, 1940 – Ponderano, Biella, 2018). Scultore tra i più noti a livello internazionale, l’artista arrivò in Italia in bicicletta a ventisette anni, dove ha trascorso il resto della sua vita.</p>
<figure id="attachment_29501" aria-describedby="caption-attachment-29501" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-29501" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/12/Palazzo-Reale-di-Napoli_Nagasawa-19-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/12/Palazzo-Reale-di-Napoli_Nagasawa-19-300x200.jpg 300w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/12/Palazzo-Reale-di-Napoli_Nagasawa-19.jpg 425w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-29501" class="wp-caption-text">Hidetoshi Nagasawa_Pozzo nel cielo, 1999 &#8211; 2014, ferro e marmo (ph. Alessandra Cardone e Luciano Basagni © Polo museale della Campania)</figcaption></figure>
<p>Nagasawa ha saputo far dialogare la cultura occidentale e quella orientale, fin da quel viaggio di iniziazione in bici durato un anno e mezzo che intraprese nel 1966 dal Giappone all’Italia, attraverso l’Asia, la Turchia, passando per Brindisi, fino a Milano. L’esperienza del viaggio è stata per Nagasawa il fulcro artistico e filosofico delle sue creazioni e ponte tra culture.</p>
<p>L’esposizione di Palazzo Reale porta all’attenzione  la capacità di Nagasawa di creare opere in armonia con il tutto, in cui l’idea di sospensione e il senso di galleggiamento nello spazio acquisiscono centralità. La curatrice Anna Imponente illustra come “le installazioni di Nagasawa calate nell&#8217;architettura razionale delle forme geometriche tardo manieriste di Palazzo Reale esprimano, in opposizione, il concetto estetico e filosofico del “Ma”, l’intervallo dello spazio “vuoto” tra più elementi strutturali, in posizioni indefinite e sospese.”</p>
<figure id="attachment_29503" aria-describedby="caption-attachment-29503" style="width: 226px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-29503" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/12/Palazzo-Reale-di-Napoli-226x300.jpg" alt="" width="226" height="300" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/12/Palazzo-Reale-di-Napoli-226x300.jpg 226w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/12/Palazzo-Reale-di-Napoli-316x420.jpg 316w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/12/Palazzo-Reale-di-Napoli.jpg 320w" sizes="(max-width: 226px) 100vw, 226px" /><figcaption id="caption-attachment-29503" class="wp-caption-text">Hidetoshi Nagasawa_<br />
Groviglio di quanta, 2014<br />
ferro e marmo (ph. Alessandra Cardone e Luciano Basagni © Polo museale della Campania)</figcaption></figure>
<p>Il principio antigravitazionale è evidente nelle grandi sculture esposte: nella corte d’onore, il maestoso <strong><em>Pozzo nel cielo</em></strong>; <strong><em>Barca</em></strong><em>, </em>di ottone e carta che si aggrappa alle pareti dello Scalone monumentale di accesso; il <strong><em>Groviglio di quanta </em></strong>e  <strong><em>Matteo Ricci</em></strong><em>, </em>composta da otto elementi in marmo di Carrara e acciaio adagiati a terra sono opere in cui il ferro e il marmo creano un gioco di incastri apparentemente vacillanti. Le installazioni si appoggiano con improbabili equilibri, che abitano lo spazio con forza e leggerezza e in cui la solidità dei materiali e la geometria caotica delle forme si contrappongono agli spazi dell’edificio.</p>
<p>In mostra anche una selezione di opere grafiche in cera e carboncino che configurano galassie e paesaggi, e riecheggiano dell’idea di uno spazio delimitato e concluso tipico dei giardini orientali.</p>
<p>Il catalogo di Graus Editore (Napoli), propone i testi di <strong>Bruno Corà</strong>, presidente Fondazione Burri, <strong>Anna Imponente</strong>, direttore del Polo museale della Campania e curatrice della mostra, <strong>Eloisa Saldari</strong>, critico d’arte, e l’introduzione di <strong>Paolo Mascilli Migliorini</strong>, direttore di Palazzo Reale di Napoli.</p>
<p><strong><u>CHI ERA HIDETOSHI NAGASAWA<br />
</u></strong>(Tonei, Manciuria, 1940 – Ponderano, Biella, 2018)</p>
