Villa Pignatelli, un real giardino nel cuore di Napoli

22 febbraio, 2014 alle 15:21
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Difficile descrivere con le sole parole la magnificenza di una delle più lussuose residenze  di Napoli, qual è Villa Pignatelli.
Ma proviamo a viaggiare con la fantasia e immaginiamo una dimora principesca a due passi dal mare, circondata da ampie radure di verde all’ombra di porticati in stile neoclassico, realizzati dall’architetto partenopeo Pietro Valente.
Ecco ora ci troviamo proprio all’interno di uno dei parchi più raffinati della città di Partenope. La nobiliare struttura, nel cuore del quartiere Chiaja, risale agli inizi del XIX secolo e fu pensata e voluta sullo stile della tipica domus pompeiana, dal baronetto inglese Sir Ferdinand Richard Acton nel 1826.

Data la natura volubile ed esigente del committente, i lavori di realizzazione dell’edificio si dimostrarono tutt’altro che semplici.
Si narra infatti che per esaudire le volontà del signorotto britannico, fu  necessario demolire una preesistente abitazione appartenente alla famiglia dei Carafa e fu davvero difficile trovare un accordo tra le parti, nonostante i ben ventidue progetti presentati dall’ideatore!
Proprio a causa delle numerose diatribe, i lavori di decorazione interna e quelli del giardino esterno furono affidati all’urbanista toscano Guglielmo Bechi. A lui si deve la progettazione, secondo il modello all’inglese, delle siepi e delle piante che incorniciano i viali del parco, tra cui si annoverano specie molto rare e pregiate di fiori, un’ampia varietà di palme e rigogliose fioriture di camelie che abbelliscono il prato posteriore del giardino.

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Nonostante i diversi cambi di proprietà, la villa nel tempo non ha subito notevoli variazioni e ha mantenuto intatto il suo fascino.
Ricordiamo infatti che qualche anno dopo la morte di Sir Acton, l’edificio passò nelle mani dei Von Rothschild, nota famiglia di banchieri tedeschi.
In quegli anni per volere dei nobili teutonici, all’interno del parco fu fatta erigere una palazzina di tre piani che porta il nome per l’appunto  della famiglia di Francoforte.

Successivamente, le sorti dell’oasi napoletana si legarono a quelle di un’altra celebre e illustre casata: i Pignatelli  Cortes d’Aragona.
La nobile famiglia di origine longobarda, detenne la proprietà dell’abitazione fino al 1955, anno in cui la principessa Rosina Pignatelli ne fece donazione allo Stato italiano, perché fosse trasformata in un museo in onore dello scomparso marito, il principe Diego Aragona Pignatelli Cortes.

Fu così che dal 1960 i cancelli della maestosa dimora furono aperti al pubblico, per accogliere i numerosi visitatori che venivano a godere dell’aria pura e del relax offerto da quel prezioso angolo di paradiso ubicato a due passi dal Centro.
Tanti sono i monumenti di pregio e  i preziosi ornamenti che abbelliscono i saloni dell’attuale “Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes”, tra i primi esemplari di casa-museo all’ombra del Vesuvio.

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Dalla raccolta dei dipinti del Banco di Napoli esposti al primo piano dell’edificio, alla collezione di argenti, bronzi e cristalli donati dalla generosa principessa Pignatelli, fino alla ricca raccolta di porcellane orientali del’700 e ‘800, dinnanzi a tanto splendore tramandato di secolo in secolo, manca davvero il fiato per l’emozione.
Calpestare lo stesso terreno su cui sono transitate le più importanti teste coronate è un’esperienza che davvero non ha prezzo, per non parlare poi del suggestivo Museo delle carrozze ospitato all’interno del complesso di Chiaja, grazie a una donazione  del marchese Mario d’Alessandro di Civitanova.

Laddove un tempo vi erano state le scuderie, si trovano ora tutti gli attrezzi equestri, come i raffinati finimenti, morsi, briglie, fruste, manici d’avorio e argento e ovviamente la più vasta esposizione di calessi di diversa forgia e nazionalità,  da quelli italiani a quelli  inglesi, per finire con quelli di produzione francese, tutti risalenti al XIX e XX secolo.

Villa Pignatelli
Via Riviera di Chjaia, 200, Napoli