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	<title>Museo Archeologico Nazionale Archivi - Charme</title>
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	<description>Tutto il bello e il buono di Napoli e della Campania</description>
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		<title>Maestri napoletani nei salotti del &#8216;700: concerto gratuito al Mann</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jan 2019 20:01:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Festival Barocco Napoletano: lunedì 14 gennaio alle 18, concerto gratuito al Mann dedicato ai Maestri napoletani del ‘700 in Europa. Dopo il successo del primo concerto del 17 dicembre scorso, dedicato alla tradizione musicale natalizia, il 14 gennaio al Museo Archeologico Nazionale di Napoli si esibiranno il clavicembalo di Enza Caiazzo e il mandolino barocco di Fabio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Festival Barocco Napoletano: <strong>lunedì 14 gennaio</strong> alle 18, <strong>concerto gratuito</strong> al <strong>Mann </strong>dedicato ai <strong>Maestri napoletani del ‘700 in Europa</strong>. Dopo il successo del primo concerto del 17 dicembre scorso, dedicato alla tradizione musicale natalizia, il 14 gennaio al <strong>Museo Archeologico Nazionale di Napoli</strong> si esibiranno il clavicembalo di <strong>Enza Caiazzo</strong> e il mandolino barocco di <strong>Fabio Menditto</strong>: racconteranno i “<strong>Maestri napoletani nei salotti aristocratici del ‘700</strong>”, suonando musiche di D. Scarlatti, E. Barbella, P. Leone, G.B. Gervasio e M.Vento.</p>
<p>Ecco i prossimi <strong>concerti gratuiti</strong> al <strong>Mann</strong>:<br />
&#8211; <strong>lunedì 21 gennaio</strong>, per ascoltare le magie della “<strong>Cantata a voce sola a Napoli nel XVII e XVIII secolo</strong>” (musiche di A. Scarlatti, G. Paisiello e L. Leo);<br />
&#8211; <strong>lunedì 11 febbraio</strong>, i percorsi creativi jazz da Scarlatti ad Oscar Peterson rappresenteranno “<strong>L’arte della variazione e dell’improvvisazione barocca in chiave moderna</strong>”.<br />
&#8211; <strong>lunedì  18 febbraio</strong>, ancora un’esibizione dell’Ensemble Barocco Accademia Reale e del Gruppo Danzar grazioso che, grazie ai costumi d’epoca, enfatizzerà le suggestioni delle musiche di A. Falconieri, D. Ortiz, A. De Cabezon, A. Corelli e G.B. Lully.<br />
&#8211; <strong>lunedì 4 marzo</strong>, con “<strong>Capricci armonici da chiesa e da camera a violino solo, sinfonie, toccate</strong>” (violino barocco di Enrico Parizzi, clavicembalo ed organo di Nicola Lamon, musiche di G.B. Viviani);<br />
&#8211; <strong>lunedì 25 marzo</strong>, spazio all’Ensemble L’Infuriati con “<strong>Concerti, sinfonie e sonate napolitane</strong>”.<br />
&#8211; <strong>lunedì 8 aprile</strong>, “<strong>Villanelle alla napolitana e musica strumentale tra Rinascimento e primo Barocco”</strong> (Renata Fusco: voce; Massimo Lonardi: Liuto; Valerio Celentano: tiorba e chitarra barocca);<br />
&#8211; <strong>lunedì 22 aprile</strong>, l’Ensemble Accademia Reale dedicherà un concerto a “<strong>Musica devozionale e passione nella Napoli del XVII secolo</strong>”.<br />
&#8211; <strong>lunedì 6 maggio</strong>, “<strong>La Semiramide riconosciuta dramma per musica di L. Vinci</strong>” (Libretto: P. Metastasio) nell’esecuzione dell’Ensemble Barocco Accademia Reale.</p>
<p>Si consolida, dunque, la collaborazione tra il <a href="https://www.museoarcheologiconapoli.it/it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Museo Archeologico Nazionale di Napoli</strong></a> diretto da <strong>Paolo Giulierini,</strong> l’Associazione organizzatrice del <strong>Festival Barocco Napoletano</strong> (presidente, <strong>Massimiliano Cerrito</strong>) e l’<strong>Ensemble Accademia Reale</strong> (violino di concerto, <strong>Giovanni Borrelli</strong>, che è anche direttore artistico della rassegna).</p>
<p>Quest’anno, il Festival si connota per un respiro ancora più ampio proponendosi di creare nuovi sentieri di ricerca musicale nel milieu cittadino. E ciò grazie alla sinergia con il <strong>Conservatorio di Musica San Pietro a Majella</strong>, che, insieme al <strong>MANN</strong> e in linea con il progetto culturale del Festival, favorirà la creazione di veri e propri p<strong>ercorsi di “archeologia musicale”</strong>: ovvero, sentieri tematici per un atipico ed itinerante “<strong>Museo della Musica”</strong>, che si dipanerà tra il <strong>MANN</strong> (grazie all’analisi della rappresentazione artistica della musica in affreschi, sculture e mosaici) ed il <strong>Conservatorio</strong>, custode di pregevoli esemplari storici di strumenti musicali.</p>
<p>“<em>Il Festival Barocco Napoletano diviene non soltanto un’occasione per condividere percorsi musicali di qualità, ma, soprattutto, per diffondere un’idea di cultura che sappia intercettare le istituzioni storiche napoletane: tra queste, il Conservatorio San Pietro a Majella, vicino a noi per una mission di dialogo con la città all’insegna dell’arte</em>”, ha dichiarato il direttore del MANN, <strong>Paolo Giulierini</strong>.</p>
<p>Per il presidente del Conservatorio San Pietro a Majella, <strong>Antonio Palma</strong>: “<em>è un grande onore per il Conservatorio collaborare con una delle istituzioni culturali più prestigiose al mondo, in particolare per uno storico del diritto come me che conosce la straordinaria rilevanza del Museo Archeologico per la ricostruzione della storia romana. Una collaborazione, questa con il MANN, che rappresenta un altro tassello importante di quella proiezione nazionale e internazionale di cui abbiamo bisogno per rilanciare le nostre iniziative</em>”.</p>
<p>“<em>Grazie all’impegno del Museo Archeologico, dell’associazione organizzatrice del Festival e dell’Ensemble Accademia Reale</em> – ha affermato il direttore di San Pietro a Majella, <strong>Carmine Santaniello</strong> <em>– quest’appuntamento è diventato uno dei più interessanti del panorama musicale napoletano e con una programmazione accorta, offrendo, così, uno spaccato di vecchie e nuove tendenze musicali”</em>.</p>