<p>Nato a Tonei, in Manciuria, Hidetoshi Nagasawa è figlio di un medico militare delle truppe imperiali. Sul finire della Seconda Guerra Mondiale, a causa dell’attacco dell’Unione Sovietica, i giapponesi residenti in quella zona sono costretti a fuggire e anche la sua famiglia intraprende un lungo viaggio che segnerà la sua vita come ispirazione della sua filosofia artistica. A Tokyo frequenta il corso di Architettura e Design laureandosi nel 1963, mentre sviluppa un particolare interesse per l’Avanguardia artistica, frequenta gli artisti del famoso gruppo Gutai.</p>
<figure id="attachment_29502" aria-describedby="caption-attachment-29502" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-29502" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/12/Palazzo-Reale-di-Napoli_Nagasawa-3-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/12/Palazzo-Reale-di-Napoli_Nagasawa-3-300x200.jpg 300w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/12/Palazzo-Reale-di-Napoli_Nagasawa-3.jpg 425w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-29502" class="wp-caption-text">Hidetoshi Nagasawa, Matteo Ricci, 2010, acciaio e marmo (ph. Alessandra Cardone e Luciano Basagni © Polo museale della Campania)</figcaption></figure>
<p>A ventisei anni inizia un viaggio in bicicletta durato un anno che dal Giappone lo porterà ad attraversare l’Asia. Arrivato in Grecia si imbarca per raggiungere le coste pugliesi, prosegue per Napoli, Roma, Firenze, Genova e Milano, dove arriva e si stabilisce nel 1967. Entra in contatto con l’ambiente artistico e frequenta Fabro, Trotta, Nigro, Castellani con cui crea un sodalizio lavorativo e allo stesso tempo fonda la “Casa degli Artisti” insieme a Fabro e alla critica militante Jole De Sanna. Dopo una prima attività performativa, dal 1972 si dedica alla scultura che realizza con metalli, marmo e bronzo che accosta e alterna a carta, legno e pietra in un dialogo tra cultura orientale e occidentale.</p>
<p>La scultura di Nagasawa si estende nello spazio, assume dimensioni monumentali, creando dei veri e propri “luoghi” che si riferiscono al tema del viaggio come passaggio tra diverse realtà, oscillanti tra visibile e invisibile. Agli inizi degli anni Ottanta, complice il suo interesse per l’architettura, realizza ambienti in cui anche la componente scultorea è diventata “antigravitazionale” e abbraccia l’idea di sospensione.</p>
<p>Il giardino, elemento peculiare della cultura zen, diventa protagonista della sua ricerca a partire dagli anni Novanta quale luogo di passaggio concluso e di transito, non è soggetto paesaggistico o architettonico, si configura piuttosto come organismo autonomo e vivente capace di stabilire una relazione osmotica con l&#8217;ambiente e il contesto urbano.</p>
<figure id="attachment_29505" aria-describedby="caption-attachment-29505" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-29505" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/12/Hidetoshi-Nagasawa_Palazzo-Reale-di-Napoli-ph-Charme-Napoli-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/12/Hidetoshi-Nagasawa_Palazzo-Reale-di-Napoli-ph-Charme-Napoli-300x225.jpg 300w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/12/Hidetoshi-Nagasawa_Palazzo-Reale-di-Napoli-ph-Charme-Napoli-80x60.jpg 80w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/12/Hidetoshi-Nagasawa_Palazzo-Reale-di-Napoli-ph-Charme-Napoli-265x198.jpg 265w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/12/Hidetoshi-Nagasawa_Palazzo-Reale-di-Napoli-ph-Charme-Napoli-696x522.jpg 696w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/12/Hidetoshi-Nagasawa_Palazzo-Reale-di-Napoli-ph-Charme-Napoli-560x420.jpg 560w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/12/Hidetoshi-Nagasawa_Palazzo-Reale-di-Napoli-ph-Charme-Napoli.jpg 756w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-29505" class="wp-caption-text">Hidetoshi-Nagasawa, mostra a Palazzo Reale di Napol (ph-Charme-Napol)</figcaption></figure>
