L’opera di Marco Petrus sulle Vele di Scampia nella collezione di Gallerie d’Italia

L’opera M21 di Marco Petrus entra nella collezione Cantiere del 900 di Gallerie d'Italia

10 maggio, 2018 alle 13:29
177
Vele-di-Scampia-rivistate-artisticamente-da-Marco-Petrus
M21, l'opera artistica di Marco Petrus che rivisita le Vele di Scampia, entra nella collezione d'arte contemporanea di Gallerie d'Italia

L’opera M21 di Marco Petrus (Rimini, 1960), che rappresenta la sua visione artistica delle Vele di Scampia, dopo essere stata esposta nella mostra Matrici allestita nell’estate 2017 a Palazzo Zevallos Stigliano Gallerie d’Italia, sede museale di Intesa Sanpaolo a Napoli, entra a far parte della collezione della banca l’opera.

Il progetto Cantiere del ‘900 di Gallerie d’Italia si arricchisce così di un’ulteriore opera d’arte contemporanea, documentando il lavoro di Petrus dedicato ad uno dei luoghi emblematici e alo stesso tempo drammatici della città di Napoli, le Vele di Scampia, reinterpretate e trasfigurate dallo sguardo dell’artista.

L’opera sarà esposta al Museo Marca di Catanzaro dal 13 al 20 agosto 2018, nell’ambito di una personale dedicata all’artista milanese.

CHI E’ MARCO PETRUS. E’ autore di riconosciuta e apprezzata qualità, presente sulla scena artistica italiana dall’inizio degli anni ’90 del novecento. I quadri del suo primo periodo sono caratterizzati da un uso fortemente marcato e insistito del segno, retaggio della sua formazione ed esperienza come incisore. In queste opere già si intravvede quell’immobilità quasi metafisica dell’architettura, che in seguito ne connoterà il lavoro come un costante “marchio di fabbrica. Col passare del tempo, il segno di Petrus va scomparendo, per lasciare spazio a un gioco sempre più rigoroso e lineare di colori scanditi da linee chiare e ben definite e da campiture piatte, in una ricerca di essenzialità e di linearità della composizione che via via caratterizzeranno la sua ricerca.

Tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila, la sua pittura subisce un nuovo scarto prospettico, aprendo il proprio sguardo analitico, da una parte, a indagare in maniera sempre più rigorosa la struttura stessa delle forme urbanistiche e architettoniche, dall’altra giungendo ad abbracciare esempi di forme urbanistiche recenti o meno recenti di molte città e megalopoli europee, americane e asiatiche.

La sua svolta più recente lo porta, in un lavoro di crescente stilizzazione della forma, dapprima ad affiancare alle rappresentazioni urbane le loro “corrispondenze” sul piano dell’astrazione (linee, segni, semplici tasselli colorati, dove originariamente c’erano prospettive, angoli e finestre); quindi a “congelare” la forma stessa del paesaggio urbano in un puro gioco di stilizzazioni astratte.