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	<title>Monastero di San Gregorio Armeno Archivi - Charme</title>
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	<description>Tutto il bello e il buono di Napoli e della Campania</description>
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		<title>Monasteri di clausura. In preghiera con vista sull’Eden</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/arte/chiese/monasteri-di-clausura-a-napoli-preghiera-con-vista-su-eden/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Gradogna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2015 11:35:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Di conventi e monasteri è stracolma Napoli, residenza storica di monaci e cardinali, frati, preti e suore. Fu nella città di Partenope che nel 1294 Celestino V trasferì la sede papale, al seguito di re Carlo d’Angiò. E fu sempre nella perla del Golfo che vissero le loro vite apostoliche santi del calibro di Giuseppe [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Di conventi e <strong>monasteri</strong> è stracolma <strong>Napoli</strong>, residenza storica di monaci e cardinali, frati, preti e suore. Fu nella città di Partenope che nel 1294 Celestino V trasferì la sede papale, al seguito di re Carlo d’Angiò. E fu sempre nella perla del Golfo che vissero le loro vite apostoliche santi del calibro di Giuseppe Moscati e Alfonso Maria dei Liguori, oggi venerati e pregati dai fedeli di mezzo mondo. Nel corso dei secoli, nell’antica Capitale del Regno delle Due Sicilie i rappresentanti dell’Ordine Sacro hanno costituito uno degli elementi chiave dell’antica colonia greco romana. Una città che, non a caso, mercanti e naviganti individuavano per l’alto numero di guglie, campanili e cupole che si materializzavano, appena giunti in vista del porto.</p>
<p>Napoli e la fede vanno d’amore e d’accordo fin dai tempi in cui il Cristianesimo muoveva i primi passi. Lo dimostra l’amore e la devozione che i partenopei nutrono da sempre per il loro patrono Gennaro, vescovo di Benevento martirizzato dai romani a Pozzuoli nel settembre del 305. Non è certo un caso, d’altronde, se proprio a Napoli, nell’VIII secolo, si rifugiarono le monache di San Basilio, in fuga dalla guerra iconoclasta di Costantinopoli. E che sempre qui sia cresciuto il “senso” e l’artigianato del presepe, autentico simbolo della Natività di Gesù “made in Vesuvio” ai quattro angoli del globo.[charme-gallery]</p>
<p>Napoli e il sacro si perpetuano nelle centinaia di chiostri e templi cristiani fatti edificare da re, principi e ordini monastici per conferire lustro e sostanza al culto del Signore, ma anche per abbellire l’antica Neapolis e offrire ospitalità a viandanti e pellegrini. Monasteri conosciuti e sconosciuti, costellati di capolavori artistici e opere monumentali. Luoghi scelti dai servi e dalle serve di Dio per contemplare l’Onnipotente al riparo da occhi indiscreti. Punti di incontro tra la religione e il fedele, ma anche linea di confine tra la condizione di isolamento del clero e quella del mondo laico. Molti di questi luoghi, abbandonati i panni della clausura, sono oggi meta di turisti e fedeli attratti dal fascino di una città il cui <a title="Un angolo di Paradiso nel cuore della città" href="http://www.charmenapoli.it/arte/visitare-napoli-chiostro-dei-girolamini-angolo-di-paradiso-nel-cuore-di-napoli/" target="_blank"><strong>Centro storico</strong></a> è patrimonio mondiale dell’Unesco, proprio per la ricchezza e la rarità offerte dai suoi tesori architettonici. Uno fra tutti: quello il <strong>monastero di Santa Chiara</strong>, fonte ispirativa di una celebre canzone napoletana.</p>
