A Palazzo Zevallos tornano 36 capolavori della collezione del principe Colonna

Grande mostra sul Seiecento con Rubens, Van Dyck, Ribera e tanti altri. Intesa San Paolo riallestisce il piano nobile di Palazzo Zevallos con le opere che vi erano esposte nel XVII secolo. Nel 2018, saranno superati i 200 mila visitatori.

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Mostra "Rubens, Van Dick, Ribera - La Collezione di un Principe". Ph: Roberto Della Noce

E’ una gran bella mostra quella aperta il 6 dicembre a Palazzo Zevallos Stigliano, sede di Gallerie d’Italia. Rubens, Van Dyck, Ribera. La collezione di un principe è una esposizione alla quale a Palazzo Zevallos hanno lavorato per qualche anno e che finalmente riporta a casa, a Napoli, una buona parte delle opere della importante collezione d’arte che nel Seicento abbelliva le sale dello stupendo palazzo, ricollocando i dipinti della raccolta dei Vandeneynden negli ambienti del piano nobile, dove erano anticamente esposti.

Curata con dedizione ed evidente approfondito studio da Antonio Ernesto Denunzio (vice direttore di Gallerie d’Italia, responsabile di Palazzo Zevallos), l’organizzazione della mostra si è avvalsa della collaborazione di Gabriele Finaldi come consultant curator e di Giuseppe Porzio e Renato Ruotolo. L’iniziativa si avvale inoltre di un prestigioso Comitato Scientifico che annovera tra gli altri Christopher Brown, Keith Sciberras, Maria Cristina Terzaghi, Gert Jan van der Sman, Aidan Weston Lewis.

Palazzo Zevallos Stigliano: mostra “Rubens, Van Dick, Ribera – La Collezione di un Principe”. Il curatore Antonio Denunzio. Ph: Roberto Della Noce

La eccezionale mostra riporta quindi a Palazzo Zevallos Stigliano ben 36 opere della prestigiosa collezione appartenuta, prima di essere dispersa, alla famiglia Vandeneynden che abitò nella sontuosa dimora di via Toledo dagli ultimi decenni del Seicento. In mostra a Napoli, capolavori assoluti provenienti da musei nazionali e internazionali tornati per la prima volta nello stesso palazzo e nelle stesse stanze dove a lungo in passato furono custoditi e che qui resteranno esposti fino al 7 aprile 2019. Molti i capolavori in prestito da collezioni private e musei nazionali e stranieri di grande prestigio, tra cui: Galleria Sabauda (Torino), Pinacoteca di Brera (Milano), Musei Capitolini (Roma), Museo e Real Bosco di Capodimonte (Napoli), Museo Correale di Terranova (Sorrento), National Galleries of Scotland (Edimburgo), Museo Nazionale del Prado (Madrid), Museo Nacional Thyssen-Bornemisza (Madrid), The Museum of Fine Arts (Houston), Los Angeles County Museum of Art; Fitzwilliam Museum (Cambridge). Fra questi, alcuni dipinti mai esposti in Italia come La merenda di Jan Miel proveniente dal Prado, i due Jan Fyt di collezione spagnola (González de Castejón Silva). Inedite sono le opere di Cornelis de Wael Scena di porto, Erode con la testa del Battista attribuita a Orbetto, la Tentazione di Adamo ed Eva di Vincenzo Gesualdo.

La storia racconta di stretti rapporti di parentela che legavano la famiglia Vandeneynden a quelle di diversi artisti fiamminghi (i Brueghel, i de Wael, i de Jode) attivamente impegnati anche nel mercato dell’arte. Questa fitta rete di relazioni – di cui fu partecipe anche Roomer, a sua volta, per di più, fratello di un amico di Rubens – favorì la formazione delle due maggiori raccolte napoletane del XVII secolo, quelle appunto dei due mercanti anversesi, che, annoverando il meglio della produzione italiana e fiamminga del tempo, esercitarono grande influenza sui gusti collezionistici e sugli sviluppi della pittura napoletana coeva.

Ribera. Museo Nazionale di Capodimonte

Nel palazzo principesco di via Toledo – che è stato poi sede della Banca Commerciale e oggi è parte importante del Progetto cultura di Intesa Sanpaolo – fu custodita una straordinaria collezione d’arte che comprendeva opere tuttora celebri, alcune delle quali, come Il banchetto di Erode di Rubens (ora a Edimburgo), pervennero a Ferdinando Vandeneynden dall’eredità di Gaspare Roomer. Alla morte di Ferdinando il patrimonio passò alle sue tre figlie, due delle quali, Giovanna ed Elisabetta, sposarono rispettivamente Giuliano Colonna, dal 1716 principe di Stigliano (il principe a cui per estensione fa riferimento il titolo della mostra) e Carlo Carafa di Belvedere.