<p>“<em>Il lavoro svolto fino ad oggi ed il percorso intrapreso con questa esclusiva e rilevante collaborazione aprono le porte a nuovi scenari: il MANN, custode del patrimonio Archeologico mondiale, ed il Conservatorio San Pietro a Majella, luogo principale per la diffusione e la conservazione della Musica della Scuola Napoletana, valendosi del Progetto Culturale Festival Barocco Napoletano come agente di divulgazione di queste iniziative, guardano insieme verso nuovi orizzonti</em>”, ha concluso il presidente dell’Associazione Festival Barocco Napoletano, <strong>Massimiliano Cerrito</strong>.</p>
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		<title>Los Angeles pazza per Pompei: prorogata la mostra sull&#8217;eruzione del 79 d.C.</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/los-angeles-pazza-pompei-prorogata-la-mostra-sulleruzione-del-79-d-c/</link>
		
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		<pubDate>Wed, 07 Jan 2015 16:55:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Pompei e la sua terribile storia incantano anche al di là dell&#8217;Oceano. Grande successo di critica e pubblico al California Science Center di Los Angeles, per la mostra &#8220;Pompei: The exhibition&#8221; la cui chiusura è stata prorogata all&#8217;11 gennaio. L&#8217;esposizione, unica nel suo genere, ripercorre la storia della catastrofica eruzione del 79 d.C (la stessa che seppellì anche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Pompei e la sua terribile storia incantano anche al di là dell&#8217;Oceano. Grande successo di critica e pubblico al <a href="http://californiasciencecenter.org/" target="_blank"><strong>California Science Center</strong></a> di <strong>Los Angeles</strong>, per la mostra &#8220;<a href="http://californiasciencecenter.org/exhibits/pompeii-the-exhibition" target="_blank"><strong>Pompei: The exhibition</strong></a>&#8221; la cui chiusura è stata prorogata all&#8217;11 gennaio. L&#8217;esposizione, unica nel suo genere, ripercorre la storia della catastrofica <a title="Vesuvio, la cartolina che meraviglia e pretende rispetto" href="http://www.charmenapoli.it/itinerari/vesuvio-la-cartolina-di-napoli-che-meraviglia-pretende-rispetto/" target="_blank"><strong>eruzione del 79 d.C</strong></a> (la stessa che seppellì anche la collina di <a title="L’Impero emerge all’ombra del Vesuvio" href="http://www.charmenapoli.it/storia/scavi-archeologici-campania-limpero-emerge-allombra-del-vesuvio/" target="_blank"><strong>Stabia</strong></a>, insieme con <a title="L’Impero Romano si conserva sotto la cenere" href="http://www.charmenapoli.it/storia/scavi-pompei-paestum-ercolano-oplonti-archeologia-impero-romano-si-conserva-sotto-la-cenere/" target="_blank"><strong>Oplonti</strong> <strong>ed Ercolano</strong></a>) su una superficie di 13.000 metri quadrati, con oltre 150 preziosi manufatti in prestito dal <a title="In mostra tremila reperti dalla grande storia" href="http://www.charmenapoli.it/arte/museo-archeologico-nazionale-napoli-tremila-reperti-della-storia/" target="_blank"><strong>Museo Archeologico Nazionale di Napoli</strong></a> e, su schermi Imax, la ricostruzione, a cura del <a href="http://www.nationalgeographic.it/" target="_blank"><strong>National Geographic</strong></a>, degli effetti devastanti di vulcani, terremoti e violente tempeste i cui effetti, duemila anni fa, si rivelarono devastanti per i centri romani edificati a sud di Napoli.</p>
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		<title>Napoli celebra l&#8217;arte barocca del pentagramma</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/napoli-musica-barocca-festival-700/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Mar 2014 18:10:21 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Associazione Domenico Scarlatti]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa di San francesco delle monache]]></category>
		<category><![CDATA[Festival del'700 musicale napoletano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La grande musica barocca arriva a Napoli. Dal 17 al 25 aprile in alcuni tra i più bei luoghi della città di Partenope si svolgerà la XII edizione del Festival Internazionale del ‘700 Musicale Napoletano, promosso dall’Associazione Domenico Scarlatti. In programma numerosi concerti, tutti a ingresso gratuito e dedicati alla prestigiosa scuola musicale della città del Golfo. Dal [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La grande musica barocca arriva a<strong> Napoli</strong>. Dal 17 al 25 aprile in alcuni tra i più bei luoghi della città di Partenope si svolgerà la XII edizione del <a href="http://www.festivaldel700napoletano.it/" target="_blank"><strong>Festival Internazionale del ‘700 Musicale Napoletano</strong></a>, promosso dall’<a href="http://www.domenicoscarlatti.it/" target="_blank"><strong>Associazione Domenico Scarlatti</strong></a>.<br />
In programma numerosi concerti, tutti a ingresso gratuito e dedicati alla prestigiosa scuola musicale della città del Golfo.</p>
<p>Dal gruppo orchestrale degli<strong> Stabat Mater</strong>, alla <strong>Scarlatti jazz project</strong> passando per <strong>Carlo Faiello</strong>, questi solo alcuni dei talentuosi artisti che si esibiranno all’interno dei più maestosi complessi architettonici di <strong>Partenope</strong> teatro anche di interessanti percorsi di visita guidati come<a title="Cascate, fontane, giardini: l’altra faccia di Palazzo reale" href="http://www.charmenapoli.it/arte/reggia-caserta-fontane-giardini-altra-faccia-del-palazzo-reale/"> </a><strong><a title="Cascate, fontane, giardini: l’altra faccia di Palazzo reale" href="http://www.charmenapoli.it/arte/reggia-caserta-fontane-giardini-altra-faccia-del-palazzo-reale/">Palazzo Reale</a>, il <a href="http://cir.campania.beniculturali.it/museoarcheologiconazionale/" target="_blank">museo Archeologico Nazionale</a>, </strong>il<a title="Castel Nuovo, il Maschio di pietra guardiano di Napoli" href="http://www.charmenapoli.it/storia/castelli-napoli-castel-nuovo-maschio-angioino-di-pietra-guardiano-di-napoli/" target="_blank"><strong> Maschio Angioino</strong> </a>e la suggestiva<strong> chiesa di <a href="http://www.domusars.it/s.francesco-delle-monache.html" target="_blank">San Francesco delle Monache</a></strong>.</p>
<p>[charme-gallery]</p>
<p>Il tutto sarà accompagnato da letture interpretate da attori sulle gesta dei grandi viaggiatori del passato e dulcis in fundo, è il caso di dirlo, da <strong>degustazioni enogastronomiche</strong> tese a valorizzare i prodotti tipici regionali della <strong>Terra Felix</strong>.</p>
