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	<title>Storia Archivio - Charme</title>
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	<description>Tutto il bello e il buono di Napoli e della Campania</description>
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		<title>Riaprono gli scavi di Ercolano: ticket solo online a 11,50 euro. Ammessi 15 visitatori ogni quarto d&#8217;ora</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/riaprono-gli-scavi-di-ercolano-ticket-solo-online-a-1150-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2020 14:19:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musei]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Scavi archeologici]]></category>
		<category><![CDATA[area archeologica Ercolano]]></category>
		<category><![CDATA[Pompei e Ercolano vita all'ombra del Vesuvio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo 85 giorni di chiusura, gli Scavi di Ercolano ritornano ad accogliere i visitatori in carne ed ossa: si riparte il 2 giugno con orario 10,30-19.30 (ultimo ingresso ore 18,00) fino ad ottobre; chiusura il martedì, giorno nel quale si farà la sanificazione periodica. Ridotti i ticket di ingresso: biglietto singolo a 10 euro; giovani [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo 85 giorni di chiusura, gli Scavi di Ercolano ritornano ad accogliere i visitatori in carne ed ossa: si riparte il 2 giugno con orario 10,30-19.30 (ultimo ingresso ore 18,00) fino ad ottobre; chiusura il martedì, giorno nel quale si farà la sanificazione periodica. Ridotti i ticket di ingresso: biglietto singolo a 10 euro; giovani tra i 18 e 25 anni 2 euro. Ma i biglietti sono acquistabili esclusivamente on line<strong>, </strong>a partire da lunedì 1 giugno dalle ore 12.00, sul sito <strong><a href="http://www.ticketone.it/"> www.ticketone.it</a></strong>, con un costo aggiuntivo di 1,50 euro per diritti di prevendita. Attraverso entrambi gli ingressi di Corso Resina e Viale dei Papiri Ercolanesi, i visitatori potranno accedere per fasce orarie di 15 minuti con un numero massimo di ingressi di 15 persone, compresi bambini e ragazzi. Previsto così l’afflusso massimo di 60 persone distribuite in ogni ora, pari ad un massimo di 480 ingressi giornalieri.</p>
<p>Il servizio informazioni verrà svolto presso un desk esterno. Aperto anche il bookshop e completamente rinnovato il servizio audio guide che offre l’app scaricabile fal sito <a href="http://www.ercolano.beniculturali.it/"><strong>www.ercolano.beniculturali.it</strong>. </a>Al check point ci sarà il controllo della temperatura corporea e della mascherina. Una volta varcato il controllo biglietti, i visitatori potranno accedere al Padiglione della Barca dove è esposta la barca scoperta sull’antica spiaggia e una serie di oggetti che legano a filo doppio Ercolano con il mare; il percorso porta poi all’Antiquarium, con l’esposizione permanente &#8220;<em>SplendOri. Il lusso negli ornamenti a Ercolano&#8221;</em> con circa 200 oggetti preziosi appartenuti agli antichi ercolanesi (leggi <a href="https://www.charmenapoli.it/arte/mostre/splendori-mostra-parco-archeologico-di-ercolano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>qui</strong></a>); nell’area archeologica si accederà attraverso la Galleria Martusciello e da qui, attraverso un percorso circolare, si potrà visitare l’intero scavo, modulando liberamente la durata complessiva della visita con l’ausilio delle indicazioni fornite dal personale di vigilanza e della segnaletica. Saranno permesse anche visite con guida turistica. Per la seconda fase sono già tracciati i primi passi verso una direzione che vedrà i servizi sempre più digitalizzati.</p>
<p><em>“Il Parco ritorna a vivere – </em>dichiara il direttore <strong>Francesco Sirano</strong><em> – ritorniamo ad accogliere i nostri visitatori con gioia ma senza dimenticare il dolore e le incertezze che questi mesi ci hanno portato. Siamo convinti che con il nostro servizio il sito UNESCO di Ercolano contribuirà alla ripresa e al rilancio del nostro territorio e delle iniziative culturali a livello nazionale e internazionale. Sicurezza, flessibilità, fiducia e entusiasmo nel garantire una concreta esperienza di conoscenza sono i nostri punti di riferimento in questa nuova sfida. </em><em>I nostri visitatori potranno godere del sito secondo i ritmi rilassati che esso ha sempre consentito e nell’atmosfera incredibile che questo scrigno di conoscenza e di sensazioni unico può offrire&#8221;. </em></p>
<p><em>&#8220;Con la tariffa agevolata </em>&#8211; spiega &#8211; <em>abbiamo pensato ad una accoglienza che gradualmente ritorni alla normalità, abbiamo ritoccato il costo nella consapevolezza che la conformazione del Parco ci permette di offrire una visita gratificante praticamente invariata rispetto</em><em>  </em><em>a quella dei mesi scorsi. Siamo anche pronti a lanciare un <strong>abbonamento al prezzo di 13 Euro</strong> in promozione sino all’inizio dell’orario invernale, costo equivalente a quello del biglietto preCOVID19, che permetterà per un anno solare dall’acquisto di accedere al sito ogni volta che si vorrà, alle mostre e a tutte le iniziative che abbiamo riprogrammato tra 2020 e 2021. Saremo vigili nel rispettare e far rispettare tutte le norme che tutelano la sicurezza di chiunque varchi i cancelli del Parco e fedeli al simbolo di Ercole, eroe della città, resilienti ci rialzeremo, assieme al territorio intero, per riconquistare progressivamente spazi e tempi del passato”.​</em></p>
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<div class="PlainText"><strong>Scavi di Ercolano</strong> <br />
facebook: <a href="https://it-it.facebook.com/parcoarcheologicodiercolano">https://it-it.facebook.com/parcoarcheologicodiercolano</a><br />
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		<title>Pompei riapre il 26 maggio per soli 40 visitatori ogni 15 minuti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2020 17:48:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Scavi archeologici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pompei riapre il 26 maggio con una prima fase di due settimane durante la quale sarà solo consentito di passeggiare lungo le strade della città antica, secondo un percorso prestabilito, su fasce orarie, e con le necessarie misure di distanziamento previste dal Ministero della Salute. Già in questa prima fase sarà possibile accedere ad alcune [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Pompei</strong> riapre il 26 maggio con una prima fase di due settimane durante la quale sarà solo consentito di passeggiare lungo le strade della città antica, secondo un percorso prestabilito, su fasce orarie, e con le necessarie misure di distanziamento previste dal Ministero della Salute. Già in questa prima fase sarà possibile accedere ad alcune case dotate di ampi spazi, e scoprire alcune novità in anteprima, come la <strong>Domus di Cornelio</strong> <strong>Rufo</strong> dal bel peristilio (giardino colonnato) che ingloba il florido giardino, di recente restaurata. Dal 9 giugno seguirà una seconda fase, con due itinerari accessibili dagli ingressi di Porta Marina e Piazza Anfiteatro, con l&#8217;apertura di ulteriori spazi inediti e domus dotate di ingresso e uscita separate, e con il supporto della tecnologia per organizzare e monitorare i flussi.</p>
