Itinerari / Angoli di storia

Un mondo incantato in mezzo alla storia

Coloratissime bancarelle dove pastori di ogni dimensione fanno bella mostra di sé, tra chiese e palazzi dov'è rimasto il segno delle vicende di Napoli
di Alessandra Del Prete
3 dicembre 2014

C’è chi sceglie di scalare l’Everest. C’è chi si getta con l’elastico da un ponte. E, poi, ci sono i più temerari, che decidono di visitare, proprio nel periodo natalizio, San Gregorio Armeno, alias la famosa strada dei presepi. Scherzi a parte, l’avventura val bene una messa. E forse più. Lasciarsi cullare dalla fiumana di persone che ogni anno si riversa in questa via, l’antica Strada Nostrana, è un’esperienza imperdibile. Per arrivare nel cuore della zona dei pastori la passeggiata più semplice, e forse più gradevole, inizia da piazza Dante, dove ferma la linea 1 del metrò. Da qui ci si inerpica per Port’Alba, meglio conosciuta come la strada dei libri grazie ai tanti librai; si prosegue per via San Sebastiano, dove uno dopo l’altro, si susseguono negozi di strumenti musicali. Lasciandosi alle spalle piazza del Gesù e il complesso di Santa Chiara, ci si avvia per Spaccanapoli, viuzza che dall’alto spacca l’orizzonte dei tetti e dove palazzi della nobiltà partenopea sorgono uno di fianco all’altro e invitanti gastronomie espongono i prodotti tipici della Campania, dalla pasta al limoncello al tradizionale babà al rum. Da piazza San Domenico Maggiore ormai il tratto è breve, giusto un pezzetto di via San Biagio dei Librai (sempre Spaccanapoli) ed ecco aprirsi sulla sinistra il mondo incantato dei pastori, una strada storica di Napoli che congiunge via Tribunali, ovvero il Decumano Maggiore, con Spaccanapoli, il Decumano Inferiore; un luogo dall’atmosfera unica, dove il tempo sembra essersi fermato. Pastori in esposizione a San Gregorio ArmenoBancarelle dei pastori a San Gregorio ArmenoSan Gregorio ArmenoSan Gregorio ArmenoBancarelle a San Gregorio ArmenoOdore di muschio e sughero monopolizzano l’aria dei negozietti, i tanti negozietti di geniali artigiani, pronti a sfornare per i loro clienti pezzi per tutti i gusti e tutte le tasche. Ed ecco gli storici artigiani del presepe di antica tradizione familiare. In botteghe senza porte o su coloratissime bancarelle, pastori di ogni dimensione fanno bella mostra di sé. Qui c’è tutto per il presepe: casette di sughero o di cartone; mulini a vento e cascate, in tutto e per tutto simili a quelli veri, grazie al supporto dell’energia elettrica; piccoli pastori di terracotta dipinti a mano ed esemplari alti anche 50 cm, con abiti in tessuto cuciti su misura. Sul presepe e qui sulle bancarelle di San Gregorio Armeno, i mestieri sono quasi tutti rappresentati: venditori di frutta, pizzaioli “robotizzati” che infornano pizze… E poi i classici testimoni della Natività in terracotta: il pastore dormiente Benino, i re Magi e, naturalmente,la Sacra Famiglia, con tanto di bue ed asinello.Tutti gli anni, ogni napoletano che si rispetti fa un salto a San Gregorio Armeno per rinnovare la tradizione che vuole, a ogni Natale, che il presepe abbia un elemento nuovo. Ma come sempre, l’incontro di tradizione e innovazione porta anche a nuove usanze e nuovi protagonisti. E così, sul presepe moderno trovano spazio anche Eduardo De Filippo, il principe della risata Totò, Massimo Troisi, Maradona, Mario Merola. Luciano Pavarotti e, per i più fantasiosi, c’è persino Bossi, Berlusconi, il Presidente della Repubblica Napolitano e il personaggio dell’anno, quello che più ha fatto parlare di sé in tv e carta stampata. Bancarelle a San Gregorio ArmenoSan Gregorio ArmenoPastori in esposizione a San Gregorio ArmenoPastori raffiguranti personaggi attuali in esposizione a San Gregorio ArmenoSan Gregorio ArmenoLa storia trasuda da ogni pietra della strada dei pastori, una delle più famose al mondo, sicuramente la più suggestiva: in via San Biagio dei Librai, in un palazzo a cui si accede anche da San Gregorio, un libraio diede i natali a Gian Battista Vico; più avanti, quasi in piazza San Domenico Maggiore, una lapide ricorda la dimora di Francesco de Sanctis; nello splendido Palazzo Filomarino, inoltre, visse Benedetto Croce. E proprio lì, inerpicata sulla stretta viuzza appare il Complesso di San Gregorio Armeno, intimamente legato alla devozione popolare. La leggenda vuole che la chiesa fosse edificata sulle rovine del tempio di Cerere attorno al 930 d.C., nel luogo che avrebbe ospitato il monastero fondato da Sant’Elena Imperatrice, madre dell’imperatore Costantino. Il complesso comprende anche un monastero di suore di clausura, devote oltre che a San Gregorio Armeno, anche a Santa Patrizia, santa molto amata dai napoletani mai delusi quando, ogni martedì, attendono il miracolo della liquefazione del suo sangue. Insomma, qui, nel Centro storico di Napoli non si può fare un passo senza essere immersi nella storia e nella cultura, nella tradizione popolare e in quella religiosa.San Gregorio ArmenoSan Gregorio ArmenoSan Gregorio ArmenoPulcinella in esposizione a San Gregorio ArmenoArtigiani durante la lavorazione dei pastori