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	<title>Fabrizio Carafa Archivi - Charme</title>
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	<description>Tutto il bello e il buono di Napoli e della Campania</description>
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		<title>Fantasmi d’amore nei vicoli di Partenope. Leggende senza fine.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Gradogna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jan 2017 13:20:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Figure sospese tra il mito e la storia: il munaciello, la bella ’mbriana, i miti di Virgilio. Fatti di Napoli, misteri tradotti in realtà. Episodi concreti, talora imbrattati di sangue e poi trasfigurati in leggende ancora vive tra i vicoli della bella Partenope. La città e il fascino dell’occulto, una miscela unica dal sapore antico, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Figure sospese tra il mito e la storia: il munaciello, la bella ’mbriana, i miti di <a title="A Napoli per viaggiare sulle orme del Mago Virgilio" href="http://www.charmenapoli.it/storia/a-napoli-viaggiare-sulle-orme-del-mago-virgilio/" target="_blank"><strong>Virgilio</strong></a>. Fatti di Napoli, misteri tradotti in realtà. Episodi concreti, talora imbrattati di sangue e poi trasfigurati in leggende ancora vive tra i vicoli della bella <a title="La Sirena rifiutata ammaliò Napoli" href="http://www.charmenapoli.it/storia/leggende-storia-la-sirena-partenope-rifiutata-ammalio-napoli/" target="_blank"><strong>Partenope</strong></a>. La città e il fascino dell’occulto, una miscela unica dal sapore antico, la cui origine si perde nella notte dei secoli. Quali e quanti storie hanno animato, nel corso dei secoli, le notti dei Napoletani? Quali e  quanti racconti sono stati tramandati di padre in figlio fino a giungere ai giorni nostri, praticamente intatti? Anche il Seicento, età dell’assolutismo, epoca d’oro del Barocco partenopeo ha saputo fornire materia prima alle pagine fascinose dei cantastorie di Megaride. Una innanzitutto. Forse la più famosa: quella di <strong>Maria d’Avalos</strong>, la giovane sposa del madrigalista Carlo Gesualdo massacrata a colpi di pugnale dai sicari del marito in una delle stanze di palazzo San Severo, la notte del 17 ottobre del 1590. Il suo fantasma, assicurano gli amanti delle cose antiche, aleggerebbe ancora oggi, più bello più che mai, avvolto in lunghe vesti discinte, col terrore dipinto in volto e i capelli scarmigliati, nella zona compresa tra l’<a title="Perle di pietra che brillano in città" href="http://www.charmenapoli.it/storia/perle-di-pietra-che-brillano-citta/" target="_blank"><strong>obelisco di San Domenico Maggiore</strong></a> e l’antica dimora in cui la nobildonna fu trucidata insieme all’amante, il giovane Fabrizio Carafa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_26057" aria-describedby="caption-attachment-26057" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2017/01/palazzo-san-svero-a-piazza-.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-26057" src="http://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2017/01/palazzo-san-svero-a-piazza--300x262.jpg" alt="palazzo-san-severo-a-piazza san domenico maggiore" width="300" height="262" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2017/01/palazzo-san-svero-a-piazza--300x262.jpg 300w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2017/01/palazzo-san-svero-a-piazza--768x670.jpg 768w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2017/01/palazzo-san-svero-a-piazza--800x698.jpg 800w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2017/01/palazzo-san-svero-a-piazza--696x607.jpg 696w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2017/01/palazzo-san-svero-a-piazza--482x420.jpg 482w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2017/01/palazzo-san-svero-a-piazza-.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-26057" class="wp-caption-text">palazzo-san-severo-a-piazza san domenico maggiore</figcaption></figure>