<p>Il biglietto di ingresso in questa prima fase, avrà un prezzo agevolato di 5 euro fino all’8 giugno e sarà acquistabile esclusivamente online sul sito <a href="http://www.ticketone.it/">www.ticketone.it</a> . Gli orari di visita saranno i seguenti: 9,00-19,00 (ultimo ingresso ore 17,30), con un giorno di chiusura settimanale, il lunedì. La prenotazione sarà possibile anche nella stessa giornata, fino a esaurimento disponibilità.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-29665 alignright" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/Pompei-Domus-Cornelia-Peristilio--300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/Pompei-Domus-Cornelia-Peristilio--300x225.jpg 300w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/Pompei-Domus-Cornelia-Peristilio--800x600.jpg 800w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/Pompei-Domus-Cornelia-Peristilio--768x576.jpg 768w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/Pompei-Domus-Cornelia-Peristilio--80x60.jpg 80w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/Pompei-Domus-Cornelia-Peristilio--265x198.jpg 265w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/Pompei-Domus-Cornelia-Peristilio--696x522.jpg 696w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/Pompei-Domus-Cornelia-Peristilio--560x420.jpg 560w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/Pompei-Domus-Cornelia-Peristilio-.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Al momento dell’acquisto online il visitatore potrà scegliere la fascia oraria di ingresso, prevista ogni 15 minuti per un massimo di 40 persone per turno. Il biglietto dovrà essere mostrato all’ingresso, direttamente su smartphone/tablet (QRcode) o già stampato a casa su carta.</p>
<p>L’abbonamento Pompei365 sarà prorogato per il numero di giorni, corrispondenti a quelli di chiusura connessi all’emergenza sanitaria. Il biglietto gratuito per l’accesso singolo dovrà essere richiesto sul sito <a href="http://www.ticketone.it/">www.ticketone.it</a></p>
<p>I visitatori saranno sottoposti, all’arrivo, a misurazione della temperatura mediante termoscanner e dovranno indossare la mascherina obbligatoriamente anche durante tutta la presenza nel sito, oltre rispettare la distanza fisica di 1 metro all’aperto e 1,50 al chiuso, nel sito e al suo esterno. La visita avverrà quindi nel pieno rispetto delle misure di distanziamento anche con il supporto di segnaletica direzionale appositamente installata dal Parco archeologico. Saranno garantiti dispenser di gel igienizzante all’ingresso e presso i servizi igienici a disposizione dei visitatori.</p>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-29668 aligncenter" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2020/05/mappa-percorsi-pompei-riapertura-300x176.jpg" alt="" width="477" height="291" />L’ingresso unico sarà quello di Piazza Anfiteatro, con possibilità di uscita, attraverso il tempio di Venere, da Piazza Esedra o da Porta Marina. La visita si svilupperà lungo un percorso a senso unico, segnalato all’interno del sito. Sarà possibile passeggiare all’interno dell’Anfiteatro, nel giardino della Palestra grande e nei Praedia di Giulia Felice, ma anche attraversare la necropoli di Porta Nocera, l’Orto dei fuggiaschi, arrivare al quartiere dei teatri e al Foro triangolare. Da via dell’abbondanza, inoltre, si potrà raggiungere il Foro con tutti i suoi edifici pubblici e religiosi, visitare lo spazio esterno delle Terme Stabiane o risalire via Stabiana fino a via del Vesuvio dove ammirare la casa di Leda e il cigno, la domus gli Amorini Dorati e le Terme centrali.</p>
<p>Presso l’’ingresso di Piazza Anfiteatro sarà possibile richiedere un servizio visite guidate, dalle ore 9,00 alle 13, a cura delle guide della Regione Campania e nazionali.</p>
<p>I visitatori con difficoltà motoria potranno, entrando dall’ingresso di piazza Anfiteatro, seguire il percorso facilitato <strong>“</strong>Pompei per tutti”. In questa fase, è previsto il ritorno, rispettando le distanze e le precedenze di visita, verso il varco di piazza Anfiteatro, unica uscita in questa fase.</p>
<p><em>“Siamo lieti di annunciare finalmente la riapertura di Pompei &#8211; </em>dichiara il Direttore Generale Massimo Osanna<em> – e di consentire il riavvio delle attività turistiche, che daranno respiro a tante categorie che di cultura e turismo vivono. </em><em>Le attività di manutenzione, grazie al lavoro dei tanti restauratori, operai e tecnici del Parco, non si sono mai fermate in questo periodo, al fine di  garantire la tutela e la salvaguardia del sito ed essere pronti alla ripartenza. </em><em>Riapriamo nel pieno rispetto della normativa, ma anche con novità che arricchiranno gli itinerari, trasformando le limitazioni di una visita con percorsi contingentati e obbligati, in un’opportunità di approfondimento. Sarà una Pompei da godere senza fretta e con maggiore tranquillità. Inoltre, già nella prima fase sarà possibile attraversare tutta la città, dall’Anfiteatro al Foro, anche con possibilità di seguire un itinerario del verde dei giardini pompeiani. Dai Praedia di Giulia Felice, agli Amorini dorati, alla Casa di Cornelio Rufo, riaperta dopo lungo tempo, ai giardini della Palestra grande e alla stessa necropoli di Porta Nocera o al vigneto dell’orto dei fuggiaschi. </em><em>La prima fase sarà occasione, soprattutto, per le comunità dell’area vesuviana di tornare in un luogo, Pompei, che più di ogni altro rappresenta l’identità di un territorio e che si trasforma in un vero Parco urbano. Dalla seconda fase speriamo di poter accogliere visitatori da più parti di Italia e riprendere le numerose iniziative in programma, dalle mostre alle riaperture di ulteriori domus restaurate, ma anche di proseguire in maniera spedita con i vari cantieri in corso e avviare i nuovi progetti di scavo.”</em></p>
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		<title>Villa Pausilypon, sul mare di Posillipo il mondo perduto di Vedio Pollione che solleva dagli affanni</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/storia/scavi-archeologici/villa-pausilypon-posillipo-napoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jun 2019 16:06:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scavi archeologici]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Villa Pausilypon. Una porta aperta nel continuum spazio-tempo per un salto nel passato di duemila anni. Arthur Conan Doyle, inventore di Sherlock Holmes, sarebbe impazzito di gioia scoprendo che l’idea del suo libro “Il mondo perduto” è realtà all’ombra del Vesuvio. La porta in questione è la grotta di Seiano, che attraversa il promontorio della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Villa Pausilypon. Una porta aperta nel continuum spazio-tempo per un salto nel passato di duemila anni. Arthur Conan Doyle, inventore di Sherlock Holmes, sarebbe impazzito di gioia scoprendo che l’idea del suo libro “Il mondo perduto” è realtà all’ombra del Vesuvio. La porta in questione è la grotta di Seiano, che attraversa il promontorio della collina di Posillipo da Coroglio alla Gaiola. La grotta è in realtà una lunga galleria (circa 770 metri), scavata ad arte, agli inizi del primo secolo d.C., nel tufo giallo della collina utilizzando tecniche ancora in parte sconosciute. è probabile che fu realizzata su progetto di uno schiavo liberato, valente architetto e ingegnere, il cumano Lucio Cocceio Aucto, padre, tra l’altro, della più famosa Crypta Neapolitana.</p>
<figure id="attachment_29329" aria-describedby="caption-attachment-29329" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p3.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-29329" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p3-300x199.jpg" alt="Villa Pausilypon" width="300" height="199" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p3-300x199.jpg 300w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p3-768x510.jpg 768w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p3-800x531.jpg 800w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p3-696x462.jpg 696w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p3-1068x709.jpg 1068w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p3-632x420.jpg 632w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-29329" class="wp-caption-text">Grotta di Seiano</figcaption></figure>