<p>Riconosciuto come uno dei più importanti artisti giapponesi di fama internazionale ha insegnato presso la Nuova Accademia di Belle Arti -Naba di Milano. È stato invitato a numerose edizioni della Biennale di Venezia (1972, 1976, 1982, 1988) e ha partecipato a Documenta 9 a Kassel (1992) e alla XII Biennale di Scultura di Carrara (2006).</p>
<p>Ha inoltre esposto in mostre personali in Italia, al Padiglione d’arte contemporanea di Milano (1988), alla Galleria Comunale di Bologna (1993), alla Fondazione Mirò di Palma de Majorca (1996), alla Torre Guevara di Ischia (2006) e dal 2010 in Giappone presso il Museum of Modern Art di Saitama e di Kawagoe, il National Museum of Art di Osaka, il Museum of Modern Art di Kamakura e di Hayama e il Nagasaki Prefectural Art Museum.</p>
<p>I suoi lavori figurano in importanti collezioni pubbliche e private negli Stati Uniti, in Belgio e in Giappone, tra cui: Frac, Fontevraud; Solomon R Guggenheim Museum, New York; Middelheim Museum, Anversa; The National Museum of Modern Art, Osaka; Museum of Contemporary Art, Hiroshima; Municipio Adachi-ku, Tokyo; Art Tower, Mito; Contemporary Art center, Mito.</p>
<p><strong><em>Hidetoshi Nagasawa. Sotto il cielo e sopra la terra<br />
</em></strong>dal 12 dicembre 2019 al 10 marzo 2020Palazzo Reale di Napoli – Piazza del Plebiscito 1<br />
INFO: +39 081.5808255 &#8211; <a href="mailto:pm-cam.palazzoreale-na@beniculturali.it">pm-cam.palazzoreale-na@beniculturali.it</a></p>
<p>ORARI: dal giovedì al martedì, dalle ore 9.00 alle ore 20.00 (ultimo ingresso 19.00); mercoledì chiuso<br />
BIGLIETTO: Palazzo Reale e mostra € 6,00</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/en/news/palazzo-reale-di-napoli-nagasawa/">(Italiano) Al Palazzo Reale di Napoli, intrecci di culture nelle grandi opere di Nagasawa</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it/en">Charme</a>.</p>
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		<title>(Italiano) A Palazzo Zevallos la Berlino dell&#8217;arte prima e dopo la caduta del muro</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/en/news/palazzo-zevallos-berlino-prima-e-dopo-il-muro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Oct 2019 14:31:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Exhibition]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Gallerie d'Italia - Palazzo Zevallos Stigliano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sorry, this entry is only available in Italiano. Si inaugura domani 12 ottobre 2019 e resterà aperta fino al 19 gennaio 2020 a Palazzo Zevallos Stigliano, sede museale a Napoli di Intesa Sanpaolo, la mostra Berlin 1989. La pittura in Germania prima e dopo il Muro, a cura di Luca Beatrice. Dopo Le mille luci [&#8230;]</p>
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<p>Si inaugura domani 12 ottobre 2019 e resterà aperta fino al 19 gennaio 2020 a <strong>Palazzo Zevallos Stigliano</strong>, sede museale a Napoli di Intesa Sanpaolo, la mostra<br />
<strong>Berlin 1989. La pittura in Germania prima e dopo il Muro</strong>, a cura di <strong>Luca Beatrice</strong>.<br />
Dopo <a href="https://www.charmenapoli.it/arte/mostre/mille-luci-di-new-york-a-palazzo-zevallos-fino-a-5-novembre/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Le mille luci di New York</strong></a> nel 2017 e<a href="https://www.charmenapoli.it/arte/mostre/palazzo-zevallos-mostra-london-shadow/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong> London Shadow </strong></a>nel 2018, <strong>Berlin 1989</strong> chiude il trittico di mostre che <strong>Gallerie d&#8217;Italia</strong> <strong>Palazzo Zevallos</strong> ha dedicato alle grandi città che, sul finire del ‘900, hanno cambiato la storia dell’arte. In un percorso di 21 opere realizzate tra il 1972 e il 2003, giunte in prestito a Napoli da gallerie e collezioni private italiane, <strong>Berlin 1989</strong> presenta capolavori dei più importanti pittori tedeschi del dopoguerra e tra cui <strong>Georg Baselitz</strong>, <strong>Sigmar Polke</strong>, <strong>Gerhard Richter</strong>, <strong>Anselm Kiefer</strong>, <strong>Albert Oehlen</strong>.</p>
<p>La mostra consente un’immersione nell’energica Berlino di fine Novecento, dove prende vita una pittura che interpreta lo spirito del tempo e usa un linguaggio libero, irruente e dai toni dissonanti, spingendo all’estremo la creatività e il desiderio di rinnovamento.<br />
