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	<title>reperti archeologici Archivi - Charme</title>
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	<description>Tutto il bello e il buono di Napoli e della Campania</description>
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		<title>Monica svela la mappa dei segreti sommersi di Pozzuoli</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/monica-svela-la-mappa-dei-segreti-sommersi-di-pozzuoli/</link>
		
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		<pubDate>Fri, 10 Apr 2015 14:50:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa c&#8217;è in fondo al mare? Ce lo dice Monica, ovvero il progetto per il Monitoraggio innovativo delle coste e dell&#8217;ambiente marino coordinato dall&#8217;Ingv-Osservatorio Vesuviano, in collaborazione con il Cnr, e finalizzato a disegnare il paesaggio sottomarino delle acque della baia di Pozzuoli, a nord di Napoli. Dove sono state individuate nuove fumarole marine e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa c&#8217;è in fondo al mare? Ce lo dice <strong>Monica</strong>, ovvero il progetto per il Monitoraggio innovativo delle coste e dell&#8217;ambiente marino coordinato dall&#8217;<a href="http://www.ov.ingv.it/ov/" target="_blank"><strong>Ingv-Osservatorio Vesuviano</strong></a>, in collaborazione con il <a href="http://www.cnr.it/sitocnr/home.html" target="_blank"><strong>Cnr</strong></a>, e finalizzato a disegnare il paesaggio sottomarino delle acque della <a title="Mare di Ulisse forziere di tesori" href="http://www.charmenapoli.it/storia/parco-archeologico-sommerso-baia/" target="_blank"><strong>baia di Pozzuoli</strong></a>, a nord di <a title="La Sirena rifiutata ammaliò Napoli" href="http://www.charmenapoli.it/storia/leggende-storia-la-sirena-partenope-rifiutata-ammalio-napoli/" target="_blank"><strong>Napoli</strong></a>. Dove sono state individuate nuove fumarole marine e studiati in dettaglio resti archeologici sommersi grazie appunto a una mappa batimetrica dettagliata del fondale, recentemente pubblicata su <strong>Journal of Maps</strong>. Muri romani, antichi basolati e reperti di duemila anni fa tra emanazioni di gas vulcanici. La mappa batimetrica ad alta risoluzione e&#8217; sviluppata dall&#8217;Osservatorio vesuviano (Ov) dell&#8217;Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), in collaborazione con l&#8217;Istituto per l&#8217;ambiente marino costiero (Iamc) del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli.</p>
<p>Lo studio High-resolution morpho-bathymetry of Pozzuoli Bay, southern Italy, finanziato dal <a href="http://www.istruzione.it/" target="_blank"><strong>Miur</strong></a>, ha esplorato le strutture portuali, i complessi residenziali e termali di eta&#8217; romana, come il <strong>Portus Iulius</strong> e la <strong>villa dei Pisoni</strong>, sommersi dal mare a causa dei movimenti verticali del suolo, all&#8217;interno di un contesto ricco di emissioni fumaroliche per la natura vulcanica del territorio. Il team di ricercatori partenopei ha ricostruito la morfologia dell&#8217;area marina individuando, mediante ecoscandaglio multibeam, la presenza e la posizione di strutture archeologiche fino a circa 15 metri di profondità. &#8220;Ma c&#8217;è di più &#8211; afferma <strong>Renato Somma</strong>, ricercatore dell&#8217;Ov-Ingv &#8211; Sono state scoperte aree finora sconosciute di emissione di gas vulcanici, e individuati terrazzi marini a varie profondità. Il rilievo batimetrico ha dato un&#8217;immagine senza precedenti della morfologia del fondale marino della baia di Pozzuoli e rappresenta un contributo alla comprensione dell&#8217;evoluzione della caldera dei <a title="Il mare di Napoli restituisce i tesori dei Cesari" href="http://www.charmenapoli.it/news/napoli-trovata-statua-del-primo-secolo-dc-nel-parco-sommerso-di-baia/" target="_blank"><strong>Campi Flegrei</strong></a>, un&#8217;area vulcanica attiva ad alto rischio, abitata da quasi un milione di persone&#8221;. La mappa, prodotta a scala 1:10000, rappresenta anche un importante strumento per la definizione di scenari multirischio e per il controllo dell&#8217;evoluzione delle aree costiere. &#8220;La baia di Pozzuoli &#8211; spiega <strong>Giuseppe De Natale</strong>, il direttore dell&#8217;Ov-Ingv e coordinatore del progetto Monica &#8211; costituisce la parte centrale della caldera dei Campi Flegrei, un&#8217;ampia struttura vulcanotettonica che si è formata in seguito alle eruzioni vulcaniche dell&#8217;Ignimbrite Campana (la maggiore eruzione esplosiva avvenuta nell&#8217;area campana 39.000 anni fa) e del Tufo Giallo Napoletano (la seconda eruzione per importanza nell&#8217;area campana, di 15.000 anni fa). [charme-gallery]</p>
