Scavi di Pompei, riaprono altre due domus. Sono venti le case da visitare

Dal 1 novembre riaprono al pubblico altre due importanti dimore: la Casa dei Ceii e i Praedia di Giulia Felice

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Scavi di Pompei, Praedia Giulia Felice

Scavi di Pompei, ora sono ben venti case da visitare. Dal 1 novembre riaprono infatti al pubblico altre due importanti dimore: la Casa dei Ceii, celebre per le pitture che si dispiegano sugli alti muri del giardino con scene di ispirazione egizia e animali selvaggi, e i Praedia di Giulia Felice, grande complesso residenziale con ampi spazi verdi e il lussuoso quartiere termale privato. Dal 1 novembre negli Scavi di Pompei è quindi garantita, per l’intera giornata, la visita a 20 domus, eccole:

Scavi di Pompei,domus Praedia Giulia Felice
  • Casa dei Ceii
  • Praedia di Giulia Felice
  • Casa di Championnet
  • Casa di Romolo e Remo
  • Casa di Trittolemo
  • Casa del Marinaio
  • Casa dei Vettii
  • Casa della Fontana Piccola
  • Casa del Principe di Napoli
  • Lupanare
  • Casa di Sirico
  • Casa dell’Orso Ferito
  • Casa dell’Efebo
  • Fullonica di Stephanus
  • Casa del Menandro
  • Casa del Criptoportico
  • Casa del Frutteto
  • Casa della Venere in conchiglia
  • Domus e Botteghe
  • Casa del Larario Fiorito
  • Villa dei Misteri

La Domus dei Ceii era chiusa da diversi anni, mentre i Praedia di Giulia Felice erano stati in parte riaperti dopo il restauro degli apparati decorativi effettuato tra il 2015-2016 nell’ambito del Grande Progetto Pompei. I due complessi sono, di recente, stati oggetto di interventi di riqualificazione, regimentazione delle acque meteoriche e manutenzione delle coperture, resisi necessari per il serio rischio di degrado degli ambienti sottostanti, caratterizzati da intonaci decorati e pavimenti di grande pregio. Gli interventi realizzati fanno parte del progetto “Italia per Pompei” finanziato con fondi della Comunità Europea Por-Fesr 2007 -2013, che già aveva interessato altre case delle Regiones I e II, tra cui la Domus del Larario Fiorito e la Domus del Triclinio all’aperto, riaperte lo scorso anno.

Scavi di Pompei, domus Casa dei Ceii

Torna, dunque, nuovamente visibile negli Scavi di Pompei la grande scena di caccia con animali selvatici che orna la parete di fondo del giardino della Casa Dei Ceii, nonché i paesaggi popolati di Pigmei e di animali tipici del Delta del Nilo raffigurati sulle pareti laterali attigue. Si tratta di soggetti che spesso ricorrono nella decorazione dei muri perimetrali dei giardini pompeiani che aveva lo scopo di ampliare illusionisticamente le dimensioni ed evocare un’atmosfera idilliaca e suggestiva. In questo caso, con ogni probabilità, il tema delle pitture testimoniava anche un legame e un interesse specifico che il proprietario della domus aveva per il mondo egizio e per il culto di Iside, particolarmente diffuso a Pompei negli ultimi anni di vita della città. Il grande affresco sarà presto oggetto di uno specifico restauro, che sarà realizzato “a vista” del pubblico in visita agli Scavi di Pompei.

Nella casa sarà riproposto parte dell’allestimento originario della dimora, con la ricollocazione del tavolo in marmo e della vera di pozzo nell’atrio, dove è anche visibile il calco di un armadio e il calco della porta di accesso della casa. Mentre nella cucina è visibile una piccola macina domestica.

Scavi di Pompei, la Casa dei Ceii: un dettaglio della parete del giardino

La proprietà della domus è stata attribuita al magistrato Lucius Ceius Secundus, sulla base di una iscrizione elettorale dipinta sul prospetto esterno della casa. La facciata della domus, con il suo rivestimento a riquadri in stucco bianco e l’alto portale coronato da capitelli cubici, è esemplificativa dell’aspetto severo che doveva avere una casa di livello medio d’età tardo sannitica (II sec. a.C.). Al centro dell’atrio tetrastilo vi è la vasca dell’impluvio, realizzata con frammenti di anfore posti di taglio, secondo una tecnica diffusa in Grecia ma che a Pompei trova solo un altro confronto nella casa della Caccia Antica.

Il grande complesso dei Praedia di Giulia Felice, sorto alla fine del I sec. a.C. dall’accorpamento di costruzioni preesistenti, si presenta invece come una sorta  di “villa urbana”, provvista di ampi spazi verdi e articolata in quattro diversi nuclei con ingressi indipendenti: una casa ad atrio, un grande giardino su cui si aprono gli ambienti residenziali, un quartiere termale riccamente decorato  e un vasto parco.
Il complesso deve il suo nome a un’iscrizione dipinta in facciata (ora al Museo Archeologico Nazionale di Napoli), in cui l’ultima proprietaria, Giulia Felice,  dopo il disastroso terremoto del 62 d.C., annunciava la locazione di parte della sua proprietà. Al periodo post- sisma risale un unitario rinnovamento decorativo che interessò gran parte degli ambienti, tra i quali spicca il triclinio (sala da pranzo) estivo, rivestito a mo’ di grotta, con giochi d’acqua attorno ai letti conviviali e aperto sul portico scandito da pilastri marmorei. Il giardino munito di un euripo centrale (lungo canale) ricreava nel suo allestimento originario uno spazio idillico-sacrale. La casa, scavata e poi ricoperta al termine delle esplorazioni di età borbonica, è stata interamente portata alla luce negli anni ’50 del Novecento.

NUOVI ORARI DI APERTURA DAL 1 NOVEMBRE AL 31 MARZO
dei siti archeologici vesuviani:
Scavi di Pompei
: 9,00-17,00 (ultimo ingresso 15,30)
sabato e domenica apertura ore 8,30
Oplontis e Stabia: 8,30 -17,00 (ultimo ingresso 15,30)
Antiquarium di Boscoreale: 8.30 – 18.30 (ultimo ingresso 17.00)