Annunciato come uno degli anniversari più attesi del 2019, il 9 novembre saranno passati <strong>trent’anni dalla caduta del Muro di Berlino</strong>. Quel simbolo di divisione dell’Europa fu edificato nel 1961. Restò in piedi per ventotto anni, ovvero per un periodo di tempo minore rispetto a quanto ne è passato dalla sua demolizione. Ma da allora, la Storia ha davvero voltato pagina?</p>
<p><strong>Berlin 1989. La pittura in Germania prima e dopo il Muro</strong><br />
Gallerie d’Italia &#8211; <strong>Palazzo Zevallos Stigliano</strong> &#8211; Via Toledo, 185 Napoli<br />
<strong>Apertura al pubblico</strong>: dal 12 ottobre 2019 al 19 gennaio 2020<br />
<strong>Orari:</strong> Da martedì a venerdì dalle 10.00 alle 19.00 (ultimo ingresso ore 18.30)<br />
sabato e domenica dalle 10.00 alle 20.00 (ultimo ingresso ore 19.30)<br />
Chiuso lunedì<br />
<strong>Informazion</strong>i: numero verde 800.454229 &#8211; info@palazzozevallos.com- <a href="http://www.gallerieditalia.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.gallerieditalia.com</a><br />
<strong>Biglietti:</strong> intero 5 euro, ridotto 3 euro.</p>
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		<title>(Italiano) Al Museo Archeologico si cammina coi calzari ai piedi sui mosaici della Magna Grecia</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/en/news/museo-archeologico-napoli-si-cammina-sui-mosaici-magna-grecia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jul 2019 18:19:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Museums]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Canova]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Archeologico]]></category>
		<category><![CDATA[storia della Magna Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[visitare napoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sorry, this entry is only available in Italiano. Dopo oltre 20 anni, l&#8217;11 luglio scorso il Museo Archeologico di Napoli ha finalmente riaperto al pubblico in modo permanente l&#8217;area espositiva dedicata alla Magna Grecia. Chiusa dal 1996, la collezione rappresenta un unicum nel panorama museale internazionale: oltre 400 opere testimoniano le caratteristiche insediative, le strutture [&#8230;]</p>
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<p>Dopo oltre 20 anni, l&#8217;11 luglio scorso il <strong>Museo Archeologico di Napoli</strong> ha finalmente riaperto al pubblico in modo permanente l&#8217;area espositiva dedicata alla <strong>Magna Grecia</strong>. Chiusa dal 1996, la collezione rappresenta un unicum nel panorama museale internazionale: oltre 400 opere testimoniano le caratteristiche insediative, le strutture sociopolitiche, il retroterra religioso ed artistico nella Campania di epoca preromana. per ricchezza ed antichità del patrimonio archeologico. Tutti i reperti, dal Settecento ai primi decenni del Novecento furono convogliati nell’allora Real Museo Borbonico tramite acquisti e donazioni.</p>
<p>“Restituiamo al <strong>Museo Archeologico Nazionale</strong> <strong>di Napoli</strong> una parte fondamentale della sua identità &#8211; ha affermato il direttore <strong>Paolo Giulierini</strong> &#8211; la collezione Magna Grecia, tra le più ricche e celebri al mondo. Nelle sale del primo piano che ospitano il <a href="https://www.museoarcheologiconapoli.it/it/2019/07/collezione-magna-grecia-al-mann/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>percorso espositivo</strong></a>, &#8211; promette ancora Giulierini &#8211; un’esperienza unica attende il visitatore, che può  ‘passeggiare nella storia’, camminando, con le opportune precauzioni, sui magnifici pavimenti a mosaico provenienti da Villa dei Papiri di Ercolano, da edifici di Pompei, Stabiae, dalla villa imperiale di Capri, finalmente recuperati&#8221;. Al Mann sottolineano che la pavimentazione a mosaico delle sale che ospitano la collezione necessita di alcune precauzioni nella fruizione, tra cui l’utilizzo di apposite calzature (al costo di 1,50 euro) e l’ingresso regolamentato negli spazi espositivi.</p>