<p>&#8220;L&#8217;ultima eruzione è avvenuta nel 1538. Nel passato l&#8217;area è stata più volte interessata da movimenti del suolo legati alla dinamica vulcanica e recentemente si sono verificati due ulteriori episodi di bradisismo, negli anni 1969-1972 e 1982-1984, che hanno prodotto un sollevamento complessivo del suolo di circa tre metri e mezzo, accompagnati da sciami di terremoti di bassa energia. Negli ultimi dieci anni circa il movimento del suolo è ripreso e ha prodotto un innalzamento di circa 28 centimetri a oggi&#8221;, spiega ancora De Natale. Il progetto Monica è finalizzato alla prevenzione e alla gestione delle emergenze ambientali, soprattutto marine e costiere, anche attraverso la realizzazione di un sistema di monitoraggio in fibra ottica, costituito da sensori installati su fondale marino, che andrà ad integrare i sistemi già esistenti a terra. &#8220;L&#8217;obiettivo è costituire un sistema di monitoraggio marino-costiero che, insieme ai sistemi basati a terra, sia in grado di controllare fenomeni naturali quali terremoti, eruzioni, movimenti franosi, maremoti e possa essere ulteriormente implementato con sensori capaci di rilevare parametri biologici e di inquinamento marino, nonché fenomeni antropici quali traffico marittimo ecc.&#8221;, prosegue De Natale. Il Modello digitale del terreno dell&#8217;area emersa di Pozzuoli (Dtm), prodotto nel corso di questo studio, è stato integrato con quello realizzato in precedenti campagne di ricerca e dati relativi all&#8217;area costiera dei Campi Flegrei, acquisiti nel 2004 dalla Regione Campania. &#8220;Ulteriori rilievi in corso porteranno all&#8217;installazione di un cavo sottomarino interrato in fibra ottica, che colleghera&#8217; alla terraferma alcune stazioni di monitoraggio geofisico collocate sul fondo marino&#8221;, conclude il direttore dell&#8217;Ov-Ingv.</p>
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		<title>Caserma Tofano, un nuovo scrigno per i tesori archeologici campani</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/arte/mostre/caserma-tofano-ecco-il-nuovo-scrigno-dei-tesori-archeologici-campani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2015 12:52:28 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un nuovo scrigno per custodire e mettere in mostra i tesori scintillanti della Terra Felix. L&#8217;<a href="http://www.agenziademanio.it/opencms/it/" target="_blank"><strong>Agenzia del Demanio</strong></a> ha consegnato al <a href="http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/index.html" target="_blank"><strong>Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo</strong></a> l&#8217;ex <strong>Caserma Bruno Tofano</strong> di Nocera Inferiore (Salerno). La struttura sarà trasformata in un centro polifunzionale di eccellenza dove troveranno collocazione e valorizzazione i <a title="In mostra tremila reperti dalla grande storia" href="http://www.charmenapoli.it/arte/museo-archeologico-nazionale-napoli-tremila-reperti-della-storia/" target="_blank"><strong>reperti archeologici</strong></a> provenienti da tutti i siti della Campania. La firma da parte della <a href="http://www.pompeiisites.org/" target="_blank"><strong>Soprintendenza speciale per Pompei, Ercolano e Stabia</strong></a>, capofila del progetto, ha dato attuazione al protocollo d&#8217;intesa dello scorso novembre finalizzato alla valorizzazione e tutela dell&#8217;ex struttura militare. L&#8217;accordo è stato sottoscritto, oltre che dalla Soprintendenza per Pompei, dalla <a href="http://archeona.beniculturali.it/" target="_blank"><strong>Soprintendenza per i beni archeologici di Napoli</strong></a>, e da quella per i <a href="http://www.archeosa.beniculturali.it/" target="_blank"><strong>beni archeologici di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta</strong></a>, e inoltre dall&#8217;Agenzia del Demanio. Il verbale è stato firmato dal soprintendente speciale per Pompei, Ercolano e Stabia <strong>Massimo Osanna</strong>, in qualità di consegnatario del bene per conto del Mibact, e dal rappresentante della Direzione regionale Campania dell&#8217;Agenzia del Demanio <strong>Pierpaolo Russo</strong>. Con questo progetto verrà realizzato un centro di raccolta non solo per i reperti archeologici già disponibili, ma anche per quelli provenienti dalle future <a title="La storia millenaria di Roma si scava anche a Boscoreale, Varano e Somma" href="http://www.charmenapoli.it/news/la-storia-millenaria-di-roma-si-scava-anche-boscoreale-varano-somma/" target="_blank"><strong>campagne di scavo</strong></a> che saranno intraprese sui suoli della Terra Felix.</p>
<p>[charme-gallery]</p>
<p>La Caserma Tofano, sia pure dismessa da tempo, rappresenta uno dei più grandi edifici militari d&#8217;Italia occupando una superficie di 15.600 m² circa, di cui 8.000 m² scoperti e 7.600 coperti. L&#8217;imponente edificio rettangolare è dedicato alla memoria del tenente Bruno Tofano, caduto al fronte, durante la <strong>Prima Guerra mondiale</strong>. Ma prima ancora era intitolato al tenente generale Nicola Marselli. La struttura, concepita come caserma di cavalleria, fu realizzata per volere di <strong>re Carlo III</strong>, sul luogo in cui sorgeva il vecchio palazzo ducale di proprietà della famiglia Carafa (che fu completamente raso al suolo). Il re di Napoli scelse di costruire l’edificio per i cavalleggeri a Nocera per la posizione strategica che occupava quella città, praticamente allo sbocco tra i due principati Ulteriore e Citeriore. La realizzazione della caserma servì a liberare i cittadini di quel centro dall’incombenza di dover ospitare i militari nelle proprie case.</p>