<p>La trecentesca cittadella dei frati francescani troneggia tra via Spaccanapoli e piazza del Gesù, con le sue tombe illustri e i celebri mausolei a baldacchino riservati al riposo eterno dei sovrani angioini. E’ qui, sotto il peso delle imponenti navate di epoca gotica che ancora si possono ammirare i resti preziosi degli affreschi di <strong>Giotto</strong> e le straordinarie sculture che adornano le cappelle gentilizie della nobiltà napoletana. Fiore all’occhiello del complesso religioso dedicato al Santo di Assisi è tuttavia il <strong>chiostro maiolicato</strong> del XVIII secolo, un complesso di tre cortili (il <strong>chiostro delle Clarisse</strong>, quello dei <strong>Frati Minori</strong> e il <strong>chiostro di Servizio</strong>), trasposizione terrena dell’Eden celeste, che brillano per la sfavillante galleria di “<strong>riggiole</strong>” maiolicate opera dello scultore Domenico Antonio Vaccaro, in cui sono raffigurate scene campestre e paesaggi agresti. Le maioliche adornano pareti, colonnati e panchine del giardino terrestre, in un vero e proprio trionfo di colori. Al chiostro si accede dall’ingresso al Museo dell’Opera dove si trovala Sala Archeologica in cui sono raccolti i numerosi reperti archeologici rinvenuti nel corso degli scavi.</p>
<p>Il monastero di Santa Chiara è senz’altro una delle chiese più famose e visitate di tutta Napoli. Non così il<strong> monastero delle Trentatré</strong>, a un tiro di schioppo dal Policlinico Vecchio, struttura che solo di recente, in occasione del “Maggio dei Monumenti 2013”, ha aperto le porte ai visitatori (sia pure per pochi giorni). Il complesso, infatti, così detto per il numero massimo di monache che poteva ospitare (il monastero, in realtà, è intitolato a <strong>Santa Maria in Gerusalemme</strong>), è attualmente abitato da una comunità composta da <strong>13 suore clarisse cappuccine</strong>, che oggi, come quattrocento anni fa, comunicano con l’esterno grazie a una ruota che risale al tempo in cui l’edificio religioso vide la luce, grazie all’iniziativa della nobildonna catalana <strong>Maria Longo</strong> (è a lei che si deve anche la costruzione dell’Ospedale degli Incurabili).[charme-gallery]</p>
<p>Del monastero delle Trentatrè colpiscono gli affreschi di Santa Chiara e Sant’Antonio conla Vergine;la Cenadi Emmaus di Giuseppe Bonito ela Presentazionedi Gesù al Tempio di Teodoro d’Errico. Ma straordinari sono anche l’annessa chiesa seicentesca progettata dall’architetto Giovan Giacomo di Conforto, con il suo altare in legno di noce ricco di intagli dorati, l’ex refettorio monastico. E il monumentale <strong>Chiostro delle Trentatré</strong>, ubicato tra via Anticaglia e via Pisanelli.</p>
<p>Anche l’eremo costruito sulla collina dei <strong>Camaldoli</strong> è un monastero, vale a dire un edificio abitato da una comunità di ecclesiasti. Dedicato al culto del SS. Salvatore, il complesso fu innalzato a partire dal 1585 su uno dei colli più suggestivi di Napoli da cui si può godere un panorama bellissimo sul mare del Golfo e sui borghi senza tempo della Penisola Sorrentina.</p>
<p>Per 400 anni, prima di passare alle suore brigidine, l’eremo, progettato dall’architetto Domenico Fontana, è stato abitato dai <strong>monaci Camaldolesi</strong>, ordine fondato dall’asceta San Romualdo. L’edificio rispecchia i canoni tipici dell’architettura cinquecentesca del tardo rinascimento campano. Al suo interno sono ospitati dipinti e affreschi di pittori del XVII secolo come<strong> Luca Giordano</strong>, <strong>Massimo Stanzione</strong>, Andrea Mozzilli e Federico Barocci.</p>
<p>Oltre all’antica foresteria, con le sue ampie camere affacciate sul Belvedere e al bel chiostro ricco di una folta vegetazione, l’eremo è in grado di offrire ospitalità e riposo ai pellegrini grazie alle celle ed agli orti dei monaci, interamente restaurati e capaci di offrire, a chi lo desidera, un clima di pace e serenità.</p>