<p>Dopo il crollo dell’impero, la galleria non fu più utilizzata e venne dimenticata. Era venuta meno la sua funzione di collegamento tra le numerose ville dei patrizi romani della collina di Posillipo con Puteoli, città per lungo tempo porto commerciale di Roma. Quasi mille anni dopo, nel 1456, Alfonso I d’Aragona ne dispose il recupero perché riteneva particolarmente utile un collegamento diretto della città con Bagnoli. I lavori furono eseguiti in maniera alquanto approssimativa, tanto che nuovi crolli resero la grotta impraticabile quasi subito, fino a farla cadere di nuovo nell’oblio. Fu riscoperta in tempi relativamente recenti, nel 1840, durante i lavori di costruzione della nuova strada di Posillipo. Ferdinando II di Borbone, affascinato dal ritrovamento, volle entrarvi personalmente contro il parere dei tecnici che lavoravano al cantiere e della sua corte di accompagnatori. Una volta uscitone, non perse tempo e ne dispose l’immediata ristrutturazione e la riapertura. Da allora, la grotta di Seiano non è stata più dimenticata dai napoletani, ma è stata chiusa e riaperta innumerevoli volte. Ovviamente, come avvenne per tutte le centinaia di grotte tufacee napoletane, durante la seconda guerra mondiale, fu trasformata in ricovero per la popolazione locale nel corso dei bombardamenti aerei.</p>
<figure id="attachment_29327" aria-describedby="caption-attachment-29327" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p1.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-29327" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p1-300x200.jpg" alt="Villa Pausilypon" width="300" height="200" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p1-300x200.jpg 300w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p1-768x513.jpg 768w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p1-800x534.jpg 800w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p1-696x465.jpg 696w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p1-1068x713.jpg 1068w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p1-629x420.jpg 629w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-29327" class="wp-caption-text">Villa Pausilypon &#8211; Grotta di Seiano</figcaption></figure>
<p>Dagli anni Sessanta a metà degli anni Ottanta, fu addirittura adoperata come magazzino di stoccaggio dai contrabbandieri di sigarette che, a bordo dei loro potenti motoscafi blu, animavano il Golfo con rocambolesche fughe dalle altrettanto potenti vedette della Guardia di Finanza.Nella grotta di Seiano si entra lasciandosi alle spalle il panorama spettrale della stupenda baia di Bagnoli, ferita dagli scheletri industriali di ciò che resta del più moderno stabilimento siderurgico degli anni Settanta. Fu chiuso perché reso improduttivo e inutile dalle “quote acciaio” stabilite dalla Comunità europea. Si percorrono oltre settecento metri di semioscurità squarciata dalla luce di tre aperture che affacciano a strapiombo sulla scogliera tufacea di Trentaremi, col suo mare spumeggiante. All’improvviso, dopo il buio, la luce. Si entra nel Parco Archeologico del Pausilypon ed il Parco Sommerso di Gaiola, una tra le ville imperiali romane meglio conservate.</p>
<figure id="attachment_29330" aria-describedby="caption-attachment-29330" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p4.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-29330" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p4-300x205.jpg" alt="Villa Pausilypon" width="300" height="205" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p4-300x205.jpg 300w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p4-768x525.jpg 768w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p4-800x547.jpg 800w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p4-218x150.jpg 218w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p4-696x475.jpg 696w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p4-1068x730.jpg 1068w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p4-615x420.jpg 615w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-29330" class="wp-caption-text">Villa Pausilypon</figcaption></figure>
<p>Oggi il Parco è gestito dalla Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Napoli, e la gestione e lo sviluppo della struttura sono affidati al Centro studi Interdisciplinari Gaiola onlus, composto da naturalisti e archeologi. Proprio questi giovani studiosi hanno contribuito concretamente a recuperare e rendere fruibile al pubblico l’intera area. Nata come dimora di un ricco cavaliere romano del I secolo a.C., Publio Vedio Pollione, alla sua morte, fu acquisita al demanio dell’Impero. Il patrizio romano non scelse a caso il nome da dare alla villa: in greco antico, Pausilypon sta per “sollievo dagli affanni”. Per comprendere il motivo di questa scelta, basta leggere la descrizione del panorama che vi si gode, scritta dallo studioso londinese Robert William Theodore Gunther, storico della scienza, autore di un prezioso libro sulla residenza di Pollione e sulla collina di Posillipo: <em>“…al di là di tutto, l’ampio panorama del mare azzurro: disposti in fila in una incomparabile distesa sono il Vesuvio e le alture di Sorrento, Capri, Nisida, Miseno e Ischia. Talvolta, quando il tempo è bello, si può distinguere la rocciosa isola di Ponza stagliarsi contro il cielo al tramonto”.</em></p>
<figure id="attachment_29331" aria-describedby="caption-attachment-29331" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><a href="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p5.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-29331" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p5-300x199.jpg" alt="Villa Pausilypon" width="300" height="199" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p5-300x199.jpg 300w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p5-768x510.jpg 768w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p5-800x531.jpg 800w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p5-696x462.jpg 696w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p5-1068x709.jpg 1068w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p5-632x420.jpg 632w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-29331" class="wp-caption-text">Villa Pausilypon &#8211; Gaiola</figcaption></figure>
<p>Vedio Pollione, nominato governatore dell’Asia, dopo la battaglia di Azio, non badò a spese per costruire il suo “Paradiso napoletano”. La villa occupava un’area molto vasta, oggi non determinabile con esattezza per i diversi rimaneggiamenti subiti nel tempo, a partire dall’ampliamento immediatamente successivo all’acquisizione al patrimonio imperiale. Comunque, si estendeva dall’uscita della grotta di Seiano e, attraverso una serie di terrazzamenti, arrivava fino al mare, dove erano sistemate le sue stupende peschiere, oggi finite tre metri sott’acqua, in seguito ai fenomeni bradisismici che da sempre interessano la costa partenopea e flegrea. Aveva la struttura di una classica ricca villa marittima romana, che si adattava al territorio, sfruttandone a pieno spazi e pontenzialità dei vari scorci paesaggistici. Era, quindi, formata da più strutture, ciascuna con una propria funzione e ancora non tutte ben individuate.</p>
<p>Nella parte più alta del complesso c’era l’area pubblica con due strutture dedicate allo svago: un odeion, destinato alla lettura delle poesie e ai monologhi, e un teatro da duemila posti, realizzato sul modello dei teatri greci. Non dobbiamo dimenticare che Napoli, in quel periodo, era una città greca a tutti gli effetti. Lo era nella lingua, nei costumi, nell’organizzazione sociale, nella religione ed era proprio questa caratteristica, insieme alla bellezza dei luoghi, che affascinava e attirava qui i patrizi romani.Oggi, nel periodo estivo, nel teatro della villa, in gran parte restaurato, il Centro studi Interdisciplinari Gaiola onlus organizza spettacoli teatrali con compagnie di ottimo livello. Non si può non sottolineare come in queste serate d’estate il fresco della brezza marina e lo sfondo meraviglioso del Golfo si trasformino per lo spettatore in un’esperienza davvero unica.</p>
