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	<title>Santa Chiara Archivi - Charme</title>
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	<description>Tutto il bello e il buono di Napoli e della Campania</description>
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		<title>A Santa Chiara, “Meminisse ricordare Neapolis”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2015 19:08:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Visite guidate, musica e finger food. Sabato 16 e venerdì 22 maggio, in occasione del ventennale del Museo dell’Opera Francescana di Napoli, nel suggestivo Complesso Monumentale di Santa Chiara prenderà forma l’evento “Meminisse ricordare Neapolis”. Un doppio appuntamento, assolutamente da non perdere, che prevede, dalle ore 21, “Habemus Coena”, succulento banchetto all’insegna di ricette dell’antica [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Visite guidate, musica e finger food. Sabato 16 e venerdì 22 maggio, in occasione del ventennale del Museo dell’Opera Francescana di Napoli, nel suggestivo Complesso Monumentale di Santa Chiara prenderà forma l’evento “Meminisse ricordare Neapolis”. Un doppio appuntamento, assolutamente da non perdere, che prevede, dalle ore 21, “Habemus Coena”, succulento banchetto all’insegna di ricette dell’antica Roma realizzate e rivisitate dalla personal chef Cecilia Squillace con accompagnamento musicale per arpa e violino ad opera dei maestri Angela Catapano e Maria D’Alessio. La cena, ambientata nello splendido refettorio Settecentesco, solitamente non aperto al pubblico, sarà divisa in Gustatio, Prima Mensa e Dulcis in Fundo. Un saporito salto indietro nel tempo che vedrà in tavola, tra l’altro, frittate di lattuga, sformatini di uova con carote, polpette di maiale in omento in salsa di vino dolce, torta di formaggio con farina di farro, cubetti di migliaccio al miele e pepe verde e cassata con gelatina di acqua allo zenzero. Il tutto innaffiato da bevande alla rucola, Greco di Tufo e Falerno del Massico.<br />
Alle 20, sarà invece possibile visitare in notturna l’area termale del Museo dell’Opera Francescana. L’idea di un allestimento museale interno al monastero nacque da una duplice esigenza: dare una degna collocazione alle opere sopravvissute al bombardamento che colpì la Chiesa nel ‘43 e rendere possibile l’accesso all’area termale del I secolo d.C, posta a ridosso del lato ovest della cittadella francescana. Da ammirare, i reperti rinvenuti durante i lavori di restauro effettuati dai Frati minori negli anni ’50, la ricostruzione delle vicende storiche del Complesso di Santa Chiara, le statue e le decorazioni marmoree provenienti dalla chiesa e rari paramenti sacri e porta-reliquiari lignei. L’evento è a numero chiuso ed ha un costo di 25 euro. Per la prenotazione obbligatoria si può chiamare ai numeri 081 5516673 o 081 19362953.</p>
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		<title>Un mondo incantato in mezzo alla storia</title>
		<link>https://www.charmenapoli.it/itinerari/un-mondo-incantato-mezzo-alla-storia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Gradogna]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2014 10:20:30 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>C’è chi sceglie di scalare l’Everest. C’è chi si getta con l’elastico da un ponte. E, poi, ci sono i più temerari, che decidono di visitare, proprio nel periodo natalizio, San Gregorio Armeno, alias la famosa strada dei presepi. Scherzi a parte, l’avventura val bene una messa. E forse più. Lasciarsi cullare dalla fiumana di persone che ogni anno si riversa in questa via, l’antica Strada Nostrana, è un’esperienza imperdibile. Per arrivare nel cuore della zona dei pastori la passeggiata più semplice, e forse più