<p>[charme-gallery]Trasuda storia da tutti i pori anche un altro celebre monastero di Partenope: quello dedicato a <strong>San Gregorio Armeno</strong>, la strada del Centro storico che pullula di artigiani del presepe. L’edificio sorge nel cuore dei Decumani, facendo ombra, con il suo caratteristico campanile, alle decine e decine di botteghe affacciate sulla strada dei presepi. La chiesa è nota anche con il nome di <strong>Santa Patrizia</strong> per la presenza delle spoglie della religiosa all’interno dell’edificio. Il monastero delle <strong>Suore Crocifisse</strong> si trova proprio all’uscita della chiesa in cui riposa Santa Patrizia. E si contraddistingue per la presenza di un celebre cortile, tra i più belli e suggestivi di tutta la città, sul quale si affacciano i terrazzamenti delle stanze delle monache. Al centro del chiostro svetta una grande fontana marmorea barocca, affiancata da due statue che raffigurano Cristo e la Samaritana, opera settecentesca di Matteo Bottiglieri. Secondo la tradizione, l’intero complesso fu fondato nell’VIII secolo, sui resti dell’antico <strong>tempio di Cerere</strong>, da un gruppo di suore basiliane che fuggivano da Costantinopoli a causa delle guerre in atto fra iconoclasti ed iconodulici. Fu sede di clausura a partire dal 1563, subito dopo il Concilio di Trento.</p>
<p>Un altro luogo di culto “made in Naples” si erge in via Arco Mirelli: si tratta del complesso di <strong>San Francesco degli Scarioni</strong>, edificato agli inizi del XVIII secolo grazie all’iniziativa di un ricco mercante di origini toscane Leonardo Scarioni da poco trasferitosi nella città di Virgilio. Rimasto senza eredi, Scarioni decise di devolvere tutti i suoi beni nella costruzione di un convento destinato ad accogliere sessanta monache, molte delle quali provenienti dalla sua città natale, Prato. Il palazzotto, inaugurato nel 1721, offre oggi allo sguardo del visitatore una chiara impronta di stampo barocco evidente fin dalla facciata su cui si insiste una statua lignea di San Francesco. Autentico pezzo pregiato della chiesa, è però il pregevole organo settecentesco, opera di artista ignoto, dai cui tasti, oggi come un tempo, promana la più celestiale e divina delle armonie.</p>
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		<title>Le dolci tentazioni del tour sacro-culinario made in Naples</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/dolci-tentazioni-monastero-napoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2014 17:02:08 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[chiesa di Santa Chiara Napoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si può resistere a tutto, eccetto che alla tentazioni diceva il poeta Oscar Wilde. E quale richiamo più irresistibile se non quelle del &#8220;walking tour&#8221; promosso dalla neonata associazione culturale Curiocity dall’accattivante nome di “Dolci tentazioni in monastero”? L’evento previsto a Napoli per domenica 25 maggio alle ore 10.30, propone ai visitatori un vero e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si può resistere a tutto, eccetto che alla tentazioni diceva il poeta Oscar Wilde.<br />
E quale richiamo più irresistibile se non quelle del &#8220;walking tour&#8221; promosso dalla neonata associazione culturale<a href="http://www.curiocitynapoli.it/" target="_blank"> <strong>Curiocity</strong> </a>dall’accattivante nome di <strong>“Dolci tentazioni in monastero”</strong>?</p>
<p>L’evento previsto a Napoli per domenica 25 maggio alle ore 10.30, propone ai visitatori un vero e proprio viaggio attraverso quelle che sono le indiscusse prelibatezze della cucina partenopea, spesso nate proprio all’interno dei principali luoghi di culto dell&#8217;antica capitale del Regno delle Due Sicilie, città in cui dame e religiose hanno sfornato, nel corso dei secoli, i più succulenti manicaretti.</p>