<figure id="attachment_29332" aria-describedby="caption-attachment-29332" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p6.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-29332" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p6-300x225.jpg" alt="Villa Pausilypon" width="300" height="225" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p6-300x225.jpg 300w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p6-768x576.jpg 768w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p6-800x600.jpg 800w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p6-80x60.jpg 80w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p6-265x198.jpg 265w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p6-696x522.jpg 696w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p6-1068x801.jpg 1068w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p6-560x420.jpg 560w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/06/p6.jpg 1732w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-29332" class="wp-caption-text">Villa Pausilypon &#8211; Gaiola</figcaption></figure>
<p>Ad Est del teatro si trovano i resti di un edificio che Gunther aveva individuato come Tempio, ma non si sa se la sua interpretazione sia quella giusta. Ad osservare altre ville imperiali romane, potrebbe trattarsi della struttura d’accesso all’area degli spettacoli. Ad Ovest del teatro, c’è un’altra costruzione che da sempre è stata individuata come un ninfeo, in realtà, secondo gli archeologi, potrebbe essere un piccolo stadio, vista anche l’abitudine, nella Napoli greca, di organizzare gare atletiche in ogni periodo dell’anno. Da qui al mare si vedono i ruderi di altri piccoli edifici in un bosco di grandi querce e meravigliosi lecci.</p>
<p>Proprio nella parte bassa della villa di Pollione c’è la seconda parte del Parco archeologico odierno: il Parco Sommerso della Gaiola e l’area marina protetta. Nei fondali della Gaiola, a pochi metri sott’acqua, una gran quantità di ruderi testimoniano la maestosità di questo complesso imperiale. Con la barca attrezzata di fondo trasparente, utilizzata nelle visite guidate, o partecipando agli incontri di snorkeling, si possono ammirare gli enormi vivai per l’allevamento dei pesci e dei molluschi di mare, i moli per l’attracco delle barche, tutte le costruzioni di abbellimento della villa, dai portici ai ninfei alle grandi logge.</p>
<p>Qui, nel 2002 fu costituita l’Area marina protetta su una superficie di 41,6 ettari.  In 17 anni, grazie alla morfologia dei fondali e alla favorevole circolazione delle correnti marine, si è ricreata rapidamente una biodiversità che lascia stupiti anche gli studiosi. Se nella parte alta della villa, sulla scogliera di Trentaremi, nidificano il falco pellegrino, il greppio, la poiana e il gabbiano reale, nelle acque della Gaiola vivono indisturbati e prosperano murene, cernie, polpi e un gran numero di altre specie di pesci che nel Golfo non si vedevano più da decine di anni.</p>
<p>Oggi, grazie all’entusiasmo e alla determinazione degli scienziati del Centro studi Interdisciplinari Gaiola onlus, il Parco Sommerso è divenuto un importante sito di ricerca, formazione, divulgazione scientifica ed educazione ambientale per la riscoperta e valorizzazione del patrimonio naturalistico e culturale partenopeo. È un posto magico dove la storia si fonde con una natura incontaminata e prorompente, sia sulla terra che in mare. Un posto che nessuno potrebbe immaginare all’interno di una città caotica, disordinata, sovraffollata e distratta come Napoli. Non si può non visitarlo.</p>
<p><strong>Un progetto per il Mediterraneo</strong></p>
<p>Lo hanno chiamato Progetto StaMM col preciso intento di ottener un doppio significato. L’acronimo significa Stazione Ambientale di Monitoraggio Marino, ma “stamm”, in lingua napoletana vuol dire stiamo, cioè, qui restiamo per sviluppare il Sud e non emigriamo in altri Paesi, come fa una gran parte dei giovani meridionali. Il Progetto è cofinanziato dalla <em>Fondazione Con il Sud</em> nell&#8217;ambito di Bando Ambiente 2015 e prevede il recupero funzionale di un’ala della storica Villa della Gaiola (negli ultimi cento anni è appartenuta a personaggi più o meno famosi), finalizzato alla realizzazione di una Stazione di monitoraggio ambientale permanente sull’Area Marina Protetta di Gaiola. Ma questo sarebbe solo il primo passo perché il <em>Centro studi Interdisciplinari Gaiola onlus</em> punta a dare inizio a un processo virtuoso condiviso di tutela ambientale, attraverso il recupero partecipato della Villa della Gaiola, per la creazione del Centro Internazionale per lo studio e la salvaguardia del patrimonio archeologico e naturalistico del Mare Mediterraneo.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/storia/scavi-archeologici/villa-pausilypon-posillipo-napoli/">Villa Pausilypon, sul mare di Posillipo il mondo perduto di Vedio Pollione che solleva dagli affanni</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
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		<title>Pompei, nella dimora di Leda e il cigno spunta l&#8217;affresco di Narciso</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Feb 2019 17:50:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Scavi archeologici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli Scavi di Pompei non smettono di stupire. Dopo il  ritrovamento, alcuni mesi fa, dell&#8217;affresco di &#8220;Leda e il cigno&#8221; (leggi qui) durante i lavori di consolidamento dei fronti di scavo della regio V, ecco affiorare nell&#8217;atrio retrostante della domus anche l&#8217;affresco raffigurante Narciso che si specchia nelle acque. E&#8217; un’alcova sensuale e raffinata quella che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli <strong>Scavi di Pompei</strong> non smettono di stupire. Dopo il  ritrovamento, alcuni mesi fa, dell&#8217;affresco di &#8220;<strong>Leda e il cigno</strong>&#8221; (leggi <a href="https://www.charmenapoli.it/news/pompei-riemerge-affresco-leda-e-il-cigno/" target="_blank" rel="noopener"><strong>qui</strong></a>) durante i lavori di consolidamento dei fronti di scavo della regio V, ecco affiorare nell&#8217;atrio retrostante della domus anche l&#8217;affresco raffigurante <strong>Narciso che si specchia nelle acque</strong>. E&#8217; <span style="font-size: 12.0pt; color: black;">un’alcova sensuale e raffinata quella che sta riemergendo dallo scavo, come già prospettato dal ritrovamento dello splendido quadretto di Leda e il cigno. Alle spalle dell’ambiente torna in luce anche parte dell’atrio della dimora, con pareti dai vividi colori e, appunto, l’affresco di Narciso, al centro di una di esse, che lo vede specchiarsi nell’acqua rapito dalla sua immagine, secondo l’iconografia classica</span><span style="font-size: 12.0pt; color: black;">.</span></p>
<p style="text-align: justify; background: white;"><span style="font-size: 12.0pt; color: black;">Decori raffinati di IV stile caratterizzano l’intera stanza di Leda, con delicati ornamenti floreali, intervallati da grifoni con cornucopie, amorini volanti,  nature morte e scene di lotte tra animali. Finanche sul soffitto, rovinosamente crollato sotto il peso dei lapilli, si estendeva l’armonia di questi pregiati disegni, i cui frammenti sono stati recuperati dai restauratori per ricomporne la trama.</span></p>
<p>Interessante anche la traccia ancora visibile delle scale che conducevano al piano superiore e il ritrovamento, nello spazio sottoscala utilizzato come deposito, di una dozzina di contenitori in vetro, otto anfore e un imbuto in bronzo. Una situla bronzea (contenitore per liquidi) è stata invece rinvenuta accanto all’impluvium.</p>