<p><strong><img decoding="async" class="size-medium wp-image-29369 alignleft" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Elmo_di_tipo_corinzio-217x300.jpg" alt="" width="217" height="300" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Elmo_di_tipo_corinzio-217x300.jpg 217w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Elmo_di_tipo_corinzio-580x800.jpg 580w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Elmo_di_tipo_corinzio-304x420.jpg 304w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Elmo_di_tipo_corinzio.jpg 673w" sizes="(max-width: 217px) 100vw, 217px" />Ecco le regole per accedere alla sezione Magna Grecia<em>:<br />
</em></strong><em>&#8211; </em>Turni di ingresso di 40 persone ogni 20 minuti a partire dalle 9:00, fino a chiusura della sezione<br />
&#8211; Per accedere alla sezione è fatto obbligo a tutti di indossare gli appositi copri-scarpe distribuiti all’ingresso della sezione, al fine di tutelare la pavimentazione musiva originale.<br />
– A partire dal 22 Luglio 2019, si applica un costo di € 1,50 a persona (indipendentemente dalle agevolazioni previste sull’acquisto del biglietto di ingresso al museo) come contributo dovuto per la manutenzione e pulizia delle superfici musive<br />
– Il turno di ingresso è acquistabile presso la biglietteria del Mann al momento dell’acquisto del biglietto del museo o anche successivamente, a seconda della disponibilità residua<br />
– Il turno di ingresso alla sezione <em>Magna Grecia</em> è pre-acquistabile anche <em>on-line</em> sul sito <a href="http://www.museoarcheologiconapoli.it/">museoarcheologiconapoli.it</a> o telefonando allo 06 399 67 050<br />
– E’ possibile accedere alla sezione <em>Magna Grecia </em>una sola volta per turno di ingresso.<br />
– I copri-scarpe vanno lasciati all’uscita della sezione, nell’apposito contenitore.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-29366 alignright" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Cratere_volute_Ruvo-229x300.jpg" alt="" width="229" height="300" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Cratere_volute_Ruvo-229x300.jpg 229w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Cratere_volute_Ruvo-321x420.jpg 321w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Cratere_volute_Ruvo.jpg 567w" sizes="(max-width: 229px) 100vw, 229px" />Nel viaggio a ritroso nella storia, dall’VIII sec. a. C. sino alla conquista romana, è così ricostruito al Mann il  mosaico che definì l’identità culturale della Magna Grecia: si parte con alcune sepolture da Pithekoussai (Ischia) e Cuma (databili tra la seconda metà dell’VIII e gli inizi del VII sec. a. C.) per testimoniare le fasi più remote della “colonizzazione” greca del Sud Italia.</p>
<p>Tra i capolavori esposti spiccano la suggestiva e coloratissima opera d’arte del fregio in terracotta con lotta tra Eracle e il mostro marino Nereo e le Tavole di Eraclea.  Si tratta di una grandiosa iscrizione (rinvenuta nel 1732), che segnò una tappa fondamentale nella scoperta della Magna Grecia, affascinando il Settecento riformatore e illuminista per aver fissato nel bronzo il dettagliato resoconto dei lavori pubblici legati al riordino di alcuni terreni di proprietà religiosa.</p>
<p>Nella terza sala, si affronta il tema del significato ideologico del banchetto. È ricostruito, così, un convivio tra VI e V sec. a.C.: i vasi attici figurati riflettono un rituale consolidato per cui ogni recipiente (crateri, anfore, coppe, vasellame in bronzo) assumeva una funzione specifica.</p>