<p>Maria non sembra trovare pace: la sua figura evanescente sembra quasi sussurrare un flebile lamento per l’amore perduto e l’orribile fine. Era stata scoperta in flagrante con il bel Fabrizio, in camera da letto, e per questo don Carlo, ferito nell’orgoglio e accecato dal dolore, ne aveva decretato l’orribile morte senza pensarci su due volte. Una, ma non la sola leggenda legata ai fatti della Napoli Barocca. Perché dall’altra parte della città, a Posillipo, c’è un’altra storia che ancora affascina e appassiona. E’ sempre l’amore a farla da protagonista, nel bene e nel male. La storia è quella di donn’Anna Carafa, moglie bellissima del viceré di Spagna Filippo Ramiro Guzman, contesa da nobili e personaggi illustri della capitale. Raccontano che l’avvenente posillipina fosse entrata in competizione con la nipote di origine spagnola Mercede de las Torre, colpevole di essersi innamorata del suo amante, don Gaetano di Casapesenna. Costui aveva preferito legarsi alla bella spagnola anziché alla prorompente napoletana scatenando, in questo modo, la folle gelosia della consorte del viceré. Poi donna Mercede sparì. Così, di punto in bianco. E di lei non si seppe più niente. Don Gaetano la cercò per mare e per terra, anche all’estero, ma invano. Afflitto e sconsolato, il nobile partì per la guerra e lì ci lasciò le penne. Il 7 maggio del 1644 anche Guzman levò i tacchi e se ne tornò in Spagna lasciando donn’Anna al suo triste e solitario destino.</p>
<figure id="attachment_26056" aria-describedby="caption-attachment-26056" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2017/01/Palazzo-DonnAnna-a-Posillipo.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-26056 size-medium" src="http://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2017/01/Palazzo-DonnAnna-a-Posillipo-300x200.jpg" alt="palazzo-donnanna-a-posillipo" width="300" height="200" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2017/01/Palazzo-DonnAnna-a-Posillipo-300x200.jpg 300w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2017/01/Palazzo-DonnAnna-a-Posillipo-768x511.jpg 768w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2017/01/Palazzo-DonnAnna-a-Posillipo-800x532.jpg 800w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2017/01/Palazzo-DonnAnna-a-Posillipo-696x463.jpg 696w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2017/01/Palazzo-DonnAnna-a-Posillipo-631x420.jpg 631w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2017/01/Palazzo-DonnAnna-a-Posillipo.jpg 902w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-26056" class="wp-caption-text">palazzo-donnanna-a-posillipo</figcaption></figure>
<p>Rimasta senza più né amore, né amanti, con il cuore inaridito e il morale a pezzi, la nobildonna di casa Carafa si ritirò a Portici e qui spirò, un anno più tardi. Il suo spettro, secondo la leggenda, si aggirerebbe ancora tra le stanze del palazzo di Posillipo anche se qualcuno è pronto a giurare che in realtà le presenze fantasmagoriche avvistate tra le stanze di quella dimora siano, in realtà, le anime in pena di donna Mercede e don Gaetano. E parlando di presenze occulte, non si può non menzionare il caso del monastero di Sant’Arcangelo a Baiano, una delle prime strutture religiose edificate a Napoli dagli Angioini in segno di devozione per la vittoria riportata sugli Svevi. Oggi la struttura è deserta e, si dice, infestata dagli spiriti. Ma non sempre fu così. La storia ci porta al 1540 quando un gruppo di novizie, sacrificate dai genitori, fu costretto a varcare la soglia dell’allora convento di Forcella. Erano in quattro e tutte avevano già provato il dolce frutto dell’amore: impossibile costringerle alla clausura. La repressione e la regola non erano fatte per loro. Agata Arcamone, la più bella e giovane tra le suore, insieme a Giulia Caracciolo e Livia Pignatelli, pensò bene di darsi da fare, intrecciando una tresca amorosa con alcuni nobili del luogo che in quegli anni frequentavano il complesso religioso di Forcella.</p>
