Cultura / Riti di Napoli

Quando il campanile del Carmine va a fuoco

Ecco perché ogni anno il 15 luglio la torre di “fra Nuvolo” si illumina in ricordo della strenua resistenza dei partenopei agli assalti dei pirati saraceni
di Gabriele Scarpa
17 luglio 2013

E’ una delle feste più antiche e popolari di Napoli. Che si perpetua da secoli nel ventre storico di Partenope, a pochi passi da piazza Mercato, teatro dei moti di Masaniello e della rivolta mancata dei lazzari: l’incendio del campanile della Chiesa del Carmine. La ricorrenza cade il 15 luglio, vigilia della festività dedicata alla Madonna del Carmelo, quando la mole di pietra dell’imponente basilica fondata dai padri carmelitani viene illuminata e decorata con drappi colorati e si dà fuoco alle micce e alle girandole di fuochi, nel cosiddetto “simulacro d’incendio del campanile”. E’ allora che la torre campanaria prende simbolicamente fuoco, grazie ai filari pirotecnici sapientemente predisposti lungo le balze dell’edificio.Incendio del campanile della Chiesa del Carmine per la festa alla Madonna Brunancendio del campanile della Chiesa del Carmine per la festa alla Madonna Brunancendio del campanile della Chiesa del Carmine per la festa alla Madonna Brunancendio del campanile della Chiesa del Carmine per la festa alla Madonna Brunancendio del campanile della Chiesa del Carmine per la festa alla Madonna Bruna Un rito antico, atteso da napoletani e turisti che vistano Napoli in questo periodo, da sempre accompagnato ancora oggi dal suono caratteristico delle tammorre, uno degli strumenti più rinomati della tradizione musicale partenopea. Che prende le mosse dall’epica resistenza dei napoletani alle terribili scorrerie dei pirati venuti dal mare. Il rogo sembra rievocare un’usanza già nota ai tempi di Masaniello, quando, a due passi dalla chiesa, in occasione della festa, i fedeli erano soliti dare alle fiamme un castello di legno eretto in piazza, in ricordo delle antiche battaglie combattute contro i mori. Tutto ciò in memoria dei prodigiosi interventi della Vergine a protezione della città dai ripetuti assalti dei saraceni. In seguito, la rappresentazione dell’incendio fu trasferita alla cima del campanile, detto “di Fra Nuvolo”, dal nome dell’architetto Giuseppe Nuvolo, esponente del manierismo e del primo barocco napoletano, che ne disegnò e ne fece edificare la parte superiore.Ingresso-dei-fedeli-in-chiesa, dopo il rito dell'incendio del campanilePiazza del Carmine addobbata a festa per i rito dedicato alla Madonna del Carminencendio del campanile della Chiesa del Carmine per la festa alla Madonna Brunancendio del campanile della Chiesa del Carmine per la festa alla Madonna Brunancendio del campanile della Chiesa del Carmine per la festa alla Madonna Bruna E così, ogni anno, in ricordo di quei tempi bui, la sera che precede la ricorrenza della Madonna del Carmine, la facciata della basilica si accende di mille colori. E il campanile prende fuoco, in una ricorrenza a metà strada tra il sacro e il profano, evento tipico perchè i turisti che visitano Napoli possano capire una delle essenze popolari partenopee. Alla fine, l’incendio si estingue da solo, tra gli applausi entusiasti della folla di fedeli e il ritmo frenetico delle tammorre. Il giorno dopo, piazza del Carmine, diventa teatro di una solenne messa celebrata dal cardinale di Napoli.