<figure id="attachment_29011" aria-describedby="caption-attachment-29011" style="width: 548px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class=" wp-image-29011" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/02/Stanza-di-Leda-e-il-Cigno_Pompei-300x200.jpg" alt="" width="548" height="365" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/02/Stanza-di-Leda-e-il-Cigno_Pompei-300x200.jpg 300w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/02/Stanza-di-Leda-e-il-Cigno_Pompei-696x464.jpg 696w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/02/Stanza-di-Leda-e-il-Cigno_Pompei-630x420.jpg 630w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/02/Stanza-di-Leda-e-il-Cigno_Pompei.jpg 734w" sizes="(max-width: 548px) 100vw, 548px" /><figcaption id="caption-attachment-29011" class="wp-caption-text">L&#8217;affresco di Leda e il cigno</figcaption></figure>
<p>&#8220;La bellezza di queste stanze, evidente già dalle prime scoperte, ci ha indotto a modificare il progetto e a proseguire lo scavo per portare alla luce l’ambiente di Leda e l’atrio retrostante&#8221; dichiara <strong>Alfonsina Russo</strong>, direttrice ad interim del <strong>Parco Archeologico di Pompei</strong>. &#8220;Ciò ci consentirà in futuro di aprire alla fruizione del pubblico almeno una parte di questa domus. Lo scavo della stessa è stato possibile nell’ambito del più ampio intervento di messa in sicurezza e riprofilamento dei fronti di scavo, previsto dal Grande Progetto Pompei, che sta interessando gli oltre 3 km di perimetro che costeggia l’area non scavata di Pompei. Nel rimodulare la pendenza dei fronti che incombevano minacciosamente sulle strutture già in luce, sono venute fuori questi eccezionali ritrovamenti. In questa delicata fase &#8211; spiega la Russo -, il collega Massimo Osanna sta proseguendo la direzione scientifica dello scavo per fornire il suo prezioso e competente supporto e garantire una linea di continuità scientifica alle attività di scavo”. &#8220;Proseguono le straordinarie scoperte di questo cantiere – dichiara <strong>Massimo Osanna</strong> – Si ripropone nell’atrio della casa la scena di un mito, quello di Narciso, ben noto e più volte ripetuto a Pompei. Tutto l’ambiente è pervaso dal tema della gioia di vivere, della bellezza e vanità, sottolineato anche dalle figure di menadi e satiri che, in una sorta di corteggio dionisiaco, accompagnavano i visitatori all’interno della parte pubblica della casa. Una decorazione volutamente lussuosa e probabilmente pertinente agli ultimi anni della colonia, come testimonia lo straordinario stato di conservazione dei colori”.</p>
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		<title>Museo Cappella Sansevero da record: 665 mila visitatori nel 2018</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Feb 2019 01:07:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Leggende]]></category>
		<category><![CDATA[Musei]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Museo Cappella Sansevero chiude il 2018 con numeri da record. Dal 2013 (238.795 visitatori paganti) il trend si è mantenuto costantemente in positivo raggiungendo, alla fine del 2018, la straordinaria cifra di oltre 665.000 unità, una crescita del 178% in soli cinque anni. Anche la media giornaliera di visitatori per il 2018 è salita [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Museo Cappella Sansevero</strong> chiude il 2018 con numeri da record. Dal 2013 (<strong>238.795</strong> visitatori paganti) il trend si è mantenuto costantemente in positivo raggiungendo, alla fine del 2018, la straordinaria cifra di oltre <strong>665.000</strong> unità, una crescita del <strong>178%</strong> in soli cinque anni.</p>
<p>Anche la <strong>media giornaliera di visitatori</strong> per il 2018 è salita fino alla straordinaria cifra di <strong>2.224</strong> persone per ogni giorno di apertura.</p>
<p>L&#8217;enorme afflusso di visitatori, che hanno ammirato il <strong><i>Cristo velato</i></strong> e le altre meraviglie della cappella barocca, ha richiesto un adeguamento degli orari di visita. A partire dal 1 marzo, infatti, l’orario di apertura regolare è stato ampliato di un’ora (dalle 9.00 alle 19.00, ultimo ingresso consentito alle 18.30).</p>
<p>Esprime soddisfazione il direttore del museo, <strong>Fabrizio Masucci</strong> che dichiara: &#8220;I dati registrati nell’ultimo anno sono da considerarsi tanto più straordinari quando si pensi alle dimensioni contenute dello spazio espositivo e dell’area di attesa all’esterno. A fronte di questi numeri e delle condizioni logistiche non ideali per la gestione di flussi così consistenti, è da sottolineare anche l’eccezionale gradimento espresso dagli utenti: su Tripadvisor, il più noto portale di recensioni di viaggiatori, il Museo Cappella Sansevero è stabilmente primo non solo tra i musei cittadini, ma più in generale tra i quasi 600 ‘siti di interesse’ segnalati sul portale&#8221;.</p>
<p>Nel 2018 ha fatto la differenza anche la tecnologia utilizzata a tutto tondo dal museo per migliorare l&#8217;esperienza dei visitatori, dall&#8217;acquisto dei biglietti alla visita vera e propria passando per l&#8217;informazione online attraverso il nuovissimo <a href="https://www.museosansevero.it/">sito web</a> (oltre 418.000 visite) e l&#8217;uso dei social (facebook, Instagram e Twitter).</p>
<p>Ben <strong>113.536</strong> utenti hanno utilizzato la <strong>piattaforma di prenotazione online</strong> del museo che consente la comoda scelta del giorno e dell&#8217;ora di visita permettendo, oltretutto, di saltare la lunga fila all&#8217;ingresso necessaria per acquistare i biglietti sul posto.</p>
<p>All&#8217;interno del museo è disponibile un servizio di <strong>audioguide</strong> in <strong>5 lingue</strong> disponibili in due diverse declinazioni, una che illustra il tour dedicato agli adulti ed una per i più giovani. Nel 2018 sono state noleggiati ben <strong>90mila</strong> dispositivi.</p>
<p>Molto utilizzata dai visitatori la <b>free wifi zone</b> offerta dal <strong>Museo Cappella Sansevero</strong> nei tratti di strada antistanti, adottati dall’istituzione museale nel 2016 e dotati di nuovi arredi funzionali e di moderni corpi illuminanti.</p>
<p>La <strong>Cappella Sansevero</strong> è oggi una tappa obbligata per i turisti e un luogo che quasi tutti i<br />
napoletani hanno visitato almeno una volta.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Scavi di Ercolano, a San Valentino un solo biglietto per due</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/scavi-di-ercolano-san-valentino-un-biglietto-per-due/</link>
		
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		<pubDate>Fri, 08 Feb 2019 18:36:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Scavi archeologici]]></category>
		<category><![CDATA[area archeologica Ercolano]]></category>
		<category><![CDATA[Parco Archeologico di Ercolano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scavi di Ercolano, a San Valentino sarà possibile per tutti gli Innamorati dell&#8217;Arte, coniugi, compagni, fidanzati, ma anche coppie di amici, genitori e figli, nonni e nipoti, accedere al Parco Archeologico in due con un solo biglietto d&#8217;ingresso. L&#8217;iniziativa è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con l&#8217;intento di far conoscere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scavi di Ercolano</strong>, a San Valentino sarà possibile per tutti gli Innamorati dell&#8217;Arte, coniugi, compagni, fidanzati, ma anche coppie di amici, genitori e figli, nonni e nipoti, <strong>accedere al Parco Archeologico in due con un solo biglietto d&#8217;ingresso</strong>. L&#8217;iniziativa è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con l&#8217;intento di far conoscere sempre più ai cittadini l&#8217;immenso Patrimonio culturale del nostro Paese. Un&#8217;occasione unica per addentrarsi nelle mille declinazioni del tema dell&#8217;amore attraverso l&#8217;allestimento di percorsi artistici e culturali.</p>