<figure id="attachment_26054" aria-describedby="caption-attachment-26054" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2017/01/Convento-SantArcangelo-a-Baiano-Napoli.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-26054" src="http://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2017/01/Convento-SantArcangelo-a-Baiano-Napoli-300x130.jpg" alt="onvento-santarcangelo-a-baiano-napoli" width="300" height="130" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2017/01/Convento-SantArcangelo-a-Baiano-Napoli-300x130.jpg 300w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2017/01/Convento-SantArcangelo-a-Baiano-Napoli-768x334.jpg 768w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2017/01/Convento-SantArcangelo-a-Baiano-Napoli-800x348.jpg 800w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2017/01/Convento-SantArcangelo-a-Baiano-Napoli-696x303.jpg 696w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2017/01/Convento-SantArcangelo-a-Baiano-Napoli.jpg 805w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-26054" class="wp-caption-text">convento-santarcangelo-a-baiano-napoli</figcaption></figure>
<p>Si parlò di orge, strani dispetti, rivalità, vendette e malignità consumate nell’oscurità delle celle monastiche. Le tre suore furono anche punite dal vescovo. Ma le voci sulle loro peripezie non si placarono. Poi i fatti presero una piega sconvolgente. Accadde quando alcuni dei giovani coinvolti nello scandalo a “luci rosse” furono trovati privi di vita, assassinati in maniera brutale. Anche due delle monache furono uccise: morirono avvelenate, insieme alla badessa. Neanche un’indagine interna riuscì a fare chiarezza sull’accaduto fino a quando, nel 1577, non si decise la chiusura del convento. E le monache superstiti? Svanite nel nulla. Disperse nella polvere dei secoli. Agata, fu detto, abbandonò di nascosto Napoli e di lei, da quel giorno, si perse ogni traccia. Sembra che sia suo lo spettro che ancora oggi si muoverebbe, con fare sinistro, tra i resti dell’antico monastero. Non è una storia di fantasmi, ma non per questo merita di rimanere nascosta la leggenda legata all’arco di Sant’Eligio, uno dei luoghi simbolo della città di Masaniello.</p>
<figure id="attachment_26055" aria-describedby="caption-attachment-26055" style="width: 300px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2017/01/Orologio-SantEligio-Napoli.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-26055 size-medium" src="http://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2017/01/Orologio-SantEligio-Napoli-300x148.jpg" alt="orologio-santeligio-napoli" width="300" height="148" srcset="https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2017/01/Orologio-SantEligio-Napoli-300x148.jpg 300w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2017/01/Orologio-SantEligio-Napoli-324x160.jpg 324w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2017/01/Orologio-SantEligio-Napoli-533x261.jpg 533w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2017/01/Orologio-SantEligio-Napoli-696x345.jpg 696w, https://www.charmenapoli.it/wp-content/uploads/2017/01/Orologio-SantEligio-Napoli.jpg 700w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-26055" class="wp-caption-text">orologio-santeligio-napoli</figcaption></figure>
<p>Anche in questo caso si tratta di un racconto che ha cominciato a prendere piede nel corso del Seicento, anche se i fatti narrati sembrano portarci alla prima metà del Cinquecento. Tutto è legato alle due teste scolpite nella cornice che si trova alla base dell’arco, proprio sotto lo storico orologio. Le teste, secondo la tradizione popolare, sarebbero quella di una giovane fanciulla di nome Irene Malarbi e quella del potente duca Antonello Caracciolo. Si narra che l’uomo, privo di scrupoli, innamoratosi della giovane vergine e vista l’impossibilità di poterla fare propria, fece condannare senza alcuna colpa il padre di lei, chiedendo in cambio della sua liberazione le grazie della fanciulla. A quanto pare Caracciolo riuscì nel suo intento, ma la famiglia della bella Irene non rimase con le mani in mano e si rivolse a <strong><a title="Isabella d'Aragona" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Isabella_d%27Aragona">Isabella d’Aragona</a></strong>, figlia del sovrano <strong><a title="Ferdinando II" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ferdinando_II">Ferdinando II</a></strong>, pur di ottenere giustizia. La richiesta diede i suoi frutti. Impietosita, la principessa condannò infatti, Caracciolo alla pena di morte per decapitazione, ma prima lo costrinse a sposare la giovane per poter riparare al torto subìto.</p>