<p>Tra i maggiori acquisti che il governo borbonico riuscì ad assicurare al Museo, spiccano le coppie di frontali e pettorali per cavalli, provenienti da una sepoltura ruvestina di un cavaliere di rango principesco, così come i due crateri a mascheroni apuli dall’Ipogeo del Vaso di Dario di Canosa, vasi colossali la cui unica funzione doveva essere quella di costosissimi status symbol.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-29367 alignleft" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Tomba_danzatrici_Ruvo-300x221.jpg" alt="" width="300" height="221" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Tomba_danzatrici_Ruvo-300x221.jpg 300w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Tomba_danzatrici_Ruvo-80x60.jpg 80w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Tomba_danzatrici_Ruvo-696x513.jpg 696w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Tomba_danzatrici_Ruvo-570x420.jpg 570w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Tomba_danzatrici_Ruvo.jpg 731w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Raffinate testimonianze della moda del tempo sono le oreficerie esposte: collane, bracciali, orecchini e altri gioielli documentano così i preziosi ornamenti indossati per ostentare la propria appartenenza sociale. In questa stessa sala, si trova lo straordinario Cratere di Altamura (metà IV sec. a.C.), uno dei più monumentali vasi apuli pervenuti dall’antichità. L’opera, recentemente restaurata dallo staff del <strong>Getty Museum</strong>, è decorata da una rara ed emblematica raffigurazione del mondo degli Inferi con la dimora di Ade e Persefone, insieme a numerosi personaggi mitologici legati all’aldilà.</p>
<p>Tra le opere inserite nel percorso espositivo del Museo Archeologico, è da ricordare l’Hydria Vivenzio, uno dei vasi più celebri che il mondo antico abbia restituito. Acquistata nel 1818 per l’allora incredibile cifra di 10.000 ducati (una quantità d’oro corrispondente a circa 170.000 euro), l’opera è attribuita al Pittore di Kleophrades (490-480 a.C.). Sulla spalla del vaso si succedono in circolo scene della presa di Troia (tra cui lo stupro di Cassandra e la sanguinosa morte di Priamo), capaci di affascinare i moderni per il contrasto tra l’armonia compositiva e la violenza nella resa dei dettagli.</p>
<p></p>
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		<title>(Italiano) Corto Maltese : un viaggio straordinario</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/en/news/corto-maltese-un-viaggio-straordinario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Apr 2019 20:52:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[Events]]></category>
		<category><![CDATA[Exhibition]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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<figure id="attachment_29143" aria-describedby="caption-attachment-29143" style="width: 183px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class=" wp-image-29143" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122502-e1556136740787-294x300.jpg" alt="Corto Maltese - MANN - Comicon 2019 - ph. Elisabetta Pagliarulo" width="183" height="187" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122502-e1556136740787-294x300.jpg 294w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122502-e1556136740787-768x785.jpg 768w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122502-e1556136740787-783x800.jpg 783w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122502-e1556136740787-356x364.jpg 356w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122502-e1556136740787-696x711.jpg 696w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122502-e1556136740787-1068x1091.jpg 1068w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122502-e1556136740787-411x420.jpg 411w" sizes="(max-width: 183px) 100vw, 183px" /><figcaption id="caption-attachment-29143" class="wp-caption-text">Corto Maltese &#8211; MANN &#8211; Comicon 2019 &#8211; ph. Elisabetta Pagliarulo</figcaption></figure>
<p>Il misterioso ed affascinante marinaio nato dalla penna di <strong>Hugo Pratt</strong> approda al <strong>Museo archeologico nazionale di Napoli</strong> in una mostra, dedicata al maestro del fumetto, intitolata <strong>Corto maltese: un viaggio straordinario</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;esposizione è organizzata da <strong>COMICON</strong> in sinergia con <strong>Patrizia Zanotti</strong> (disegnatrice, ha iniziato a lavorare con Hugo Pratt a 17 anni) Managing Director di <strong>CONG</strong> ed è inserita nell&#8217;ambito del progetto <strong>OBVIA</strong> (Out Of Boundaries Viral Art Dissemination) dell’Università di Napoli Federico II per il <strong>Museo archeologico nazionale di Napoli</strong>.</p>
