Sapori / Le ricette della cucina napoletana

Dal 1700 con devozione. Il Migliaccio napoletano

Almeno due i segreti per ottenere un dolce dal profumo soave e dalla consistenza perfetta. E’ considerato anche parente vicino alle più conosciute sfogliatelle
di Iolanda Canale
27 marzo 2014

Le ricette della cucina napoletana tradizionale.

Il Migliaccio, il suo nome rimanda gli echi del XVIII secolo e di un dolce amato (dal popolo) ed odiato (dal clero): si trattava di un impasto a base di miglio brillato e sangue di maiale. Il Carnevale precede il periodo di Quaresima e quindi  digiuno e penitenza… questo dolce si trasformò.

Fu certamente in un tranquillo monastero che l’abilità di mani angeliche trasformarono il migliaccio in un dolce soave e lieve, più adatto al periodo del Carnevale: la semola cotta nel latte ed aromatizzata con acqua di fior d’arancio fu il preludio alla più famosa sfogliatella.

Il segreto di questo dolce delicatissimo è nel dosaggio degli aromi, che non devono essere troppo invadenti, e nella cottura lenta e dolce.

Ingredienti per due stampi da 24 cm. di diametro (12 persone):  10 uova intere, 250 g di semolino, 500 g di ricotta, 500 g di zucchero semolato, un pizzico di sale, 1,500 ml di latte intero, 1 cucchiaio di liquore Strega, 4 gocce di estratto di Neroly, un pizzico di bacca di vaniglia in polvere.

Preparazione.

Portare il latte quasi ad ebollizione, aggiungere il sale e versare a pioggia il semolino; portare a cottura, mescolando in continuazione, e far raffreddare completamente.

Nel frattempo lavorare bene la ricotta con lo zucchero ed aggiungere, poco alla volta, le uova leggermente sbattute. A questo punto unire il semolino al composto di ricotta e miscelare bene. Da ultimo il liquore, la vaniglia ed il Neroly. Versare nello stampo, precedentemente imburrato ed infarinato, ed infornare a 150° per un’ora circa.

Sformare, far raffreddare e spolverizzare con zucchero a velo.

Fonte: www.brigatadicucina.it