<p>La manifestazione si concluderà con l&#8217;assegnazione del premio<strong> Salvatore Di Giacomo</strong> dedicato a tutte le figure che si sono distinte per la loro opera di ricerca, divulgazione e valorizzazione della <strong>Scuola Musicale Napoletana del Settecento</strong> e del suo inimitabile e ricco repertorio.</p>
<p>E se non volete perdervi neanche un istante di quest’interessante rassegna, approfittate dell’utilissimo totem multimediale collocato nell’area dei concerti, grazie a cui sarà possibile scaricare gratuitamente l’intero programma della kermesse artistica che vi condurrà in un magico viaggio attraverso il mondo delle sette note.</p>
<p><strong>&#8220;Festival internazionale del&#8217;700 musicale napoletano&#8221;<br />
</strong>17-25 aprile 2014<br />
Programma completo su: <strong><a href="http://www.festivaldel700napoletano.it/" target="_blank">Festival del &#8216;700 napoletano</a></strong></p>
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		<title>Assaggi d’arte in Campania con il gran tour delle guide</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/napoli-xxv-giornata-internazionale-della-guida-turistica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2014 13:24:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Castel dell'Ovo Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata Internazionale della Guida Turistica]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Archeologico Nazionale]]></category>
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		<category><![CDATA[Scavi di Ercolano]]></category>
		<category><![CDATA[stazioni dell'arte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Manca poco al 21 febbraio 2014,  data in cui in in tutte le regioni d’Italia ricorre un importante anniversario che, dal 1990, viene puntualmente celebrato ogni anno. Non vi viene nulla in mente? Proviamo allora a fornirvi qualche indizio. L’iniziativa ha strettamente a che fare con il patrimonio artistico e culturale del Belpaese e, in particolare, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Manca poco al 21 febbraio 2014,  data in cui in in tutte le regioni d’Italia ricorre un importante anniversario che, dal 1990, viene puntualmente celebrato ogni anno.<br />
Non vi viene nulla in mente? Proviamo allora a fornirvi qualche indizio.<br />
L’iniziativa ha strettamente a che fare con il patrimonio artistico e culturale del Belpaese e, in particolare, con tutti coloro i quali si adoperano per preservarlo e promuoverlo quotidianamente.<br />
Sì, stiamo parlando proprio di loro: delle tante guide turistiche che con passione e dedizione operano sul territorio nazionale illustrando a turisti e visitatori la bellezza e lo splendore di cui soli sono dotati i tesori dello Stivale.</p>
<p>A loro è dedicata la <strong>XXV Giornata Internazionale della Guida Turistica</strong>, istituita dalla <a href="http://www.wftga.org/" target="_blank"><strong>WFTGA</strong> </a>(World Federation of Tourist Guide Associations) e promossa, in Italia, dalla <a href="http://www.angt.it/" target="_blank"><strong>Angt</strong></a>, <strong>l&#8217;Associazione Nazionale Guide Turistiche</strong>.<br />
All&#8217;evento dedicato al turismo ed a quanti vivono ed operano di turismo, aderisce anche la regione<strong> Campania</strong> con numerose ed interessanti iniziative previste nell&#8217;ambito del programma di <strong>“Assaggi Arte in Campania”.</strong></p>
<p>[charme-gallery]</p>
<p>In occasione della manifestazione, sono previste una serie di visite guidate gratuite che si svolgeranno nei weekend del 15,16 e 22, 23 febbraio, e che mostreranno ai visitatori il meglio della tradizione gastronomica del capoluogo campano, insieme con i più interessanti siti culturali, archeologici ed artistici della città di<strong> Partenope</strong> e quelli della sua straordinaria provincia.<br />
Ecco qualche anticipazione sulle tappe della kermesse.</p>
<p>Si parte da una delle più antiche istituzione museali della città come il <a href="http://cir.campania.beniculturali.it/museoarcheologiconazionale/" target="_blank"><strong>Museo</strong> <strong>Archeologico Nazionale</strong></a>, dove i visitatori potranno ammirare le pregiate collezioni di opere d&#8217;arte ospitate nei saloni del plesso culturale e al contempo intraprendere un originale viaggio attraverso i sapori della <strong>Terra Felix</strong>, in particolare quelli legati alla tradizione vinicola.<br />
E cosa c&#8217;è di meglio dell&#8217;accoglienza di una tipica taverna partenopea per gustare in buona compagnia il pregiato nettare di Bacco?<br />
Eccoci pronti dunque per <b>una passeggiata tra aneddoti e ricordi alla ricerca dei luoghi delle antiche osterie, delle regali delizie e della &#8220;cuccagna&#8221; della città di </b><strong>Pulcinella</strong>.</p>
<p>Ma una volta esauditi i piaceri terreni, pensiamo a curare anche lo spirito con un suggestivo itinerario che partendo dalla suggestiva <strong>Piazza del Gesù</strong>, ci condurrà direttamente alla scoperta dei mille volti di Napoli e delle sue leggendarie origini.<br />
Dai riti pagani alle celebrazioni religiose, il percorso a cavallo tra mito e fede servirà a far conoscere al pubblico i  molteplici aspetti legati alla mitica Neapolis.<br />
Senza allontanarci dal centro di quello che un tempo era l&#8217;agorà della città greco-romana, ci sarà poi la possibilità di &#8220;assaggiare&#8221; m<b>orsi di storia antica, arte, e cucina partenopea, e non solo in senso letterale, ma con tanto di vere e proprie degustazioni dell&#8217;unico e inimitabile </b><strong>ragù, </strong>il verace condimento della tavola napoletana<strong>.</strong></p>
<p><b></b>E non finisce qua! Il goloso tour <strong>&#8220;Made in Naples&#8221;</strong> prosegue al tramonto con una  sosta aperitivo in <strong>Piazza Bellini </strong>dove, all&#8217;ombra dei resti delle millenarie mura greche, ogni partecipante potrà provare il sapore unico e inimitabile dei tipici taralli napoletani della pasticceria <a href="http://www.leopoldo.it/" target="_blank"><strong>Leopoldo</strong></a>.<br />
Il tutto accompagnato dalle dolci note di musica e colori che dal <a href="http://sanpietroamajella.it/web/" target="_blank"><strong>Conservatorio di San Pietro a Majella</strong></a> fino al <a href="http://www.monasterodisantachiara.com/" target="_blank"><strong>Chiostro di Santa Chiara</strong></a> si espandono con grazia e armonia tra le piazze e i vicoli della millenaria città.<br />