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		<title>Pasqua in musica alla Cappella Sansevero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Apr 2014 15:55:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Cappella Sansevero]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Carafa]]></category>
		<category><![CDATA[Gesualdo Da Venosa]]></category>
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		<category><![CDATA[Niccolò Jommelli]]></category>
		<category><![CDATA[Pasqua 2014]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Musica d&#8217;autore a Pasqua. Il capoluogo campano in occasione della sacra ricorrenza, si appresta ad ospitare due imperdibili appuntamenti con la magia delle sette note. Scenario privilegiato la suggestiva cornice di Cappella di Sansevero, al cui interno è custodita la preziosa scultura marmorea del Cristo Velato. La rassegna, promossa dal Goethe Institut, è prevista per domani, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Musica d&#8217;autore a Pasqua. Il capoluogo campano in occasione della sacra ricorrenza, si appresta ad ospitare due imperdibili appuntamenti con la magia delle sette note. Scenario privilegiato la suggestiva cornice di <a title="Cappella Sansevero, il marmo trasparente che soffre" href="http://www.charmenapoli.it/arte/cristo-velato-il-marmo-trasparente-che-soffre/"><strong>Cappella di Sansevero</strong></a>, al cui interno è custodita la preziosa scultura marmorea del <strong>Cristo Velato</strong>.</p>
<p>La rassegna, promossa dal <a href="http://www.goethe.de/ins/it/nea/itindex.htm" target="_blank"><strong>Goethe Institut</strong></a>, è prevista per domani, martedì 15 e martedì 22 aprile prossimo, date dedicate rispettivamente a <strong>Gesualdo da Venosa</strong> e <strong>Niccolò Jommelli</strong>, per celebrare i 400 anni dalla morte del blasonato concertista e i 300 anni dalla nascita del compositore aversano.</p>
<p>Ricordiamo che <strong>Gesualdo da Venosa</strong> apparteneva alla nobile famiglia partenopea dei Gesualdo, ma più che per i suoi titolo nobiliari, il principe si distinse per la spiccata propensione verso il linguaggio musicale, in particolare per il genere del madrigale e della musica sacra, particolarmente in voga nel periodo rinascimentale e barocco napoletano.</p>
<p>[charme-gallery]</p>
<p>Ma oltre ai riconosciuti meriti nel campo delle sette note, il nobiluomo è noto agli onori della cronaca per una vicenda a tinte piuttosto fosche. Trattasi del celebre omicidio di <strong>Maria d’Avalos</strong>, moglie del musicista, uccisa insieme al suo amante <strong>Fabrizio Carafa</strong>, per mano dello stesso Gesualdo, perché colta in flagrante adulterio. L’uomo, sconvolta dal tradimento della moglie, si macchiò così dell’efferato gesto, trasformando Maria nel celebre fantasma che ancora oggi, nelle notti buie e ventose d&#8217;inverno, qualcuno asserisce di vedere aggirarsi, malinconicamente, tra i vicoli di piazza San Domenico Maggiore. Per rivivere il pathos di quella tragica notte, l’Ensemble vocale tedesco <strong>“Bessiner Kammerchor”</strong> si esibirà in una toccante esibizione musicale, dal titolo:<strong> “Dal profondo, scena del crimine”</strong>.</p>
<p>Ancora, si continua con  <a href="http://www.discantus.altervista.org/chi%20siamo/chi%20siamo.htm" target="_blank"><strong>l’Associazione Discantus</strong> </a>che porterà in scena l’esecuzione dell’Agonia di Gesù Cristo di <strong>Niccolò Jommelli</strong>, da parte del <strong>Coro Vocali Ensemble Discantus.</strong></p>
<p>Due appuntamenti da non perdere, dunque, per vivere la Pasqua del Signore nella città che, tra chiese e campanili, arte presepiale e monumenti ha fatto della  rappresentazione del sacro il proprio marchio di fabbrica.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Cappella Sansevero</strong>,<br />
Via Francesco de Sanctis, 19 Napoli<br />
Tel.+39.081.551.8470</p>
<p>Martedì 15 aprile 2014, ore 20.00<br />
&#8220;Dal profondo,scena del crimine&#8221;<br />
Musica di Carlo Gesualdo</p>
<p>Martedì 22 aprile 2014, ore 20.30<br />
&#8220;Agonia di Gesù Cristo&#8221;<br />
Per soli, coro e strumenti. Di Niccolò Jommelli</p>
<p>Gli inviti per entrambi i concerti saranno ritirabili, presso la biglietteria del Museo Cappella Sansevero (dalle 9.30 alle 18.10, la domenica dalle 9.30 alle 13.40, chiusa il martedì)</p>
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