gradevole, inizia da piazza Dante, dove ferma la linea 1 del metrò. Da qui ci si inerpica per Port’Alba, meglio conosciuta come la strada dei libri grazie ai tanti librai; si prosegue per via San Sebastiano, dove uno dopo l’altro, si susseguono negozi di strumenti musicali. Lasciandosi alle spalle piazza del Gesù e il complesso di Santa Chiara, ci si avvia per Spaccanapoli, viuzza che dall’alto spacca l’orizzonte dei tetti e dove palazzi della nobiltà partenopea sorgono uno di fianco all’altro e invitanti gastronomie espongono i prodotti tipici della Campania, dalla pasta al limoncello al tradizionale babà al rum. Da piazza San Domenico Maggiore ormai il tratto è breve, giusto un pezzetto di via San Biagio dei Librai (sempre Spaccanapoli) ed ecco aprirsi sulla sinistra il mondo incantato dei pastori, una strada storica di Napoli che congiunge via Tribunali, ovvero il Decumano Maggiore, con Spaccanapoli, il Decumano Inferiore; un luogo dall’atmosfera unica, dove il tempo sembra essersi fermato. [charme-gallery]Odore di muschio e sughero monopolizzano l’aria dei negozietti, i tanti negozietti di geniali artigiani, pronti a sfornare per i loro clienti pezzi per tutti i gusti e tutte le tasche. Ed ecco gli storici artigiani del presepe di antica tradizione familiare. In botteghe senza porte o su coloratissime bancarelle, pastori di ogni dimensione fanno bella mostra di sé. Qui c’è tutto per il presepe: casette di sughero o di cartone; mulini a vento e cascate, in tutto e per tutto simili a quelli veri, grazie al supporto dell’energia elettrica; piccoli pastori di terracotta dipinti a mano ed esemplari alti anche 50 cm, con abiti in tessuto cuciti su misura. Sul presepe e qui sulle bancarelle di San Gregorio Armeno, i mestieri sono quasi tutti rappresentati: venditori di frutta, pizzaioli “robotizzati” che infornano pizze… E poi i classici testimoni della Natività in terracotta: il pastore dormiente Benino, i re Magi e, naturalmente,la Sacra Famiglia, con tanto di bue ed asinello.Tutti gli anni, ogni napoletano che si rispetti fa un salto a San Gregorio Armeno per rinnovare la tradizione che vuole, a ogni Natale, che il presepe abbia un elemento nuovo. Ma come sempre, l’incontro di tradizione e innovazione porta anche a nuove usanze e nuovi protagonisti. E così, sul presepe moderno trovano spazio anche Eduardo De Filippo, il principe della risata Totò, Massimo Troisi, Maradona, Mario Merola. Luciano Pavarotti e, per i più fantasiosi, c’è persino Bossi, Berlusconi, il Presidente della Repubblica Napolitano e il personaggio dell’anno, quello che più ha fatto parlare di sé in tv e carta stampata. [charme-gallery]La storia trasuda da ogni pietra della strada dei pastori, una delle più famose al mondo, sicuramente la più suggestiva: in via San Biagio dei Librai, in un palazzo a cui si accede anche da San Gregorio, un libraio diede i natali a Gian Battista Vico; più avanti, quasi in piazza San Domenico Maggiore, una lapide ricorda la dimora di Francesco de Sanctis; nello splendido Palazzo Filomarino, inoltre, visse Benedetto Croce. E proprio lì, inerpicata sulla stretta viuzza appare il Complesso di San Gregorio Armeno, intimamente legato alla devozione popolare. La leggenda vuole che la chiesa fosse edificata sulle rovine del tempio di Cerere attorno al 930 d.C., nel luogo che avrebbe ospitato il monastero fondato da Sant&#8217;Elena Imperatrice, madre dell’imperatore Costantino. Il complesso comprende anche un monastero di suore di clausura, devote oltre che a San Gregorio Armeno, anche a Santa Patrizia, santa molto amata dai napoletani mai delusi quando, ogni martedì, attendono il miracolo della liquefazione del suo sangue. Insomma, qui, nel Centro storico di Napoli non si può fare un passo senza essere immersi nella storia e nella cultura, nella tradizione popolare e in quella religiosa.[charme-gallery]</p>