Altro giro, altra corsa  e questa volta si ricomincia dal mare, sì dall&#8217;incanto del Golfo partenopeo con una visita guidata sul lungomare cittadino, da <a title="Castel Nuovo, il Maschio di pietra guardiano di Napoli" href="http://www.charmenapoli.it/storia/castelli-napoli-castel-nuovo-maschio-angioino-di-pietra-guardiano-di-napoli/" target="_blank"><strong>Castel Nuovo</strong> </a>a <a title="Sentinelle di pietra a guardia della città" href="http://www.charmenapoli.it/storia/castelli-di-napoli-sentinelle-di-pietra-guardia-della-citta/" target="_blank"><strong>Castel dell’Ovo</strong></a>.<br />
Momenti senza dubbio speciali, resi ancora più magici dalla dolce compagnia degli irresistibili cioccolattini di <a href="http://www.gay-odin.it/index.php/?gclid=CPian4GNxLwCFXGWtAodQVQAPw" target="_blank"><strong>Gay Odin</strong> </a>che allieteranno il palato dei golosi visitatori.</p>
<p>[charme-gallery]</p>
<p>Non siete ancora stanchi? Bene allora vuol dire che siete pronti ad ammirare<strong> &#8220;Napoli sottosopra&#8221;</strong>, vi sembra impossibile?<br />
Bè non lo è&#8230; grazie ai collegamenti della <a href="http://www.metro.na.it/metro/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=1031&amp;Itemid=102" target="_blank"><strong>metropolitana di Via Toledo</strong></a>, eletta dal quotidiano <strong>&#8220;Daily Telegraph&#8221;</strong>  la più bella stazione metropolitana d&#8217;Europa, sarà possibile teletrasportarsi a ritroso nel tempo e nello spazio.<br />
Dalle moderne cavee sotterranee del metrò dell&#8217;arte, si risalirà in superficie fino al punto panoramico più alto della città: l<strong>a collina di San Martino</strong> e l&#8217;omonima <a href="http://www.polomusealenapoli.beniculturali.it/museo_sm/museo_sm.html" target="_blank"><strong>Certosa</strong> </a>con il suo splendido chiostro e le romantiche  passeggiate nei giardini fioriti.<br />
Sembrerà di vivere atmosfere d&#8217;altri tempi, è proprio il caso di dirlo, soprattutto se proviamo a ripercorrere l&#8217;origine delle storiche arterie di collegamento metropolitano, quali sono le funicolari che tanto sbalordirono cittadini e visitatori a fine ‘800 , al punto da ispirare uno dei primi spot di promozione turistica ovvero la melodia di <em>“funiculì funiculà&#8221;</em>.</p>
<p>Il viaggio nella storia continua senza interruzione e questa volta ci porta fino alle pendici del <a title="Vesuvio, la cartolina che meraviglia e pretende rispetto" href="http://www.charmenapoli.it/itinerari/vesuvio-la-cartolina-di-napoli-che-meraviglia-pretende-rispetto/" target="_blank"><strong>Vesuvio</strong></a>, più precisamente nell&#8217;antica città di <a href="http://www.pompeiisites.org/" target="_blank"><strong>Pompei</strong></a>, che assieme a <a title="Sì ai nuovi scavi: Ercolano diventa più grande" href="http://www.charmenapoli.it/news/area-scavi-ercolano-diventa-piu-grande/" target="_blank"><strong>Ercolano</strong> </a>con i suoi antichi scavi costituisce un  <strong>&#8220;Patrimonio Mondiale dell&#8217;Umanità&#8221;</strong>.<br />
Infine si chiude in bellezza con la visita alla vicina  zona suburbana di <a href="http://www.pompeiisites.org/Sezione.jsp?idSezione=14" target="_blank"><strong>Oplonti</strong></a>, dove è stata ritrovata un&#8217;antica villa di epoca romana, appartenuta probabilmente a <strong>Poppea Sabina</strong>, seconda moglie dell’imperatore<strong> Nerone</strong>.</p>
<p><strong>“Assaggi Arte In Campania”<br />
</strong>Napoli, sabato 15 febbraio, domenica 16 febbraio 2014<br />
sabato 22 febbraio, domenica 23 febbraio 2014</p>
<div><b>&#8220;Il vino che ha fatto storia: viaggio attraverso la tradizione vinicola campana</b>”.</div>
<div>Sabato 15 e Domenica 16 febbraio: ore 10.30 Museo Archeologico.<br />
Piazza Museo. Napoli ( biglietto non incluso). Prenotazione obbligatoria al: 3393935863</div>
<p>&#8220;<b>Napoli ci racconta”</b>.<br />
Sabato 15 e Domenica 16 febbraio: ore 11.00,  appuntamento al Teatro San Carlo di Napoli. Info: 3477420021</p>
<p>&#8220;Il sacro e il il profano: i due volti di Napoli&#8221;<br />
Sabato 15 e Domenica 16 febbraio, Sabato 22 e domenica 23 febbraio ore 11.00,<br />
Piazza del Gesù. Napoli. Info:3475616038</p>
<p>“<b>Da Mangiafoglie a Mangiamaccheroni. Morsi di storia antica, arte, e cucina napoletana</b>”<br />
Sabato 22 febbraio, ore 10.00. Piazza del Gesù, appuntamento davanti all’obelisco.<br />
Info: 3474725475</p>
<div>“<b>Assaggi al …Rosso di sera. Per assaggiare la città mentre finge di dormire</b>”.</div>
<div>Sabato 22 febbraio ore 19.00: piazza Bellini. Info: 3283623403</div>
<div></div>
<div>“<b>Assaggi di…Ricominciamo dal mare! Un percorso guidato verso il mare da Castel Nuovo a Castel dell’Ovo</b>”.</div>
<div>Domenica 23 febbraio ore 10.30 Viale d’ingresso, Castel Nuovo (Maschio Angioino).</div>
<div>Info: 328.36.23.403</div>
<div></div>
<div>&#8220;Napul&#8217;è mille culure.. musica e arte tra i vicoli&#8221;</div>
<div>Domenica 16 febbraio ore 10.30. Piazza Bellini, Napoli. Info: 3282054361</div>
<div></div>
<div>&#8220;Napoli sottosopra.. dal metrò dell&#8217;arte passeggiando a ritroso nel tempo&#8230;&#8221;<br />
Domenica 23 febbraio, stazione metro Toledo ore 11.00, info:3282054361</div>
<div></div>
<div><b>“Le ragazze di Pompei…”</b></div>
<div>Sabato 15 febbraio. Ore 12.30. Piazza Porta Marina inferiore, info:3339489308</div>
<div></div>
<div></div>
<div><b>&#8220;Poppea e Lucrezia D’Alagno, Nerone e Alfonso D’Aragona: due sovrani vittime dell’amore…&#8221;</b></div>
<div>Sabato 22 febbraio, ore 11.00. Ingresso scavi di Oplonti. Via Sepolcri,Torre Annunziata.</div>
<div></div>
<div>&#8220;<b>Ercolano scavi&#8221;</b></div>
<div>Domenica 16 febbraio e domenica 23 febbraio. Ore 10.00, biglietteria scavi di Ercolano. Info: 3478175677</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/news/napoli-xxv-giornata-internazionale-della-guida-turistica/">Assaggi d’arte in Campania con il gran tour delle guide</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
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		<title>Che si fa sabato sera? A Napoli si va per musei</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/visite-guidate-di-notte-musei-napoli-sabato-sera-si-va-musei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Gradogna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Oct 2013 19:01:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Scavi Ercolano]]></category>
