Corpo di Napoli testimone d’Egitto

1 marzo, 2006 alle 12:05
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Forse un tempo il “corpo di Napoli” aveva l’aspetto di una donna. Distesa e discinta, languida nelle sue pose classiche. Eppure, a guardarla oggi, la statua dedicata al sacro fiume d’Egitto che spicca a pochi metri da piazza San Domenico Maggiore, mostra ben altre fattezze. E forse anche per questo ha un doppio nome. Il “Nilo giacente” appare come la raffigurazione di un anziano sdraiato sull’acqua, con la barba folta, circondato da elementi orientali, e con in mano l’immancabile cornucopia, da sempre simbolo di ricchezza e prosperità.Uomo o donna dunque? Una cosa è certa: quando nel corso del ’400 la statua fu riportata alla luce, dopo quasi mille anni di oblio, era priva della testa. E così rimase per almeno un altro secolo, fino a quando, nel ‘600, fu restaurata con l’aggiunta del volto di un uomo barbuto. [charme-gallery]Con tutta probabilità, dopo la riscoperta, la statua fu lasciata dagli Aragonesi come ornamento del piccolo parlamento nobiliare, il seggio di Nilo, voluto dai sovrani proprio al centro della piazza per incontrare i sudditi. Il parlamentino fu demolito nel corso del XVII secolo. Al suo posto rimase il “Nilo giacente”.

Com’era la statua, prima che fosse decapitata e quindi seppellita, resta dunque un mistero. C’è, però, la consapevolezza, radicata nei Napoletani che il “Nilo” rappresenti una sorta di madre. Anzi, la tradizione la dipinge come la Napoli che allatta suo figlio. Proprio da questa considerazione nasce dunque il toponimo “Corpo di NapolI” dato non solo alla statua ma anche al largo dove tuttora la statua è ubicata. Il “Nilo giacente” è comunque l’unica testimonianza lasciata in città di un’antica colonia di mercanti provenienti da Alessandria d’Egitto che prima del II secolo d. C. si era stabilita nella zona alta dei Decumani. Secondo la tradizione, dopo la partenza degli Egiziani, il “Nilo giacente” fu privato della testa e quindi sotterrato, fino a quando, dodici secoli più tardi qualcuno lo riscoprì consegnandolo al culto dei partenopei eredi della Neapolis romana, città crocevia di cultura e razze differenti tutta da visitare, poiché ogni sua pietra racconta una storia millenaria.