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		<title>Il tesoro di Partenope poggia su millenni di storia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Charme]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2014 13:27:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Vuoto sotto, costellato di case in superficie. Così è il Centro storico della città di Napoli, dove a ogni costruzione sulla terra corrisponde una cavità che si spalanca nel sottosuolo. Ebbene sì: Napoli si regge sul vuoto, su un reticolo di vicoli e cave che risalgono all’epoca greco-romana e in parte visitabili, grazie al lavoro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Vuoto sotto, costellato di case in superficie. Così è il <strong>Centro storico</strong> della città di Napoli, dove a ogni costruzione sulla terra corrisponde una cavità che si spalanca nel sottosuolo. Ebbene sì: Napoli si regge sul vuoto, su un reticolo di vicoli e cave che risalgono all’epoca greco-romana e in parte visitabili, grazie al lavoro dell’associazione “<a href="http://www.napolisotterranea.org/">Napoli Sotterranea</a>”. Fondamenta dal sapore antico, quelle su cui poggiano chiese e palazzi. Che a loro volta sorreggono autentici pezzi di storia millenaria: un dedalo di lunghe strade e vicoletti che formano Neapolis, il cuore antico della città, ancora oggi ben visibile nell’organizzazione urbana del Centro storico, dai coloni, più di duemila anni fa, perché sicura dalle inondazioni del mare e, allo stesso tempo, ad una comoda distanza dalla linea di costa.</p>
<p>E’ qui, nel ventre di Partenope, a metà strada tra <a title="Sentinelle di pietra a guardia della città" href="http://www.charmenapoli.it/storia/castelli-di-napoli-sentinelle-di-pietra-guardia-della-citta/"><strong>Castel Capuano</strong></a> e <a title="Castel Nuovo, il Maschio di pietra guardiano di Napoli" href="http://www.charmenapoli.it/storia/castelli-napoli-castel-nuovo-maschio-angioino-di-pietra-guardiano-di-napoli/"><strong>Castel Nuovo</strong></a>, che sono custoditi molti dei suoi gioielli artistici e architettonici più rari: chiese, guglie, ricchi palazzi, dove hanno avuto luogo alcune delle più note, e sanguinose, leggende napoletane. Meandri tutti ancora da scoprire, come il <strong>tunnel borbonico di Chiaja</strong>, utilizzato negli anni dell’ultima guerra come ricovero dai bombardamenti e riscoperto, di recente, grazie ai cantieri della Metropolitana (le vie di accesso sono due: una si trova in via D. Morelli, direttamente nel parcheggio Morelli, in zona piazza Vittoria; l’altra in vico Del Grottone, n. 4 nei pressi di piazza Plebiscito).</p>
<p>A un tiro di schioppo da <strong>Porta Capuana</strong>, si dirama l’antica <strong>via dei Tribunali</strong>, arteria principale della polis greca, da cui partono, a sud e a nord, i cardi che la congiungono al Decumano inferiore, meglio noto come “<strong>Spaccanapoli</strong>”, e al Decumano superiore, ora via <strong>San Giovanni a Carbonara</strong>. Appena s’imbocca via dei Tribunali, sulla sinistra s’incontra l’<strong>Ospedale della Pace</strong> con l’enorme sala del Lazzaretto, che ancora conserva un altare di marmo del XVIII secolo. Proseguendo, si arriva alla <a title="Perle di pietra che brillano in città" href="http://www.charmenapoli.it/storia/perle-di-pietra-che-brillano-citta/"><strong>guglia di San Gennaro</strong></a>, un omaggio al patrono per aver protetto la città dall’eruzione del 1631. Di fronte alla guglia, il complesso del <strong>Pio Monte della Misericordia</strong>, istituzione nata nel 1603 a firma di sette giovani aristocratici napoletani allo scopo di realizzare opere caritatevoli. Proseguendo tra profumati banchi di frutta e pizzerie tipiche, si giunge a piazza San Gaetano, dove, a destra, la basilica di <strong>San Paolo Maggiore</strong>, con la splendida sacrestia, protegge l’ingresso a <strong>Napoli Sotteranea</strong>, una città parallela ricca di fascino.[charme-gallery]</p>