		<category><![CDATA[Una Notte al Museo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla reggia di Caserta al Museo archeologico nazionale di Napoli. Ma anche Palazzo Reale e il museo di Capodimonte e Castel Sant’Elmo. Dopo il successo del 28 settembre scorso, con oltre 40mila visitatori in 4 ore, torna sabato 26 ottobre la “Notte al Museo”, l&#8217;iniziativa che consente di visitare e conoscere la storia anche di notte [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla <a title="Cascate, fontane, giardini: l’altra faccia di Palazzo reale" href="http://www.charmenapoli.it/arte/reggia-caserta-fontane-giardini-altra-faccia-del-palazzo-reale/" target="_blank"><strong>reggia di Caserta</strong></a> al <a title="In mostra tremila reperti dalla grande storia" href="http://www.charmenapoli.it/arte/museo-archeologico-nazionale-napoli-tremila-reperti-della-storia/" target="_blank"><strong>Museo archeologico nazionale di Napoli</strong></a>. Ma anche <strong>Palazzo Reale</strong> e il<a title="In mostra tremila reperti dalla grande storia" href="http://www.charmenapoli.it/arte/museo-archeologico-nazionale-napoli-tremila-reperti-della-storia/" target="_blank"> <strong>museo di Capodimonte</strong></a> e <a title="Sentinelle di pietra a guardia della città" href="http://www.charmenapoli.it/storia/castelli-di-napoli-sentinelle-di-pietra-guardia-della-citta/" target="_blank"><strong>Castel Sant’Elmo</strong></a>. Dopo il successo del 28 settembre scorso, con oltre 40mila visitatori in 4 ore, torna <strong>sabato 26 ottobre</strong> la “<strong>Notte al Museo</strong>”, l&#8217;iniziativa che consente di visitare e conoscere la storia anche di notte con porte aperte fino a tarda sera nei luoghi di cultura più belli del Belpaese.</p>
<p>Giunto al quarto appuntamento, il progetto della<a href="http://www.valorizzazione.beniculturali.it" target="_blank"> <strong>Direzione Valorizzazione del ministero di Beni culturali e turismo</strong></a> si rilancia in versione autunnale. E se la temperatura non consente più le suggestive passeggiate al chiaro di luna tra le rovine di <strong>Pompei</strong> ed <strong>Ercolano</strong> o fra i tempi incantati di <strong>Paestum</strong>, c’è da scegliere tra eventi e occasioni di ogni tipo, dalle visite guidate alle conferenze, dalle pièces teatrali ai concerti. A Napoli, per esempio, il<strong> Museo di Capodimonte</strong> organizza un <strong>laboratorio di disegno</strong> mentre, per gli appassionati di collezionismo, arte ed antiquario, da non perdere la <strong>mostra</strong> della collezione di bronzi dorati, argenti, rami, ottoni, marmi colorati, pietre dure, maioliche,  legni intagliati e porcellane appartenute, un tempo al palermitano <strong>Mario de Cicco</strong>, raffinato esponente di una cultura di élite di matrice tardo-ottocentesca, giunto alle falde del Vesuvio nel 1906.[charme-gallery]</p>
<p>Infine, un tuffo nella “<strong>Santa Follia</strong>” di <strong>Castel Sant’Elmo</strong>, con la visita di approfondimento alla collezione del <strong>museo del Novecento</strong> (a cura Progetto Museo) cui seguirà, una vera e propria “<em>azione teatrale</em>” tra i corridoi della rocca collinare, improvvisato palcoscenico in cui i visitatori potranno assistere all&#8217;incontro impossibile tra <strong>Sant’Erasmo</strong>, anima del maniero e “padrone di casa” ed <strong>Erasmo da Rotterdam</strong>, che alla follia dedicò un noto Elogio. L’intervento teatrale è realizzato dalla compagnia “Il canto di Partenope”.</p>
<p>Orari, elenco dei musei aperti ed info:<br />
<a href="http://www.beniculturali.it/">www.beniculturali.it<br />
</a><a href="http://www.valorizzazione.beniculturali.it/">www.valorizzazione.beniculturali.it<br />
</a>Tel. numero verde MiBACT: 800.99.11.99.</p>
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		<title>In mostra tremila reperti dalla grande storia</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/arte/museo-archeologico-nazionale-napoli-tremila-reperti-della-storia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgio Gradogna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Sep 2013 15:59:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che il Museo Archeologico Nazionale di Napoli fosse nato per ospitare un museo lo racconta la storia. Lo rivelano le fondamenta che affondano sull’area di un’antica necropoli greca: quella di Santa Teresa. Che oggi sia uno dei più importanti siti culturali al mondo, aperto ai tanti turisti in visita a Napoli, lo svelano le collezioni e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Che il <strong>Museo Archeologico Nazionale di Napoli</strong> fosse nato per ospitare un museo lo racconta la storia. Lo rivelano le fondamenta che affondano sull’area di un’antica necropoli greca: quella di Santa Teresa. Che oggi sia uno dei più importanti siti culturali al mondo, aperto ai tanti turisti in visita a Napoli, lo svelano le collezioni e l’enorme mole di reperti antichi custoditi sotto le sue volte.</p>
<p>Il monumentale edificio che costeggia piazza Carlo III, fu costruito alla fine del Cinquecento, come caserma di cavalleria, su ordine del viceré di Spagna (di quel complesso oggi sopravvive solo il possente portale in piperno che si spalanca sul lato occidentale di via Santa Teresa). Nel corso del XVII secolo fu ampliato grazie all’opera dell’architetto Giulio Cesare Fontana, e trasformato in sede universitaria. L’Ateneo vi rimase fino al 1777: un secolo e mezzo, dunque. Fino a quando, cioè, <strong>re Ferdinando IV</strong> decise di traslocarlo negli spazi del <strong>Real Convitto del Salvatore</strong>, adibendo il seicentesco Palazzo degli Studi a sede del <strong>primo Museo Borbonico</strong> e della <strong>Real Biblioteca di Napoli</strong>.[charme-gallery]</p>
<p>Napoli, Capitale del Regno, al pari di tutte le altre capitali del Vecchio Continente, poteva così fregiarsi di un polo museale tutto suo. Riuscendo a fondere, in una sola struttura, un grandioso istituto per le arti, un complesso fondo librario, ed una ricchissima raccolta di antichità, appartenute, un tempo, ad <strong>Elisabetta Farnese</strong> (madre del capostipite della dinastia borbonica Carlo III), divise tra <strong>Roma</strong> e <a title="La riserva di caccia con grandi tesori" href="http://www.polomusealenapoli.beniculturali.it/museo_cp/museo_cp.html/" target="_blank"><strong>Capodimonte</strong></a>.</p>