<p>Ma andiamo con ordine e lasciamoci trasportare dall’odorino inebriante dei golosi dolci che si spande tra le vie della città e ci accompagna in questo percorso molto speciale, scandito da ghiotte degustazioni.<br />
Partiamo dalla <strong>Chiesa di Santa Maria Regina Coeli</strong> ,in vico San Gaudioso a Napoli, che rappresenta a tutti gli effetti un importante esempio di arte rinascimentale e barocca. Prima di entrare all&#8217;interno dell&#8217;edificio e ammirare il meraviglioso complesso religioso, bisogna alzare gli occhi e guardare con attenzione i tre rosoni che dominano la facciata dell’edifico: vi sono raffigurate<strong> le quindici erbe</strong> che le monache usavano per l’insalata. Ma non è finita qui perché udite, udite, è qui, secondo la tradizione, che ha visto i natali uno dei più celebri dolci della tradizione napoletana: l’ineguagliabile <strong>sfogliatella</strong>.</p>
<p>[charme-gallery]</p>
<p>Sì, stiamo parlando proprio della mitica <strong>sfogliatella napoletana. </strong>La<strong> frolla</strong>, quella a pasta liscia, che all’epoca veniva confezionata in formato gigante e per questo veniva chiamata <strong>sfogliatona</strong>. E la <strong>riccia</strong>, perché sempre di sfogliatelle parliamo. Ma questa volta occorre spostarsi sotto il famoso arco di <strong>Port’Alba</strong>, più precisamente nel <strong>Monastero di S. Antonio delle Monache</strong> dove nel XVI secolo venivano confezionate alcune tra le più buone <strong>sfogliatelle riccie</strong> della città con metodi davvero particolari.</p>
<p>Si narra infatti che all’interno del convento veniva utilizzata una tecnica per l’impasto molto originale che veniva affidato al&#8230;fondo schiena delle suore più anziane! A dare il ritmo erano le lodi a Sant’Antonio, intonate dalle monache più giovani. Al termine di ogni quartina la coriste si fermavano e le suore addette all&#8217;impasto si sedevano sul bancone di marmo dove era poggiata la pasta e oscillando davano “l&#8217;impronta” al dolce. E così via fino al completamento dell’opera.</p>
<p>Ma proseguiamo il nostro tour gastronomico con la prossima tappa che ci porta nel cuore dei <strong>Decumani</strong>, nel suggestivo e austero<a title="Monasteri di clausura. In preghiera con vista sull’Eden" href="http://www.charmenapoli.it/arte/chiese/monasteri-di-clausura-a-napoli-preghiera-con-vista-su-eden/"><strong> monastero di Santa Chiara</strong> </a>dove la leggenda vuole che anche in periodo di Quaresima le clarisse riuscissero, grazie a un escamotage, a consumare il <strong>sanguinaccio</strong>, sostituendolo con il<a title="Dalle tavole del ‘700 ai giorni nostri. Mesdames e monsieurs le coviglie al cioccolato" href="http://www.charmenapoli.it/sapori/ricette-cucina-napoletana-coviglia-al-cioccolato/"><strong> cioccolato</strong></a>. Lo stesso ingrediente con cui le religiose presero poi a ricoprire i<a title="Dolci e musei, le visite guidate di CampaniaArtecard" href="http://www.charmenapoli.it/news/napoli-dolci-musei-tutte-le-visite-guidate-di-natale-campania-artecard/"> <strong>mostaccioli</strong>,</a> i tipici dolci del <strong>Natale</strong>.</p>
<p>Chiudiamo infine l&#8217;itinerario &#8220;made in Partenope&#8221; con la<a title="Napoli e le sue chiese nel “gran tour” di Pasqua" href="http://www.charmenapoli.it/itinerari/napoli-le-sue-chiese-nella-sacra-passeggiata-di-pasqua/"> <strong>chiesa di San Gregorio Armeno</strong></a>, epicentro universale della raffinata <a title="Nasce a Napoli la prima Accademia d’Arte presepiale" href="http://www.charmenapoli.it/news/nasce-napoli-laccademia-dellarte-presepiale/"><strong>arte presepiale</strong></a>, dove mosse i suoi primi passi niente poco di meno che sua maestà la <a title="La resurrezione del gusto a tavola, sua maestà la pastiera" href="http://www.charmenapoli.it/sapori/napoli-pastiera-pasqua/"><strong>pastiera</strong>.</a> Lì nella serenità e nella pace del convento, le suore preparavano un gran numero del tipico dolce del periodo pasquale e ne producevano tanti soprattutto per le mense delle dimore patrizie e della ricca borghesia cinquecentesca.</p>
