A Pompei riemerge un altro incredibile affresco: Leda e il cigno

A Pompei riemerge la scena piena di sensualità che rappresenta il congiungimento tra Giove e Leda, moglie di Tindaro re di Sparta

367
Nuove scoperte a Pompei: ecco l'affresco di Leda e il cigno (ph. Cesare Abbate)

Dai nuovi scavi a Pompei riemerge un affresco del mito di Leda e il cigno. In un ambiente di via del Vesuvio, nel corso degli interventi di riprofilamento dei fronti di scavo della Regio V, viene alla luce ancora un’immagine femminile che si aggiunge ai raffinati volti di donna dipinti in medaglioni di alcuni ambienti lungo via del Vesuvio  e alla figura di Venere e Adone dalla casa con giardino, già emersi.

Questa volta si tratta del mito di Leda e il cigno rappresentato in un affresco rinvenuto durante i lavori di stabilizzazione e riprofilamento dei fronti di scavo, in un cubicolo (stanza da letto) di una casa lungo via del Vesuvio. L’ambiente che conserva il dipinto è posto accanto a corridoio di ingresso dove già era stato individuato l’affresco del Priapo, analogo a quello della vicina Casa dei Vettii. La scena sensuale rappresenta il congiungimento tra Giove trasformatosi in cigno e Leda, moglie di Tindaro re di Sparta.

Dal doppio amplesso, prima con Giove e poi con Tindaro, nasceranno, fuoriuscendo da uova, i gemelli Castore e Polluce (i Dioscuri), Elena – futura moglie di Menelao re di Sparta e causa della guerra di Troia – e Clitennestra, poi sposa (e assassina) di Agamennone re di Argo e fratello di Menelao.

Pompei, l’affresco di Leda e il cigno (ph. Cesare Abbate)

A Pompei l’episodio di Giove e Leda gode di una certa popolarità, poiché è attestato in varie domus, con diverse iconografie (la donna è in genere stante, e non seduta come nel nuovo affresco, e in alcuni casi non è raffigurato il momento del congiungimento carnale). Tra le varie rappresentazioni si ricordano quelle del Citarista, della Venere in conchiglia, della Regina Margherita, di Meleagro, dei Capitelli Colorati o di Arianna, della Caccia Antica, di Fabio Rufo, della Fontana d’Amore, e forse anche nelle case di L. Rapinasius Optatus e degli Amorini Dorati. Il mito di Leda e il cigno compare anche in affreschi staccati da Ercolano e da Villa Arianna a Stabia, oggi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, e, a conferma della popolarità del soggetto, su uno specchio d’argento del tesoro di Boscoreale oggi al Louvre. (le foto sono di Cesare Abbate)