<p>Patrocinata dal <strong>Comune di Napoli</strong> e realizzata in collaborazione con <strong>Rizzoli Lizard,</strong> la mostra ospita circa 100 pezzi tra schizzi, tavole, fotografie e ingrandimenti, un viaggio straordinario nel mondo di questo solitario e ramingo personaggio.</p>
<figure id="attachment_29147" aria-describedby="caption-attachment-29147" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-29147" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122553-e1556137543955-300x228.jpg" alt="Corto Maltese - MANN - Comicon 2019 - ph. Elisabetta Pagliarulo" width="300" height="228" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122553-e1556137543955-300x228.jpg 300w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122553-e1556137543955-768x583.jpg 768w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122553-e1556137543955-800x608.jpg 800w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122553-e1556137543955-80x60.jpg 80w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122553-e1556137543955-696x529.jpg 696w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122553-e1556137543955-1068x811.jpg 1068w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122553-e1556137543955-553x420.jpg 553w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-29147" class="wp-caption-text">Corto Maltese &#8211; MANN &#8211; Comicon 2019 &#8211; ph. Elisabetta Pagliarulo</figcaption></figure>
<p>L&#8217;esposizione è il risultato della felice e proficua collaborazione tra <strong>Museo archeologico</strong> e <strong>COMICON</strong> con l&#8217;obbiettivo di stabilire un’interazione e un dialogo tra l’archeologia e nuove forme artistiche, capaci di intercettare le passioni ed i gusti dei più giovani. Non a caso lo spazio espositivo che ospita la mostra si trova nella sezione archeologica del porto, quale posto migliore per un marinaio?</p>
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<p>“<em>Aspettando Thalassa non potevamo trovare miglior compagnia di Corto Maltese!  Si rinnova con una originale mostra dedicata al personaggio cult di Hugo Pratt, pensata  per il <strong>MANN</strong> e per Napoli, la stimolante collaborazione tra il Museo e <strong>COMICON</strong>, nel solco del progetto Obvia, ovvero della contaminazione tra arti e linguaggi, tra antico e contemporaneo.   L’esposizione, la prima così completa che la città dedica a uno dei più grandi fumettisti mondiali e alla sua graphic novel dallo spessore letterario, fa parte di un percorso di eventi, tra il MANN e i Campi Flegrei, verso  «Thalassa. Mare, mito, storia ed archeologia». Dal 25 settembre 2019 al marzo 2020 nel <strong>salone della Meridiana</strong> saranno allestite le meraviglie dell’archeologia subacquea del Mediterraneo conservate nei più importanti musei del mondo, in  otto sezioni: Il sacro, il mito, la guerra, il commercio, l’esplorazione e navigazione, la vita di bordo, l’otium, le risorse. ‘Un viaggio straordinario’ sta per iniziare!”</em> – <strong>dichiara il Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Paolo Giulierini.</strong></p>
<figure id="attachment_29144" aria-describedby="caption-attachment-29144" style="width: 234px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-29144" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122927-e1556136797820-234x300.jpg" alt="Corto Maltese - MANN - Comicon 2019 - ph. Elisabetta Pagliarulo" width="234" height="300" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122927-e1556136797820-234x300.jpg 234w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122927-e1556136797820-768x983.jpg 768w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122927-e1556136797820-625x800.jpg 625w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122927-e1556136797820-696x891.jpg 696w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122927-e1556136797820-1068x1367.jpg 1068w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_122927-e1556136797820-328x420.jpg 328w" sizes="(max-width: 234px) 100vw, 234px" /><figcaption id="caption-attachment-29144" class="wp-caption-text">Corto Maltese &#8211; MANN &#8211; Comicon 2019 &#8211; ph. Elisabetta Pagliarulo</figcaption></figure>