<p>Via via, con il passare degli anni, nelle eleganti e monumentali sale del <a href="http://cir.campania.beniculturali.it/museoarcheologiconazionale/" target="_blank"><strong>Museo Nazionale</strong></a> furono alloggiate anche le varie e numerose collezioni archeologiche ed i tanti reperti nel frattempo venuti alla luce durante le campagne di <strong>scavi archeologici</strong> che, a partire dal 1738, dopo la scoperta di <strong>Ercolano</strong> e<strong> Pompei</strong>, i <strong>Borbone</strong> avevano intrapreso nelle cittadine vesuviane sepolte dalla furia del <strong>Vesuvio</strong>: anfore, statue, sculture, gioielli, bronzi e affreschi rari.[charme-gallery]</p>
<p>Come se non bastasse, con il trascorrere del tempo, la perla dei Borbone ha saputo dotarsi anche di una ricca e rinomata <strong>collezione egizia</strong> che, per importanza, è ritenuta seconda in Italia solo al museo egizio di Torino. Ma altre sezioni del Museo brillano per la presenza di reperti privati acquisiti o donati alla città di Napoli nel corso della sua storia, come per esempio, le <strong>collezioni Borgia, Santangelo, Stevens e Spinelli</strong>. Questo senza dimenticare la nuovissima <strong><a title="Stazione Neapolis" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stazione_Neapolis">Stazione Neapolis</a></strong>, uno speciale ambiente ricavato nella <a title="Museo (metropolitana di Napoli)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Museo_(metropolitana_di_Napoli)"><strong>stazione Museo</strong></a><strong> </strong>della<strong> <a title="Sette gallerie d’arte per il popolo del metrò" href="http://www.charmenapoli.it/arte/metro-napoli-arte-sette-gallerie-d-arte-per-popolo-del-metro/" target="_blank">Metropolitana di Napoli</a></strong>, collegato proprio al sovrastante complesso del<strong> Museo archeologico</strong>. Ed a cui si può accedere gratuitamente. La “Stazione” espone tutti i <a title="Reperti archeologici della metropolitana di Napoli" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Reperti_archeologici_della_metropolitana_di_Napoli"><strong>reperti</strong> </a>che sono stati riportati alla luce durante gli scavi della metropolitana.</p>
<p>Oggi, in pieno Terzo Millennio, il<strong> Museo Archeologico di Napoli</strong> può vantare il più grande patrimonio di <strong>numismatica</strong>, opere d’arte e manufatti di interesse archeologico del Belpaese. Oltre <strong>tremila</strong> gli oggetti di valore esposti nelle sue stanze. A migliaia i reperti databili dall’<strong>età preistorica</strong> fino ai tempi della<strong> Magna Grecia</strong>, pronti per essere offerti allo sguardo rapito di visitatori e turisti. Motivo in più per godersi un viaggio a ritroso nel tempo, lasciandosi trascinare dalla magia senza tempo dei tesori e dei <a href="http://www.charmenapoli.it/musei" target="_blank">musei di Napoli</a> e della Campania.</p>
<div align="left"><strong>Museo Archeologico Nazionale<br />
</strong>Piazza Museo Nazionale, 19, 80135 &#8211; Napoli<br />
Tel. +39.081.4422149</div>
<div align="left"><a href="http://cir.campania.beniculturali.it/museoarcheologiconazionale/" target="_blank">http://cir.campania.beniculturali.it/museoarcheologiconazionale</a></div>
<div align="left"></div>
<div align="left">
<p><strong>Orari</strong>:<br />
Tutti i giorni: 9.00 – 19.30 (inizio operazioni di uscita: 19.00).<br />
Riposo settimanale: martedì<br />
Giorni di chiusura festiva: 1° gennaio, 1° maggio, 25 dicembre</p>
<p><strong>Costo del biglietto</strong>:<br />
Intero: Є 8,00 con maggiorazioni in caso di mostre nazionali e internazionali)<br />
Ridotto: Є 4,00 per i cittadini dell’Unione Europea tra i 18 e i 24 anni, e  per i docenti dell’Unione Europea<br />
Gratuito: l’ingresso è gratuito per i cittadini dell’Unione Europea d’età inferiore ai 18 anni e superiore ai 65.</p>
<p>Biglietto cumulativo: Circuito Archeologico di Napoli e i Campi Flegrei: intero Є 8,50, ridotto Є 4,25, valido 3 giorni per 5 siti: Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Museo Archeologico dei Campi Flegrei (Baia), Zona archeologica di Baia, Anfiteatro Flavio e <em>Macellum</em> a Pozzuoli, Parco archeologico di Cuma.</p>
<p>Il Museo rientra nel circuito <a href="http://www.campaniartecard.it/" target="_blank"><strong>Artecard</strong> </a>della Campania</p>
</div>
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		<title>Capri, l’isola più bella. E i musei di Napoli sono al top</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/news/capri-lisola-piu-bella-musei-napoletani-sono-al-top/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Gradogna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jun 2013 12:46:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il posto giusto per le vacanze? Napoli e la Campania, ovvio. C’è solo l’imbarazzo della scelta. Basta dare un’occhiata alle recensioni dei turisti di mezzo mondo, gli stessi che hanno già apprezzato le bellezze della Terra Felix, per rendersene conto. I numeri, d’altronde, parlano chiaro. Tra le 20 destinazioni estive con la reputazione più alta, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il posto giusto per le vacanze? Napoli e la Campania, ovvio. C’è solo l’imbarazzo della scelta. Basta dare un’occhiata alle recensioni dei turisti di mezzo mondo, gli stessi che hanno già apprezzato le bellezze della Terra Felix, per rendersene conto. I numeri, d’altronde, parlano chiaro. Tra le 20 destinazioni estive con la reputazione più alta, sei sono città italiane e Capri, la perla del Golfo, lo scoglio di Tiberio, è la prima in assoluto del Belpaese, nonché la terza della classifica generale stilata dal sito Trivago.it. Pensate sia finita qui? Macché. Il risveglio dell’anima turistica della terra di Virgilio non si limita solo allo splendido scenario del mare dell’Isola Azzurra ed allo spettacolo mozzafiato dei Faraglioni. No. Punta anche sulla cultura. La stessa che brilla nei siti  museali di cui è ricca l’antica capitale del Regno delle Due Sicilie. Uno in particolare: il Museo Cappella Sansevero, risultato primo in assoluto tra i musei italiani preferiti dai viaggiatori di tutto il mondo.