<p><strong>Dolci tentazioni&#8230;in monastero</strong><br />
Domenica 25 maggio, 10.30-Napoli</p>
<p><b>Info e prenotazioni obbligatorie al:</b><br />
<a href="tel:%2B39%203334256705" target="_blank">3334256705</a> / <a href="tel:%2B39%203288447450" target="_blank"> 3288447450</a><br />
<a href="mailto:curiocitytour@libero.it" target="_blank">curiocitytour@libero.it</a><br />
<a href="http://www.curiocitynapoli.it/" target="_blank">www.curiocitynapoli.it</a> – facebook: Curiocity Napoli</p>
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		<title>Gli itinerari del fine settimana di primavera a Napoli</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/napoli-weekend-visite-guidate-aprile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Apr 2014 16:32:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Itinerari]]></category>
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		<category><![CDATA[Chiesa di Piedigrotta]]></category>
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		<category><![CDATA[Palazzo Serra di Cassano]]></category>
		<category><![CDATA[Santuario dell'Immacolata di Lourdes]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tempo di primavera, tempo di weekend da trascorrere in compagnia delle tante, interessanti iniziative che si terranno a Napoli a partire dal prossimo week end. Partiamo dall&#8217;inizio. Il primo itinerario si terrà sabato 5 aprile a cura dell’associazione Accogliere ad Arte, e propone un  percorso guidato alla scoperta di uno dei luoghi di culto più [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tempo di primavera, tempo di weekend da trascorrere in compagnia delle tante, interessanti iniziative che si terranno a <strong>Napoli </strong>a partire dal prossimo week end. Partiamo dall&#8217;inizio.<br />
Il primo itinerario si terrà sabato 5 aprile a cura dell’associazione <a href="http://www.accogliereadarte.it/" target="_blank"><strong>Accogliere ad Arte</strong></a>, e propone un  percorso guidato alla scoperta di uno dei luoghi di culto più belli e caratteristici di<strong> Partenope</strong>: l’antichissimo <a href="http://www.incampania.com/beniculturali.cfm?Menu_ID=205&amp;Info_ID=4157" target="_blank"><strong>Convento di San Gregorio Armeno</strong></a>.</p>
<p>Si tratta di un’occasione davvero unica, perché ricordiamo che per la prima volta sarà possibile varcare la soglia di ambienti finora inaccessibili, utilizzati in passato dalle monache di clausura. Ambienti che spalancheranno le loro porte al pubblico e torneranno a svelare i preziosi e millenari tesori che vi sono custoditi al riparo di mura cariche di secoli di storia.</p>
<p>L’edifico cinquecentesco che svetta nel cuore della strada dei presepi, a pochi passi dalle bancarelle degli artigiani, tra Cardi e Decumani dell&#8217;antica Neapolis greco-romana, rappresenta uno degli esempi più preziosi d’arte sacra a Napoli, con il  chiostro esterno adornato con la  bellissima fontana barocca, la<strong> Cappella dell&#8217;Idria</strong>, l&#8217;elegante <strong>salottino della Badessa</strong>, i <strong>Cori</strong>, il <strong>Comunichino delle monache</strong>, la<strong> Scala santa</strong> e la splendida <strong>Chiesa di Santa Patrizia</strong>: sarebbe davvero un peccato perdere l’occasione di ammirarlo in tutto il suo splendore.</p>
<p>[charme-gallery]</p>