<p><strong>Claudio Curcio, Direttore Generale COMICON</strong>: <em>“Dopo aver festeggiato l’anno scorso il traguardo importante dei (primi) vent’anni di COMICON, con l’edizione 2019 del nostro Festival volevamo cominciare una nuova avventura, forti dell’esperienza accumulata e orgogliosi del lavoro svolto finora. È per questo che siamo particolarmente fieri di poter finalmente lavorare con uno dei più grandi e celebrati autori italiani del Fumetto, un autore, <strong>Hugo Pratt</strong>, che ancora non avevamo avuto la possibilità di presentare al pubblico di <strong>COMICON</strong> e di Napoli e il cui lavoro mancava nella nostra città dagli anni novanta. Un progetto importante e impegnativo, che ci vede tutti fortemente coinvolti e per cui ringraziamo <strong>CONG</strong>, che ha gentilmente concesso i diritti, e il <strong>Museo Archeologico Nazionale </strong></em><em><strong>di Napoli</strong>, che ha accettato con entusiasmo di ospitare la mostra dedicata a Corto Maltese e al suo creatore. Un Viaggio Straordinario, quello che accompagnerà i visitatori in più di quattro mesi di esposizione e che inaugurerà ufficialmente la ventunesima edizione del nostro Festival il 24 aprile. Non potevamo sperare di cominciare meglio questa nuova avventura, verso altri venti anni di <strong>COMICON</strong>”.</em></p>
<figure id="attachment_29145" aria-describedby="caption-attachment-29145" style="width: 359px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class=" wp-image-29145" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_123143-300x225.jpg" alt="Corto Maltese - MANN - Comicon 2019 - ph. Elisabetta Pagliarulo" width="359" height="269" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_123143-300x225.jpg 300w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_123143-768x576.jpg 768w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_123143-800x600.jpg 800w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_123143-80x60.jpg 80w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_123143-265x198.jpg 265w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_123143-696x522.jpg 696w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_123143-1068x801.jpg 1068w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/04/20190424_123143-560x420.jpg 560w" sizes="(max-width: 359px) 100vw, 359px" /><figcaption id="caption-attachment-29145" class="wp-caption-text">Corto Maltese &#8211; MANN &#8211; Comicon 2019 &#8211; ph. Elisabetta Pagliarulo</figcaption></figure>
<p>Il catalogo <strong>Corto Maltese. Un viaggio straordinario, </strong>abbinato alla mostra e pubblicato da COMICON Edizioni raccoglierà gli approfondimenti di esperti del Fumetto e dell’opera di Pratt, indagando sul rapporto di Corto Maltese con il mare, le donne ed i viaggi. Nel catalogo saranno anche analizzati i legami che <strong>Pratt</strong> ha avuto non soltanto con i suoi maestri ispiratori (tra questi, <strong>Milton Caniff</strong> e <strong>Will Gould</strong>), ma anche con il mondo del cinema; narrando le sue avventure in giro per il mondo. Un viaggio illustrato, umano, poetico, un viaggio straordinario!</p>
<p>La mostra è aperta <strong> tutti i giorni</strong> dalle 9:00 alle 19:30 <strong>tranne il martedì</strong>.</p>
<p><strong>Costo dei biglietti:</strong></p>
<ul>
<li>15,00 euro (intero)</li>
<li>7,50 euro (ridotto)</li>
<li>2,00 euro (18-25 anni)</li>
</ul>
<p><strong>Accessi illimitati ed inclusi nell’abbonamento OpenMann</strong>.<br />
<strong><br />
Ingresso gratuito</strong> nelle giornate previste dalla campagna ministeriale 2019 #IoVadoAlMuseo:</p>
<ul>
<li>Maggio: domenica 12, 19 e 26</li>
<li>Agosto: domenica 11, 18 e 25</li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/en/news/corto-maltese-un-viaggio-straordinario/">(Italiano) Corto Maltese : un viaggio straordinario</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it/en">Charme</a>.</p>
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