Il trittico del XV secolo torna restaurato a San Domenico Maggiore

Restaurato ed esposto nella sua collocazione originaria al Museo Doma di San Domenico Maggiore di Napoli il Trittico della Madonna in trono con il Bambino, opera del XV secolo di Angiolillo Arcuccio. Altra meravilgia del Centro storico.

3 ottobre, 2018 alle 20:39
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Il Trittico restaurato di Angiolillo Arcuccio tonrato esposto dopo anni al Museo Doma San Domenico Maggiore a Napoli
Il Trittico restaurato di Angiolillo Arcuccio tonrato esposto dopo anni al Museo Doma San Domenico Maggiore a Napoli

Il Museo Doma di San Domenico Maggiore da oggi mette in mostra un altro splendido capolavoro. Appena restaurato è tornato nella Basilica del Centro storico di Napoli il Trittico della Madonna in trono con il Bambino fra i Santi Giovanni Battista e Antonio abate, opera del XV secolo di Angiolillo Arcuccio.
Il Trittico è stato conservato per anni nel deposito d’arte del Convento  dei Frati Domenicani e, dopo il restauro, è stato  esposto alla mostra “La fragilità della bellezza” a Venaria Reale. Proprio oggi è stato ricollocato all’interno della basilica di San Domenico Maggiore nella sua posizione originaria: la cappella intitolata alla Madonna delle Grazie.

Chi era Angiolillo Arcuccio? L’artista è definito un maestro “minore”, attivo come pittore e miniatore a Napoli e in alcuni centri dell’entroterra campano fra il 1464 e il 1492. Diverse sue opere si trovano ad Aversa, Giugliano e Sant’Agata de’ Goti. Nel 1464 era a capo di una bottega dove dipinse polittici di complessa carpenteria. Tra le sue opere più significative vi è appunto il Trittico della Madonna da oggi esposto, dopo anni, a San Domenico Maggiore. nella sua cappella originaria della Madonna delle Grazie, che nella seconda metà del 1400 era di patronato di un personaggio di spicco nella corte aragonese, il segretario regio Antonello Petrucci.

Per visitare accompagnati da una guida la Basilica di San Domenico Maggiore e il Museo Doma con la Sagrestia affrescata dal Solimena, le Arche Aragonesi, il Salvator Mundi di scuola leonardesca e la Cella di San Tommaso d’Aquino con il suo Crocifisso prodigioso (anch’esso appena restaurato) si può prenotare online sulla biglietteria ufficiale del Museo (clicca qui).