<p>I primi scavi nel sottosuolo risalgono alla fine dell’era preistorica, anche se furono i Greci a iniziare, in maniera sistematica, a estrarre materiale da costruzione. Il giallo tufo, che caratterizza il paesaggio napoletano, proviene, per la maggior parte, proprio dalle viscere di Napoli. I Romani altro non ebbero da fare che allargare le cave dei loro predecessori e, scavando in profondità fino a 40 metri &#8211; livello cui si accede con la visita guidata -, riuscirono a raggiungere sorgenti d’acqua dolce e a creare un enorme acquedotto sotterraneo. E’ da qui, da questi oscuri budelli che è tornata alla luce la figura del “monaciello”, personaggio della leggenda amato e temuto dal popolo, che forse altri non era che il pozzaro, ovvero il guardiano delle fogne che costituiscono il reticolo di vie di Napoli Sotterranea.</p>
<p>A sinistra, rispetto alla porta d’ingresso che immette negli antri sommersi di Partenope, a pochi passi dalle mura dell’<a title="Da largo Regina Coeli a via Santi Apostoli rivive la Napoli di Nerone" href="http://www.charmenapoli.it/arte/centro-storico-chiese-archeologia-da-largo-regina-coeli-santi-apostoli-rivive-la-napoli-di-nerone/"><strong>antico teatro di via Anticaglia</strong></a> che si vuole sia stato frequentato anche da Nerone, sorge il complesso monumentale di <strong>San Lorenzo Maggiore</strong>, con la sua chiesa gotica, il chiostro, la biblioteca e, proprio sotto il complesso religioso che ospitò Petrarca e Boccaccio, ai tempi del loro soggiorno partenopeo, gli scavi archeologici. Un&#8217;altra &#8220;parte&#8221; nascosta di Napoli la cui visita consente di riconoscere perfettamente il <em>macellum,</em> l’<strong>antico mercato romano</strong> di cui restano intatte le botteghe e parte dell&#8217;<strong>agorà</strong>, cioè il vecchio foro della Neapolis greco-romana (risalente al IV sec. a.C.). Da piazza San Gaetano parte anche <a title="Il vero presepe abita soltanto qui" href="http://www.charmenapoli.it/cultura/il-vero-presepe-abita-soltanto-qui/"><strong>via San Gregorio Armeno</strong></a>, la coloratissima strada dei pastori.</p>
<p>Una successione di antichi palazzi con alti porticati, che nascondono botteghe artigiane e piccoli empori, porta quindi alla chiesa di <strong>Santa Maria delle Anime del Purgatorio</strong>, nota per il culto delle “capuzzelle”, le teste dei morti che vengono amorevolmente accudite dalle persone del popolo in cambio di una grazia, magari una vincita al lotto.[charme-gallery]</p>
<p>A pochi passi dai resti delle mura greche di piazza Bellini sorge la chiesa di <strong>San Pietro a Majella</strong>, struttura gotica in tufo giallo che precede il Regio Conservatorio, dalle cui finestre emanano continuamente note di brani e arie antiche e nuove e le cui sale hanno ospitato i più famosi compositori napoletani.</p>
<p>Come è ovvio, i dintorni del Conservatorio sono costellati di negozi di strumenti musicali che espongono pianoforti, chitarre, batterie, strumenti a fiato e ad arco. E’ il caso di via San Sebastiano che conduce dritto dritto alla chiesa di <a title="Da Santa Chiara a piazza Calenda, viaggio tra i tesori di Spaccanapoli" href="http://www.charmenapoli.it/arte/centro-storico-da-santa-chiara-piazza-calenda-viaggio-tra-tesori-di-spaccanapoli/"><strong>Santa Chiara</strong></a>, la splendida chiesa gotica dal tetto verde riconoscibile da ogni dove e il chiostro maiolicato, che conserva antiche “riggiole” napoletane.</p>