<p>Ancora, si prosegue domenica 6 aprile con il &#8220;gran tour&#8221; alla scoperta dei luoghi del poeta <strong>Virgilio</strong> e della <strong>Costa degli dei</strong>, promosso dall’associazione <a href="http://www.manievulcani.it/" target="_blank"><strong>Mani e Vulcani</strong></a>.<br />
Si tratta di un vero e proprio percorso che si snoda dalla trecentesca <strong>chiesa di Piedigrotta</strong> alla volta della <a href="http://cir.campania.beniculturali.it/tombavirgilio/itinerari-tematici/galleria-di-immagini/OA28" target="_blank"><strong>Crypta Neapolitana</strong></a>, la galleria lunga circa 711 metri scavata nel tufo della collina di Posillipo, tra Mergellina e Fuorigrotta, uno degli angoli di costa più suggestivi dell&#8217;antica capitale, nonché il luogo in cui, secondo la tradizione, furono deposte le spoglie del cantore dell&#8217;Eneide, morto a Brindisi di ritorno da un viaggio in Grecia, nel 19 a.C., a quanto pare stroncato da un colpo di sole.</p>
<p>Com&#8217;è noto, il poeta mantovano trascorse molto tempo nelle dimore campane di <strong>Mecenate</strong>, il potente amico, nonché consigliere dell&#8217;imperatore <a title="2014, è l’anno di Augusto: così Napoli celebra il primo imperatore di Roma" href="http://www.charmenapoli.it/news/bimillenario-morte-augusto-napoli-celebra-imperatore-roma/"><strong>Augusto</strong></a>, diventato famoso per aver dato vita a un circolo di intellettuali e di artisti di cui Virgilio fu uno degli esponenti più attivi e prestigiosi. Probabilmente molta della produzione letteraria del poeta (Eneide compresa) fu realizzata proprio sulle sponde del <strong>Golfo</strong>. Quale motivo in più, dunque, per vedere da vicino l&#8217;estrema dimora terrena del cantore della gloria di Roma?</p>
<p>Infine sempre nella giornata di domenica, torna il consueto appuntamento con i &#8220;quattro passi&#8221; dell’associazione culturale <a href="http://www.scionapoli.it/quattro-passi" target="_blank"><strong>Sciò Napoli</strong></a> che questa volta ci conducono dritti dritti nei meandri della <strong>Napoli sacra</strong>.</p>
<p>Si parte dai gradini <strong>San Nicola da Tolentino</strong>, dove si trova l’affascinante <strong>Santuario dell’Immacolata di Lourdes</strong> e, imboccando la strada in discesa, alla scoperta della piazzetta di<strong> San Carlo alle Mortelle</strong> e di <strong>piazzetta Mondragone</strong>, proseguendo poi fino a <strong>Palazzo Serra di Cassano</strong>, tappa finale della &#8220;scarpinata&#8221;.<br />
Insomma, ancora una volta <strong>Partenope</strong> è pronta a sorprendervi con i suoi tesori. Quelli del passato, ovviamente. Ma anche quelli del presente!!</p>
<p><strong>Sabato 5 aprile 2014</strong><br />
<strong></strong></p>
<p>&#8220;Visita a San Gregorio Armeno&#8221;<strong><br />
</strong>Appuntamento alle ore 15.00 davanti all&#8217;ingresso del monastero di San Gregorio Armeno<br />
Per info e prenotazioni: 081.211929,sangregorio@progettomuseo.<wbr />com</p>
<p>&#8220;Virgilio e la costa degli Dei&#8221;<br />
Appuntamento esterno Chiesa di Piedigrotta ore 10.30<br />
Info e prenotazioni: 0815643978 &#8211; 3404230980 &#8211; 3357851710</p>
<p><strong>Domenica 6 aprile 2014</strong></p>
<p>&#8220;Quattro passi … sul colle delle Mortelle. Alla scoperta di una Napoli pia, nobile e rivoluzionaria&#8221;<br />
Appuntamento: Uscita della funicolare centrale, fermata Corso Vittorio Emanuele, ore 10.20<br />
Info e prenotazioni :3333370769 &#8211; 3487333581 – 3271585555, mail: info@scionapoli.it</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/news/napoli-weekend-visite-guidate-aprile/">Gli itinerari del fine settimana di primavera a Napoli</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
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