[charme-gallery] E’ quanto emerso dalla classifica stilata da Tripadvisor, il portale web di viaggi, che pubblica recensioni relative a hotel, ristoranti e attrazioni turistiche. Grazie all’indice di gradimento espresso dai viaggiatori, il Museo Cappella Sansevero si è visto tributare l’ambito riconoscimento, posizionandosi davanti a gallerie di fama internazionale come quelle di Roma, Firenze e Venezia.  Il Museo di via De Sanctis, famoso per le opere d’arte che vi sono custodite, tra cui la celebre statua del Cristo Velato opera di Giuseppe Sammartino, è anche entrato nella classifica a livello europeo conquistando la nona piazza dietro a istituzioni del calibro del Louvre di Parigi e del British Museum di Londra. Insomma: c’è di che sfregarsi le mani. E non è ancora finita. [charme-gallery]Classifica alla mano, infatti, un altro museo di Napoli chiude al decimo posto: si tratta del Museo Archeologico Nazionale. Ma le sorprese made in Partenope non finiscono qui. Tra i parchi italiani preferiti dai viaggiatori di mezzo mondo, infatti, figura anche il Parco Virgiliano, la straordinaria terrazza di Posillipo affacciata sul Golfo di Napoli, che si classifica al quarto posto. Cos’altro aggiungere, dunque, per un’estate tutta da vivere nei luoghi incantati della Campania Felix? Solo qui natura e cultura sanno produrre perle di rara bellezza che è veramente un peccato lasciarsi sfuggire.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/news/capri-lisola-piu-bella-musei-napoletani-sono-al-top/">Capri, l’isola più bella. E i musei di Napoli sono al top</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
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		<title>Arte e storia accompagnano ai binari</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/arte/metropolitana-napoli-arte-storia-accompagnano-ai-binari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Gradogna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Mar 2013 10:22:41 +0000</pubDate>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alcune riproducono figure angelicate di donna, come la “Beatrice” di Karim Rashid nella stazione Università. Altre richiamano battaglie del recente passato partenopeo come i “Combattenti” di Marisa Albanese a Quattro Giornate. Altre ancora rimandano ai classici della letteratura come il volto di Pasolini a Materdei o alle agorà ellenistiche come i neon contornati da un blu elettrico a Vanvitelli. Sono tante (entro il 2015 almeno quindici). Sono belle. Luminose, spaziose e avveniristiche. Con i dipinti, le sculture, i mosaici, le foto e le installazioni direttamente commissionati ad artisti del calibro di Jannis Kounellis, Joseph Kosuth, Mimmo Paladino, Sol Lewitt, Enzo Cucchi, Mario Merz, Renato Barisani, Mimmo Rotella. Eccole le Stazioni del Metrò, l’unico realizzato con tante espressioni dell’arte, veri e propri musei che s’introducono nelle viscere della terra per accompagnare i passeggeri alle rotaie o, viceversa, portarli alla luce della città già permeati dalla brezza e dai sospiri culturali che solo Napoli è in grado di offrire. Gli spazi interni ed esterni delle stazioni del metrò <em>neapolitano</em> hanno accolto più di 180 opere di 90 tra i più prestigiosi autori contemporanei e sono così diventate uno degli esempi più interessanti di museo decentrato, distribuito sull’intera area urbana, un museo che non è spazio chiuso, luogo di concentrazione delle opere d’arte, ma percorso espositivo aperto, per una fruizione dinamica del manufatto artistico o dei reperti storici ritrovati durante i lavori. La realizzazione delle stesse stazioni, affidata ad architetti di fama internazionale, come Gae Aulenti, Alessandro Mendini, Karim Rashid, Vittorio Magnago Lampugnani e Oscar Tousquets Blanca, ha rappresentato un momento di forte restyling del tessuto urbano circostante. Una filosofia che è alla base della costruzione di questi luoghi simbolo del singolare intreccio tra antico e moderno. Delle sedici stazioni della Linea 1, nove sono note come le Stazioni dell’Arte. Ad esse nel 2007 si sono aggiunte le quattro nuove Stazioni dell’Arte della Linea 6. Tra le stazioni che hanno inaugurato il “ciclo dell’arte”, quella di Salvator Rosa, progettata dall’Atelier Mendini e dotata di due uscite a notevole distanza l’una dall’altra, contrassegnate da due guglie colorate in vetro e acciaio. La presenza delle opere d’arte è distribuita su una grande varietà di spazi aperti, che fanno corona a quelli interni, dialoga con le architetture storiche di un ponte romano e di una cappella neoclassica e si spinge fino a proiettarsi a distanza, con mosaici e dipinti murali, sulle pareti degli edifici circostanti e a occupare, presso la seconda uscita, lo slargo stradale in una zona ad alta densità abitativa e di grande traffico veicolare. [charme-gallery]Targata Atelier Mendini è anche la stazione Materdei: l’area circostante, completamente riqualificata, chiusa al traffico, arricchita di spazi verdi e nuovi arredi urbani, è stata popolata dalle inaspettate creature di un mondo fantastico che sembrano risalire in superficie dagli spazi sotterranei. Anche il progetto di Gae Aulenti per la stazione Dante ha riguardato la risistemazione urbanistica della piazza sovrastante, che ha rispettato l’impianto urbanistico settecentesco. La pavimentazione in pietra etnea a lastre e cubetti segue il disegno delle architetture realizzate, infatti, nel settecento da Luigi Vanvitelli e gli accessi alla stazione, in cristallo trasparente e acciaio, sono progettati in modo da assicurare la visibilità dell’emiciclo storico da ogni lato. La stazione Quattro Giornate è opera del napoletano Domenico Orlacchio, che ha creato una felice continuità tra i segnali dell’arte disseminati all’interno della stazione e quelli preesistenti nella piazza. Il viaggiatore in uscita passa dall’incontro con la folta serie di opere lungo i percorsi interni alla visione della grande scultura metallica e dei due bronzi di atleti collocati all’aperto, tra le aiuole di giardini attrezzati con grosse panche e tavoli di legno. Lala, stazione della Linea 6 che si trova nel quartiere di Fuorigrotta, è stata progettata da Uberto Siola. Lo scalo inaugurato, insieme alla tratta, l’11 gennaio del 2007, asseconda completamente il perimetro circolare dell’omonimo largo e può contare interni decorati con opere di