<p>Il <a href="http://ercolano.beniculturali.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Parco Archeologico di Ercolano</strong></a> aspetta gli innamorati dell’arte per la festa di San Valentino con una duplice sorpresa: oltre al biglietto 2&#215;1 dedicato a chiunque effettui la visita in compagnia, <strong>fino al 17 febbraio il Parco mette a disposizione delle coppie di visitatori le cornici per inquadrare l’amore nell’arte e per l’arte</strong>. E le <strong>cornici resteranno in dono alle coppie come ricordo della visita</strong>. La cornice riproduce quella sul monumento in memoria di Marco Nonio Balbo con rami intrecciati  d&#8217;acanto, specie arborea spontanea del Mediterraneo ritenuta nel mondo antico simbolo di eternità, prosperità e vitalità. La cornice omaggio <strong>#incorniciAmo</strong> darà così una veste speciale agli scatti fotografici nel giorno di San Valentino, che potranno rendere social i loro scatti taggando il parco sui canali social del Parco (facebook e instagram).</p>
<p>“<em>La cornice rossa vuole rappresentare una finestra anche temporale sul panorama di Herculaneum, &#8211; dichiara  <strong>Francesco Sirano</strong>, direttore degli Scavi di Ercolano – riportando all’interno della città antica la forza dell’amore che anima i luoghi e riannoda il rapporto tra le generazioni che qui sono vissute e coloro che oggi nel contemporaneo provano sentimenti forti come quelli che conosciamo dai tanti graffiti che gli antichi ercolanesi hanno lasciato sui muri vicino al santuario di Venere alla cui protezione tanti amanti si affidavano perché continuasse l’incanto dell’amore nei loro cuori</em>”.</p>
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		<title>Scavi di Ercolano, apre al pubblico il cantiere di restauro</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/scavi-ercolano-apre-al-pubblico-restauro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jan 2019 17:47:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Scavi archeologici]]></category>
		<category><![CDATA[Scavi Ercolano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I cantieri di restauro degli Scavi di Ercolano saranno aperti al pubblico lunedl 21 gennaio alle 11.30. Il Parco Archeologico di Ercolano inizia cosí il programma di inclusione del pubblico nei lavori di restauro e manutenzione dell’eccezionale patrimonio archeologico dell’antica Ercolano. Lunedì 21 gennaio è prevista una nuova importante tappa dei lavori di manutenzione straordinaria [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I cantieri di restauro degli <strong>Scavi</strong> <strong>di</strong> <strong>Ercolano</strong> saranno aperti al pubblico lunedl 21 gennaio alle 11.30. Il <strong>Parco Archeologico di Ercolano</strong> inizia cosí il programma di inclusione del pubblico nei lavori di restauro e manutenzione dell’eccezionale patrimonio archeologico dell’antica Ercolano.</p>
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<p>Lunedì 21 gennaio è prevista una nuova importante tappa dei lavori di manutenzione straordinaria avviati dal Parco Archeologico di Ercolano dall’estate 2018 e che si concluderanno alla fine del 2019, con il finanziamento statale del Fondo per lo sviluppo e la Coesione (FSC) e su progetto del team formato dal personale del Parco e dell’<strong>Herculaneum Conservation Project</strong>. Il programma degli interventi, estesi a tutto il sito e all’area di <strong>Villa dei Papiri</strong>, comprende, oltre al consolidamento e messa in sicurezza<br />
di murature, alla manutenzione degli intonaci e dei pavimenti antichi anche interventi per migliorare il decoro generale del sito.</p>
<p>Il 21 gennaio presso la <strong>Casa</strong> <strong>dell’Albergo</strong>, accessibile sia dal III che dal IV Cardo Inferiore, i restauratori procederanno al distacco del pavimento di un grande ambiente di soggiorno della casa (<i>oecus</i>) che in antico affacciava sul mare. Si tratta di un mosaico imponente con una superficie di circa 20 mq. che sarà rimosso dal piano originario e collocato su 10 pannelli componibili, così da intervenire nel risanamento del sottofondo e nella pulitura delle tessere presso un piccolo laboratorio appositamente allestito all’interno del Parco, presso la Casa di Argo sul III Cardo Inferiore. Terminato il restauro si procederà alla ricollocazione del mosaico nella sua sede originaria.</p>
<p>“<i>Questa iniziativa è l’anteprima del programma di visite ai cantieri di restauro con cui il Parco intende favorire la partecipazione e l’informazione sull’incessante opera di tutela e conservazione del patrimonio archeologico &#8211; </i>dichiara il direttore<strong> Francesco Sirano </strong><i>&#8211; Per favorire il coinvolgimento di una platea più ampia possibile l’evento sarà seguito dai nostri social media sui quali a breve ci sarà il programma delle visite ai cantieri</i>”.</p>
<p>Visitatori e appassionati, presenti nel Parco Archeologico di Ercolano, alle ore 11.30 potranno assistere a tali operazioni, e avranno il privilegio unico di ricevere spiegazioni direttamente dai restauratori e dai tecnici che eseguono gli interventi.</p>
<p><span style="font-size: small;"><strong>Parco Archeologico di Ercolano</strong> &#8211;</span><span style="font-size: small;"> Corso Resina 80056 Ercolano</span></p>
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		<title>Scavi di Pompei, va via Osanna (per ora). Arriva Alfonsina Russo, direttrice ad interim</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/pompei-osanna-lascia-per-ora-arriva-alfonsina-russo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Gradogna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2019 19:56:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Scavi archeologici]]></category>
		<category><![CDATA[area archeologica Pompei]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Osanna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; arrivata agli Scavi archeologici di Pompei la direttrice ad interim Alfonsina Russo. Nel suo primo giorno al Parco archeologico più importante d&#8217;Italia ha incontrato i responsabili degli uffici e il personale, accompagnata dal capo di gabinetto del Mibac Tiziana Coccoluto, dal segretario generale Giovanni Panebianco e dal direttore generale uscente Massimo Osanna, che approda [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; arrivata agli <strong>Scavi archeologici di Pompei</strong> la direttrice ad interim <strong>Alfonsina Russo</strong>. Nel suo primo giorno al Parco archeologico più importante d&#8217;Italia ha incontrato i responsabili degli uffici e il personale, accompagnata dal capo di gabinetto del Mibac <strong>Tiziana Coccoluto</strong>, dal segretario generale <strong>Giovanni Panebianco</strong> e dal direttore generale uscente <strong>Massimo Osanna</strong>, che approda all&#8217;Università ma si è già candidato per guidare gli scavi per il prossimo triennio (la procedura del concorso sarà chiusa in un paio di mesi). Ad accoglierla il direttore generale del GPP, generale <strong>Mauro Cipolletta</strong>, e il coordinatore del gruppo legalità e sicurezza del GPP, prefetto <strong>Vincenza Filippi</strong>.</p>
<p>Alfonsina Russo, attuale direttrice del Parco archeologico del Colosseo dal 2017, dirigerà le attività del <strong>Parco Archeologico di Pompei</strong> fino alla nomina del successivo direttore generale. “<em>Sarà garantita la totale attenzione alle attività del Parco archeologico nel segno di una assoluta continuità delle procedure in corso. In questa fase di mia permanenza non ci saranno cambiamenti,</em> &#8211; ha dichiarato Alfonsina Russo &#8211; <em>ma si proseguirà nel solco già tracciato in maniera ottimale, con risultati riconosciuti a livello internazionale, da <strong>Massimo Osanna</strong>, grazie all’eccezionale lavoro di squadra condotto dai funzionari e da tutto il personale del Parco archeologico di Pompei.</em>&#8221; Un vero e proprio apprezzamento all&#8217;operato di Massimo Osanna che si è conquistato sul campo una riconferma. E infatti molti fanno già da tempo il tifo perché il direttore uscente sia presto rinominato alla guida di Pompei per altri tre anni, al termine della procedura concorsuale in corso. Forse è il caso che, per dare una giusta continuità, il &#8220;governo del cambiamento&#8221; in questo caso non cambi una scelta del precedente governo, scelta che, a detta di tutti, è stata azzeccata.</p>
