Spaghetti con vongole veraci e pistacchi di Bronte. Sapore di mare e terra con poco

25 ottobre, 2016 alle 11:21
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spaghetti vongole pistacchio

Le storicette (ricetta “condite” dalla storia che ha portato alla preparazione del piatto) in arrivo da Procida continuano. Questa volta il nostro amico Gian Luca che ce la invia, e che si autodefinisce chef della domenica, ci propone un bel piatto fresco e saporito proprio come la sua isola, dove leggere brezze o forti venti mischiano nell’aria i profumi della terra e del mare. Pubblichiamo come sempre, così come riceviamo.

“Questa estate ho aiutato un mio caro amico, Sandro, nella sua gelateria artigianale e per tutta l’estate sono stato costretto, con mio sommo rammarico, a dover assaggiare tutti i  gelati che preparava. E’ stato un lavoro duro, ma qualcuno lo doveva pur fare. Insomma, mi sono dovuto sacrificare nel buon nome dell’amicizia e dell’azienda. E per ogni nuovo gelato che assaggiavo (le quantità dell’assaggio per dignità non ve le descrivo), poi mi toccava fare almeno una trentina di km in bici per almeno in qualche modo attenuare i miei sensi di colpa per non aver capito subito al primo cucchiaino se ogni gelato fosse buono o meno. Uno dei problemi maggiori da affrontare era la tentazione di pranzare a base di gelato, oppure con frutta e panna montata. Inutile dire che spesso è stata  una immancabile resa e conseguente battaglia armato di cucchiaini d’ogni grandezza. Ma la battaglia che mi ha fatto perdere la guerra è stata sicuramente quella con il pistacchio di Bronte.[charme-gallery]Infatti, anche se i sorbetti a limone e mandarino procidano aprivano e chiudevano le mie giornate di “assaggiatore compulsivo” riuscivo a contenere gli attacchi neurologici centrando il mio stomaco con solo due o tre cucchiaini, ma quando dovevo sistemare o togliere dalla vetrina i gelati al pistacchio di Bronte era una vera e propria Caporetto cerebrale. Una disfatta in partenza. E tutto questo che ha a che fare con un primo piatto vi state chiedendo? E ora ci arriviamo. Continuate a leggere. La mia curiosità di “cuoco della domenica” nei confronti del pistacchio cresceva ogni volta che “lavoravo” e mi chiedevo se e come potevo usare in cucina il prezioso frutto di terra catanese. Una sera tornando a casa più presto del solito mi arriva un messaggio da parte di mia moglie che mi invita a comprare qualcosa per preparare una cena veloce perché degli amici sarebbero venuti a farci visita.

Pensai allora che era venuto il momento di osare e “presi in prestito” una manciata di pistacchi sbriciolati e alcuni interi dalla dispensa della gelateria e mi precipitai al porto della mia amata isola nella speranza di poter trovare ancora delle vongole veraci dal mio pescivendolo di fiducia. In mente il piatto era già pronto, ed ero sicuro che lo strano abbinamento che avevo immaginato, poteva avere successo. Il piatto suscitò dapprima curiosità da parte dei commensali ma subito dopo il silenzio regnò sovrano per alcuni minuti, e la gioia fu tanta quando alcuni di loro chiesero il bis, anzi, per meglio dire, si alzarono e andarono da soli a prendere dalla padella quello che io definisco “u meglio muorz” e cioè la parte di pasta con la parte finale del sughetto, non distribuita per non fare dei mega piattoni .

Ingredienti: Pistacchio di Bronte , Vongole veraci, Olio extravergine di oliva, Vino bianco, Prezzemolo, Capperi. Spaghetti di Gragnano

Preparazione

Far aprire le vongole cuocendole, senza aggiungere acqua, in una casseruola alta conservandone il sughetto. In una padella abbastanza grande ( io uso sempre la mia preferita in alluminio) riscaldare l’olio extravergine di oliva e aggiungere prima i pistacchi sbriciolati, i capperi, e dopo un minuto le vongole sgusciate con il sughetto ricavato dalla sbollentatura sfumando poi il tutto con il vino bianco. Scolare la pasta sempre molto al dente e finire la cottura nella padella con il sugo mantecando per un po’. Impiattare aggiungendo un pochino di prezzemolo finemente tritato, un ciuffetto per coreografia assieme anche a dei pistacchi interi.”