<p><strong>Piazza del Gesù</strong>, come sempre, lascia attoniti per la facciata di bugnato della chiesa del Gesù Nuovo, il cui esterno così austero fa da contrapposizione ad una splendida chiesa barocca.</p>
<p>Proseguendo per via Monteoliveto, tra palazzo Gravina di epoca rinascimentale e il palazzo delle Poste, esempio di architettura fascista, si giunge a via Medina, un tempo largo delle Corregge, area a ridosso del Maschio Angioino, dove un tempo avevano luogo tornei e giostre e che venne scelto da Carlo I d’Angiò come sede della sua nuova e imponente dimora: il Maschio Angioino, ovvero Castel Nuovo.</p>
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		<title>Dopo più di un secolo riapre il campanile di Santa Chiara</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Mar 2014 14:49:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Napoli riabbraccia un pezzo di storia. Dopo più di cento anni, il plurisecolare campanile della basilica di Santa Chiara (proprietà del Fondo Edifici di Culto del ministero dell’interno), adiacente la cittadella dei frati francescani, tornerà ben presto a spalancare i battenti al pubblico. Grazie ad un finanziamento di 158.000 euro, la storica torre campanaria del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Napoli</strong> riabbraccia un pezzo di storia. Dopo più di cento anni, il plurisecolare campanile della <a title="Da Santa Chiara a piazza Calenda, viaggio tra i tesori di Spaccanapoli" href="http://www.charmenapoli.it/arte/centro-storico-da-santa-chiara-piazza-calenda-viaggio-tra-tesori-di-spaccanapoli/" target="_blank"><strong>basilica di Santa Chiara</strong></a> (proprietà del Fondo Edifici di Culto del ministero dell’interno), adiacente la cittadella dei frati francescani, tornerà ben presto a spalancare i battenti al pubblico. Grazie ad un finanziamento di 158.000 euro, la storica torre campanaria del XIV secolo sarà restaurata con l’avvio dei lavori di messa in sicurezza. A cantieri conclusi, il suggestivo monumento a pianta quadrata ridisegnato, nel corso dei secoli, in <strong>stile barocco</strong>, tornerà accessibile a cittadini e turisti, i quali potranno inerpicarsi lungo la scalinata interna per raggiungerne la vetta.</p>
<p>Il campanile di Santa Chiara e si articola su tre ordini separati da cornicioni marmorei. Ed è parte integrante del complesso religioso edificato tra il 1310 e il 1340 per volere di <strong>Roberto d&#8217;Angiò</strong> e della regina <strong>Sancha d&#8217;Aragona</strong>, nei pressi dell&#8217;allora cinta muraria occidentale, oggi <a title="Monumenti da sonno eterno" href="http://www.charmenapoli.it/cultura/tombe-illustri-napoletani-monumenti-da-sonno-eterno/" target="_blank"><strong>piazza del Gesù Nuov</strong></a>o, a pochi passi da via <a title="Un mondo incantato in mezzo alla storia" href="http://www.charmenapoli.it/itinerari/un-mondo-incantato-mezzo-alla-storia/" target="_blank"><strong>Spaccanapoli</strong></a>, cuore del Centro Storico di Napoli.</p>
<p>La cittadella dei frati francescani fu edificata sulle rovine di un <a title="Il tesoro di Partenope poggia su millenni di storia" href="http://www.charmenapoli.it/itinerari/napoli-sotterranea-il-tesoro-di-partenope-poggia-su-millenni-di-storia/" target="_blank"><strong>complesso termale romano</strong></a> del I secolo d.C.,  i cui resti sono in parte ancora visibili sotto le fondamenta della basilica e nel museo custodito all’interno della struttura.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.charmenapoli.it/news/dopo-piu-di-secolo-riapre-il-campanile-di-santa-chiara/">Dopo più di un secolo riapre il campanile di Santa Chiara</a> proviene da <a href="https://www.charmenapoli.it">Charme</a>.</p>
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