<p>La direttrice <strong>Alfonsina Russo</strong>, archeologa, specializzata e dottore di ricerca in archeologia classica, dal 2009 è dirigente del Mibact. Nella sua attività professionale ha operato in Magna Grecia, nel Molise e nel Lazio. Si è occupata di allestimenti museali e di gestione di musei, di allestimenti di importanti mostre in Italia e all’estero. Ha curato numerose pubblicazioni scientifiche e ha tenuto conferenze presso prestigiose università italiane e straniere.E’ stata soprintendente archeologo per l’Etruria meridionale e soprintendente per l’archeologia belle arti e paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale. La delegazione ha visitato i principali cantieri del Grande Progetto Pompei e i nuovi scavi della Regio V.</p>
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		<title>Scavi archeologici di Ercolano, superato mezzo milione di visitatori</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/scavi-archeologici-di-ercolano-visitatori-2018/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Gradogna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2019 18:43:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Scavi archeologici]]></category>
		<category><![CDATA[Antiquarium di Ercolano]]></category>
		<category><![CDATA[area archeologica Ercolano]]></category>
		<category><![CDATA[scavi archeologici ercolano]]></category>
		<category><![CDATA[Scavi archeologici Pompei]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli Scavi archeologici di Ercolano festeggiano un 2018 in decisa crescita di presenze, attività culturali e divulgative, con l&#8217;avvio del recupero e manutenzione di aree dissestate e un adeguamento amministrativo alla pianta organica. Con 534.328 visitatori, l&#8217;anno passato ha fatto registrare il record con un incremento di quasi centomila biglietti rispetto al 2016 (440.852) e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli <strong>Scavi archeologici di Ercolano</strong> festeggiano un 2018 in decisa crescita di presenze, attività culturali e divulgative, con l&#8217;avvio del recupero e manutenzione di aree dissestate e un adeguamento amministrativo alla pianta organica. Con<strong> 534.328 visitatori</strong>, l&#8217;anno passato ha fatto registrare il record con un incremento di quasi centomila biglietti rispetto al 2016 (440.852) e di 44.000 rispetto al 2017 (490.852): una crescita che in termini percentuali arriva al 9% anno su anno, sostanzialmente in linea con l&#8217;incremento registrato dagli Scavi di Pompei (10%). L&#8217;affluenza maggiore agli <strong>Scavi archeologici di Ercolano</strong> si è registrata a maggio con 81.000 presenze e a ottobre (60.470).</p>
<p>Fa festa dunque il direttore <strong>Francesco Sirano</strong> e tutto lo staff che da un paio di anni si sta piano piano riorganizzando. E rilancia un corposo programma di attività per il 2019. “<em>Il Parco di Ercolano </em>– dichiara Sirano <em>– si lascia alle spalle un anno denso di attività e di impegno ma uno altrettanto ricco e impegnativo ci aspetta. Il mio ringraziamento a tutto il personale del Parco, che in questo anno è ulteriormente cresciuto in numero e in carico di lavoro per ognuno, che con assoluta abnegazione risponde ad ogni mia sollecitazione con lo stesso mio entusiasmo e  passione. Dicembre è stato il mese a me forse più caro dei precedenti trascorsi perché ho potuto vedere realizzato il sogno di far vivere i luoghi che frequentiamo, poter rendere accessibile e fruibile l’<strong>Antiquarium</strong> lo ritengo davvero un traguardo che mi sprona ad andare avanti senza sosta alcuna. Mi piangeva il cuore nel vedere un luogo come l’<strong>Antiquarium</strong> ‘invecchiare’ senza che il pubblico potesse fruirne, ho voluto fortemente la sua apertura e il suo utilizzo perché il Parco di Ercolano lo merita e affinché il territorio potesse guadagnare un prestigioso luogo di esposizioni&#8221;. </em></p>
<figure id="attachment_28622" aria-describedby="caption-attachment-28622" style="width: 455px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class=" wp-image-28622" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2019/01/Scavi-di-Ercolano_direttore_Francesco_Sirano-300x150.jpg" alt="Il direttore degli Scavi archeologici di Ercolano, Francesco Sirano" width="455" height="231" /><figcaption id="caption-attachment-28622" class="wp-caption-text">Il direttore degli Scavi archeologici di Ercolano, Francesco Sirano</figcaption></figure>
<p><em>&#8220;E l’aver collocato in questo spazio gli ori ritrovati a Ercolano, mai esposti in una tale completezza, </em>&#8211; continua Sirano &#8211;<em> ha coronato un sogno che avevo nel cassetto. Il cassetto l’ho aperto e quello che aspetta il Parco è solo ulteriore valorizzazione delle attività di ricerca, documentazione, conservazione, comunicazione e divulgazione per lo sviluppo culturale dell’intero territorio vesuviano. Per questo il Programma 2019 rende stabili alcune aperture come quella del teatro, presenta una rassegna estiva più strutturata e ricca dell’anno passato, accoglie cittadini e appassionati per cicli di conferenze e una summer school, apre il Parco alle mostre diffuse sul territorio, nel continuare la strategia di collaborazione con gli enti territoriali, ma anche con le scuole, gli enti, le associazioni, le istituzioni nazionali e internazionali perché tutti possano godere della crescita di questo sito Unesco che deve diventare comune e condivisa”</em>.</p>
<p>Nell&#8217;anno dell&#8217;anniversario dell&#8217;eruzione del Vesuvio (79 d.C.), il direttore degli Scavi archeologici di Ercolano si appresta dunque a confermare e consolidare un trend in una logica di condivisione e diffusione territoriale, con una serie di iniziative.</p>
<p>In primis, la mostra &#8220;<a href="https://www.charmenapoli.it/arte/mostre/splendori-mostra-parco-archeologico-di-ercolano/" target="_blank" rel="noopener"><strong>SplendOri. Il lusso negli ornamenti ad Ercolano</strong></a>&#8221; (la prima grande mostra del Parco all’interno del recuperato Antiquarium) resterà aperta al pubblico fino al 30 settembre 2019. La collezione di circa 200 reperti, tra cui più di 100 monili e preziosi, unica per quantità e valore dei pezzi in mostra, viene presentata al pubblico sul luogo stesso del ritrovamento; oggetti appartenuti agli antichi ercolanesi, alcuni ritrovati con gli abitanti nel tentativo di porli in salvo dalla imminente catastrofe dell’eruzione, altri ritrovati nelle dimore dell’antica città.</p>
<p>Il biglietto di accesso comprensivo della vista al Parco e alla mostra resterà invariato al prezzo di <strong>11 euro</strong>, con riduzioni e gratuità di legge. Il costo del biglietto di accesso alla Mostra e al Parco Archeologico rimarrà invariato per tutta la durata dell’orario invernale, e subirà un piccolo ritocco a partire dall’orario estivo.</p>
<p>Poi nel 2019 gli <a href="http://ercolano.beniculturali.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Scavi archeologici di Ercolano</strong></a> organizzeranno due mostre diffuse. Una dal titolo &#8220;L&#8217;ebanistica e l&#8217;arte dell&#8217;arredo ligneo&#8221; e la seconda &#8220;La civiltà del cibo ed i piaceri della tavola nell&#8217;antica Ercolano&#8221;. Impegnativo sarà il nuovo anno anche sotto il profilo del restauro, recupero e manutenzione dell&#8217;area archeologica, in prosecuzione di quanto fin qui già realizzato e progettato anche con il sostegno di . Il parco si apre anche alla comunicazione moderna con nuovi canali web, aperitivi e conferenze all&#8217;inaugurato Antiquarium,  serate estive con suggestive visite all&#8217;antica città, rassegne artistiche, visite al teatro antico nelle viscere dell&#8217;antica Ercolano, Cantieri didattici con restauri aperti, Laboratori di oreficeria in legame con la mostra SplendOri e Pomeriggi al Parco a ingresso gratuito.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Pompei, riaperto il Tempio di Iside e altre due bellissime domus</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/pompei-riaperto-il-tempio-di-iside-e-altre-due-bellissime-domus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Dec 2018 15:01:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Scavi archeologici]]></category>