L’inventario del 1688 registra oltre trecento dipinti, tra cui esemplari di Francesco Albani, Paul Bril, Jan Brueghel, Caravaggio, Aniello Falcone, Luca Giordano, Jan Miel, Mattia Preti, Nicolas Poussin, Jusepe de’ Ribera, Salvator Rosa, Pieter Paul Rubens, Massimo Stanzione, Andrea Vaccaro, Anton Van Dyck, numerose nature morte nonché paesaggi e battaglie di altri maestri, per lo più fiamminghi. La preziosa collezione godette a lungo di grande fama. Nel 1692 ne scriveva il canonico Carlo Celano: “In questo palazzo vi è una galleria de’ quadri delle belle che sono in Napoli, e veramente vi si vedeano bellissime dipinture, et in quantità, de’ famosi maestri così antichi come moderni”. Nel 1783 fu visitata da Tommaso Puccini – di lì a qualche anno Direttore della Galleria degli Uffizi – e dettagliatamente descritta nei suoi appunti di viaggio con parole di somma ammirazione. Non è un caso inoltre che nel suo fondamentale volume Patrons and Painters del 1963 Francis Haskell dedichi – pur ignorando ancora gran parte delle notizie venute alla luce in anni successivi – un ampio spazio alle raccolte di Gaspar de Roomer e di Jan e Ferdinand Vandeneynden, sottolineando come “crystallised that close relationship which had for so long existed between the cultures of the South and the North of Europe“.

Palazzo Zevallos Stigliano: Conferenza stampa della mostra “Rubens, Van Dick, Ribera – La Collezione di un Principe”
Ph: Roberto Della Noce

Michele Coppola, Direttore Centrale Arte, Cultura e Beni Storici, Intesa Sanpaolo, afferma: “Promuovere arte e conoscenza è l’impegno profondo di Progetto Cultura di Intesa Sanpaolo, e lo concretizziamo con iniziative originali che permettono di riscoprire il valore e la bellezza di opere, maestri e stagioni della straordinaria storia artistica italiana. La collezione di un principe ne è piena testimonianza, risultato di un lavoro di ricerca e di prestiti in collaborazione con importanti musei italiani e istituzioni internazionali. I capolavori in mostra celebrano il respiro europeo dell’arte e del collezionismo di fine Seicento a Napoli, confermando il forte legame della nostra Banca con il territorio e il ruolo delle Gallerie d’Italia quale luogo di riferimento culturale, sempre più significativo, per la città”.

Durante l’esposizione temporanea, una selezione delle opere della collezione permanente delle Gallerie di Palazzo Zevallos Stigliano sarà visitabile negli spazi al primo piano. La mostra, infatti, ricolloca i dipinti della raccolta dei Vandeneynden negli ambienti del piano nobile, dove erano anticamente conservati. Qui i curatori hanno comunque lasciato esposto Il Martirio di Sant’Orsola, l’ultima opera di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, capolavoro che spicca nella collezione permanente di Palazzo Zevallos Stigliano, che in questo perdiodo presenta in contemporanea al pian terreno la mostra temporanea London Shadow (leggi qui). Chi visita Palazzo Zevallos – che quest’anno supererà la quota di 200 mila visitatori – avrà quindi la possibilità di godersi ben due mostre temporanee e la collezione permanente con il Caravaggio.

PALAZZO ZEVALLOS STIGLIANO
è aperto da martedì a venerdì dalle 10.00 alle 19.00 (ultimo ingresso 18.30)
Sabato e domenica dalle 10.00 alle 20.00 (ultimo ingresso 19.30) | Chiuso il lunedì
Aperture straordinarie: 8, 17, 24, 26 e 31 dicembre, 1 e 6 gennaio
Prolungamento orario di apertura fino alle 20.00: 8 dicembre, dal 26 dicembre al 5 gennaio (escluso il 24 dicembre 10.00 -17.00 e il 31 dicembre 10.00-15.00)
Biglietto congiunto mostra e collezioni permanenti
Intero € 5 | Ridotto € 3
Gratuito per convenzionati, scuole, minori di 18 anni, clienti e dipendenti del Gruppo Intesa Sanpaolo
Prenotazione obbligatoria per i gruppi e le scuole
www.gallerieditalia.cominfo@palazzozevallos.com
Numero verde 800.454229