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		<title>Restituzioni 2013: Napoli si mette…in mostra con i tesori dell’arte</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/arte/mostre/restituzioni-2013-napoli-si-mettein-mostra-con-tesori-dellarte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Gradogna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Apr 2013 19:46:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Napoli si mette… in mostra con i tesori dell’arte: oltre 250 manufatti di grande valore, restituiti al pubblico dopo recenti lavori di restauro, visibili fino al prossimo 9 luglio. E inseriti nella speciale kermesse dal titolo “Restituzioni 2013 &#8211; Tesori d’arte restaurati”. Le opere, sottoposte a restauro nel biennio 2011-2012, provengono da siti archeologici, musei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Napoli si mette… in mostra con i tesori dell’arte: oltre 250 manufatti di grande valore, restituiti al pubblico dopo recenti lavori di restauro, visibili fino al prossimo 9 luglio. E inseriti nella speciale kermesse dal titolo “<em>Restituzioni 2013 &#8211; Tesori d’arte restaurati</em>”. Le opere, sottoposte a restauro nel biennio 2011-2012, provengono da siti archeologici, musei e chiese dei territori di Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Puglia, Calabria, dai poli museali delle città di Venezia, Firenze e Napoli stessa, e dai Musei Vaticani. Fra i capolavori in mostra spiccano testimonianze di grande significato storico-artistico legate a diversi periodi storici: dall’VIII secolo a.C., con il sarcofago antropoide di Mes-Isis (il Figlio di Iside) proveniente dal Museo Archeologico di Bologna, al Neoclassico, con una rara fusione in rame sbalzato di Antonio Canova raffigurante una Testa di Medusa (del Museo Civico di Bassano del Grappa). Importante la presenza di opere di ambito meridionale, tra cui il grande mosaico romano con scena di palestra da Reggio Calabria, la cosiddetta Tomba della Principessa di Canosa di Puglia, la celebre Stele Borgia che, insieme a due affreschi provenienti dalla Caserma dei Gladiatori di Pompei, al vaso dell’Amazzonomachia e alla Loutrophoros con Niobe e divinità, proviene dal Museo Archeologico Nazionale partenopeo. La mostra avrà due sedi principali: il Museo di Capodimonte (via Miano) che ha visto, nell’ambito di “Restituzioni” il restauro del Trittico con le “Storie della Passione” , straordinario manufatto in alabastro, e la galleria di Palazzo Zevallos Stigliano, in via Toledo, sede museale partenopea di Intesa Sanpaolo, dove saranno presenti importanti reperti archeologici e sarà esposta la testa di “Medusa” di Canova. [charme-gallery]Nel cuore della città, inoltre, i visitatori avranno la possibilità di conoscere ulteriori tesori custoditi in prestigiose sedi cittadine, anch’esse coinvolte nelle diverse edizioni del programma Restituzioni: la chiesa dei Santi Apostoli, il Museo Diocesano, il Museo del Tesoro di San Gennaro e la Cappella del Tesoro. L’edizione 2013 di Restituzioni &#8211; la sedicesima &#8211; sarà quindi anche l’occasione per percorrere un itinerario tra luoghi d’arte di Napoli che conservano capolavori restaurati nelle scorse edizioni del progetto fra cui il Reliquiario del Busto e il Reliquiario del Santo del Tesoro di San Gennaro. Terminata l’esposizione, tutte le opere torneranno ai loro luoghi di origine, in una vera e completa “restituzione” al patrimonio del Paese. La mostra è il frutto di un progetto orientato alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio artistico italiano che Intesa Sanpaolo sta portando avanti, ormai, da oltre vent’anni. Un’iniziativa dall’alto valore culturale e simbolico che sino ad ora ha restituito dignità artistica ad oltre un migliaio di opere provenienti da tutto il territorio nazionale, provvedendo non solo alle attività conservative ma anche alla pubblicazione di cataloghi aggiornati delle nuove tecniche di restauro. La mostra è sostenuta dall’alto patronato del Presidente della Repubblica, dalla partnership della Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etno-antopologico e per il polo museale della città di Napoli, del patrocinio del ministero per i Beni e le attività culturali, del patrocinio del Comune di Napoli e della collaborazione dell’associazione “Amici di Capodimonte”. La curatela scientifica è stata affidata a Carlo Bertelli e Giorgio Bonsanti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/arte/mostre/restituzioni-2013-napoli-si-mettein-mostra-con-tesori-dellarte/">Restituzioni 2013: Napoli si mette…in mostra con i tesori dell’arte</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
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