		<category><![CDATA[area archeologica Pompei]]></category>
		<category><![CDATA[nuove domus pompei]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Casa della Fontana Grande, Casa dell’Ancora e Tempio di Iside: gli Scavi archeologici di Pompei hanno riaperto da oggi al pubblico queste tre importanti siti, dopo gli interventi di restauro e manu​tenzione. riproposizione di allestimenti storici, interventi di decoro del verde e indagini di ricerca. Alla Casa della Fontana Grande viene riproposto l&#8217;allestimento storico dell’area della fontana, in linea con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Casa della Fontana Grande</strong>, <strong>Casa dell’Ancora</strong> e <strong>Tempio di Iside</strong>: gli <strong>Scavi archeologici di Pompei</strong> hanno riaperto da oggi al pubblico queste tre importanti siti, dopo gli interventi di restauro e manu​tenzione. riproposizione di allestimenti storici, interventi di decoro del verde e indagini di ricerca.</p>
<p>Alla <strong>Casa della Fontana Grande</strong> viene riproposto l&#8217;allestimento storico dell’area della fontana, in linea con il progetto Museo diffuso già sperimentato in varie domus  pompeiane. Qui è stata ricollocata la copia della statuetta del puttino con delfino.</p>
<p>La <strong>Casa dell’Ancora</strong>, invece, con la sua originale planimetria a doppio livello, esibisce il bel giardino del piano inferiore risistemato grazie ad un intervento di restauro e manutenzione del verde, secondo un progetto non impattante e un criterio storico-botanico nella scelta delle essenze.</p>
<p>Il <strong>Tempio di Iside,</strong> invece, oltre a interventi di manutenzione generale e di restauro degli apparati decorativi, è stato oggetto di nuove indagini archeologiche nell&#8217;ambito del progetto “scavi e ricerche” promosso dal <strong>Parco archeologico di Pompei</strong>. In particolare, nell’ambito di uno dei saggi, sono emerse tracce di un sacrificio con offerte sia vegetali sia animali che hanno permesso di acquisire importanti conoscenze sui rituali praticati nel santuario.</p>
<figure id="attachment_28481" aria-describedby="caption-attachment-28481" style="width: 387px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class=" wp-image-28481" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2018/12/Pompei_Casa-Fontana-puttino_con_delfino-300x224.jpg" alt="" width="387" height="285" /><figcaption id="caption-attachment-28481" class="wp-caption-text">Pompei, Casa della Fontana Grande</figcaption></figure>
<p>L’impianto originario della <strong>Casa della Fontana grande</strong> risale alla prima metà del II sec a. C., ma solo nel I sec d.C fu addossata al muro di fondo la grande fontana ad abside rivestita con mosaici e conchiglie e ornata da due maschere teatrali in marmo, che dà oggi il nome alla dimora. Al centro della fontana si trova una base cilindrica con un foro centrale che all’epoca della scoperta tra il 1826 e il 1827 si presentava priva di elementi decorativi. Fra Ottocento e Novecento venne posizionata sulla base al centro della fontana una copia di un puttino con delfino scoperto nel 1880 nel giardino della casa degli archi; questa sistemazione, concepita forse in analogia con la vicina casa della Fontana Piccola, al cui centro si trova una statuetta di puttino con oca, è stata in seguito mantenuta per diversi decenni nel corso del Novecento. Il nuovo allestimento a Pompei ripropone dunque la storica sistemazione e restituisce così l’immagine consolidata della domus nell’ultimo secolo.</p>
<figure id="attachment_28483" aria-describedby="caption-attachment-28483" style="width: 427px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class=" wp-image-28483" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2018/12/Pompei_casa_ancora_1-300x194.jpg" alt="" width="427" height="263" /><figcaption id="caption-attachment-28483" class="wp-caption-text">Pompei, Casa dell&#8217;Ancora</figcaption></figure>
<p>La<strong> Casa dell’Ancora</strong> prende nome dall’ancora raffigurata nel mosaico dell’ingresso, simbolo della tranquillità e della sicurezza che la dimora offriva ai propri abitanti. Presenta una planimetria assolutamente originale nel panorama pompeiano. La parte posteriore è infatti organizzata su due livelli posti a differenti quote: il piano superiore è incentrato intorno ad un’ampia terrazza su cui affacciavano tre grandi sale da ricevimento, con pavimenti decorati da mosaici di cui si conserva in un caso il disegno preparatorio; il piano inferiore è occupato da un giardino, attorno al quale corre un portico coperto a pilastri. L&#8217;abitazione è stata interessata da un intervento di restauro degli apparati decorativi nel 2015 nell&#8217;ambito del <strong>Grande Progetto Pompei</strong>.</p>
<figure id="attachment_28485" aria-describedby="caption-attachment-28485" style="width: 425px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class=" wp-image-28485" src="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2018/12/Pompei_tempio_di_iside_2-300x204.jpg" alt="" width="425" height="271" /><figcaption id="caption-attachment-28485" class="wp-caption-text">Pompei, Tempio di Serapide</figcaption></figure>
<p>Il <strong>Tempio di Iside</strong> era dedicato al culto antichissimo (di tipo misterico, cioè riservato ai soli iniziati) della dea egizia, che si diffuse in tutto il Mediterraneo a partire dal III secolo a.C. per il suo messaggio di speranza in una vita oltre la morte. Secondo il mito, infatti, Iside recuperò le parti dello sposo Osiride, ucciso e smembrato da Seth, lo ricompose e gli ridiede la vita. Al centro di un cortile porticato si trova il tempio su alto podio; nello spazio antistante stanno l’altare, la fossa per le offerte e un piccolo edificio (purgatorium) al cui interno una scala porta al bacino cui attingere l’acqua, che si diceva provenisse direttamente dal Nilo. Alle spalle del tempio un’ampia sala era dedicata alle riunioni degli iniziati (ekklesiasterion), mentre in una più piccola (sacrarium) erano visibili pitture che narravano episodi del mito della dea. Gli apparati decorativi, le sculture e gli arredi rinvenuti nel santuario sono esposti al <strong>Museo Archeologico Nazionale di Napoli</strong>, ma negli <strong>Scavi Archeologici di Pompei</strong> è possibile rivivere in parte l’effetto originario grazie alla ricollocazione in situ di alcune copie di affreschi e di statue.</p>
<p>​web: <a href="http://www.pompeiisites.org">www.pompeiisites.org</a><br />
FaceBook: <a href="https://www.facebook.com/pompeiisoprintendenza/">https://www.facebook.com/pompeiisoprintendenza/</a><br />
Twitter: <a href="https://twitter.com/pompeii_sites">https://twitter.com/pompeii_sites</a><br />
Instagran <a href="https://www.instagram.com/pompeii_parco_archeologico/">pompeii_parco_archeologico/</a><br />
YouTube: <a href="https://www.youtube.com/c/PompeiiSites79dc">https://www.youtube.com/c/PompeiiSites79dc</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/news/pompei-riaperto-il-tempio-di-iside-e-altre-due-bellissime-domus/">Pompei, riaperto il Tempio di Iside e altre due bellissime domus</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
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