Castella, Campigotto e Dago. Con un’installazione tutta particolare, denominata Allucco, opera di Nanni Balestrini, dove sono esposte delle schegge di superficie specchiante prodotte con alcuni interventi grafici. Inaugurata a inizi 2007, la stazione Mostra è entrata in servizio il 4 febbraio dello stesso anno. La stazione, costruita anch’essa a Fuorigrotta, proprio nelle vicinanze dello stadio San Paolo e di alcune facoltà universitarie, presenta, nell’atrio d’ingresso, suggestive istantanee di Gabriele Basilico, in cui viene esaltata la pulizia delle architetture della vicina Mostra d’Oltremare. La hall principale accoglie anche tre mosaici realizzati da Costantino Buccolieri su bozzetto di Mario Sironi, mentre nei tre corridoi che conducono al piano binari spicca, insieme ad altre opere firmate da Merz, Sironi e Pisani, il cosiddetto “Monumento a G. P.”, in cui l’autore Gianni Pisani commenta il tema del suicidio d’artista. Disegnata da Gae Aulenti nel 1999, la stazione Museo ha aperto i battenti nel 2001 a pochi passi da piazza Cavour. Il padiglione esterno è in calcestruzzo, vetro e acciaio ed è stato dipinto col rosso pompeiano. All’interno vi sono ospitate copie di opere custodite nel vicino Museo Archeologico Nazionale come l’Ercole Farnese, la copia della Testa di Cavallo donata da Lorenzo de’ Medici a Diomede Carafa e le fotografie di Mimmo Jodice che accompagnano il passeggero nel corridoio di collegamento con i treni della Linea 2. Entrata in servizio il 4 febbraio 2007, la fermata di piazzale Augusto, posta nei pressi del viale omonimo e del largo Veniero, ospita le opere di Bruno, Scognamiglio e Crespo. Nei corridoi che conducono al piano binari in direzione ovest, la stazione può sfoggiare eleganti rilievi in ceramica mentre in una delle passatoie è presente una serie di light box intestati alla vita del fisico toscano Galileo Galilei. L’altro corridoio di accesso alle banchine è interamente occupato dall’installazione di Botto&amp;Bruno che intende esprimere il disagio giovanile, urbano e sociale che si vive nelle periferie. [charme-gallery]La stazione Università in piazza Bovio è, invece, caratterizzata da colori e pannelli molto suggestivi che catturano l’attenzione dei pendolari. A cominciare dal piano delle obliteratrici dove spiccano le particolari sculture disegnate da Rashid, di cui la più suggestiva è <em>Synapsi,</em> che ricorda il reticolo neurale del cervello. Balzano all’occhio anche le due colonne nere modellate come un profilo umano continuo, definito <em>conversational profile</em>. Il soggetto raffigurato è proprio Rashid. Completano il viaggio artistico nelle viscere di tunnel e rotaie, le raffigurazioni di Dante e Beatrice sui gradini di accesso alle banchine. Decentrata rispetto alle altre è Rione Alto, che dispone di ingressi in via Semmola, via D’Antona e via Palermo. Il tratto dell’uscita in via Semmola è entrato nel circuito delle stazioni dell’arte poiché vi sono conservate installazioni di Antonio Tammaro e Achille Cevoli e altri artisti. Al suo interno, tra le scale e i marciapiedi mobili, spiccano i pannelli di Giuseppe Zevola, seguiti dalle stampe fotografiche di Katharina Sieverding e dai due light box di Bianco&amp;Valente, stagliati sulla volta del tunnel d’accesso alla zona delle banchine. Una menzione speciale merita anche Mergellina, aperta al pubblico il 4 febbraio del 2007. La stazione è stata progettata dallo Studio Protec. E può vantare nell’atrio dello scalo (realizzato su progetto di Vittorio Magnago Lampugnani) un ampio vano sulle cui pareti fanno bella mostra di sé due mosaici firmati dall’artista Gerhard Merz. I cancelli sono stati prodotti da Alan Fletcher, che ha creato un motivo incrociando le parole “Mergellina” e “Metropolitana”, ritagliate nella superficie ferrea delle inferriate. Ultima nata è Toledo, inaugurata lo scorso 17 settembre nel cuore della city partenopea. Il progetto è firmato dall’architetto catalano Oscar Tousquet Blanca, mentre gli interni sono arricchiti da opere di William Kendridge, Bob Wilson e Achille Cevoli. Non a caso Toledo è inserita come punto di partenza di Metro Art Tour, il servizio di visite guidate gratuite offerto da Metronapoli ai turisti. Ben cinque piani per un percorso che segna, attraverso i colori, il passaggio dalla terra al mare, mentre uno spettacolare “cratere” collega la superficie con la grande hall situata 40 metri più in basso. Un ampio pannello realizzato dall’artista sud africano William Kentridge con figure dell’iconografia partenopea e della mitologia classica accoglie il visitatore all’ingresso. Restaurati e inglobati nell’architettura della stazione anche i resti della cinta muraria di epoca aragonese. Durante i lavori di scavo è tornato alla luce, inoltre, un campo arato del Neolitico (il calco è esposto nella mostra “Stazione Neapolis” al Museo) a testimoniare la presenza di insediamenti in quest’area fin dal IV millennio a. C. Scendendo verso le banchine s’incontrano i light box di Bob Wilson, che accompagnano il viaggiatore con il movimento delle onde marine, mentre il cantiere della metropolitana e la galleria sono protagonisti dell’installazione fotografica di Achille Cevoli. Prossime tappe le stazioni Municipio, Garibaldi e Duomo. Per l’estate del 2013, infatti, la Metropolitana napoletana arriverà a Garibaldi, la circolazione passerà a due binari e sarà possibile viaggiare dalla Stazione centrale a Piscinola, senza stop, cambi e soprattutto senza navetta, saltando solo le stazioni Municipio e Duomo, non ancora ultimate. Per quest’ultima bisognerà aspettare il 2015 perché il progetto, firmato dall’archistar Massimiliano Fuksas, è stato modificato per il ritrovamento dei resti di un tempio romano che saranno incorporati nel progetto. Per l’entrata in esercizio della spettacolare e tanto attesa stazione Municipio, progettata dall’architetto portoghese Alvaro Siza invece, la scadenza è fissata al 2014. Infine, la fermata Capodichino pensata dal londinese Richard Rogers in vetro e acciaio, sarà pronta entro i prossimi cinque anni e sarà riposizionata in funzione dell’eliminazione della stazione di Santa Maria del Pianto. Intanto,la Commissione europea ha dato il via definitivo al completamento della Linea 6 del metrò tratta Mostra-Municipio. Un progetto che prevede un investimento di 173 milioni di euro.</p>
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